Illegittimità delle pratiche per l’invalidità civile. Cittadinanzattiva si batte per uno stato di diritto

Illegittimità delle pratiche per l’invalidità civile. Cittadinanzattiva si batte per uno stato di diritto

Illegittimità delle pratiche per l’invalidità civile. Cittadinanzattiva si batte per uno stato di diritto

venerdì 04 Marzo 2011 - 13:02

Una battaglia che comincia già nel 2007, ma che ancora non ha conseguito nessuna partecipazione da parte delle istituzioni

Arriva l’ennesima denuncia di Cittadinanzattiva: stamani presso l’Auditorium dell’Ordine dei Medici di Messina, Giuseppe Pracanica, coordinatore provinciale di Cittadinanzattiva e Andrea Cucinotta, coordinatore provinciale del Tribunale Diritti del Malato, hanno esposto le loro preoccupanti conclusioni in merito alle pratiche per i riconoscimenti dell’invalidità civile.

La questione che si è posta ai loro occhi in seguito alle numerose segnalazioni da parte di cittadini li ha portati a scoprire come, sia l’Inps che i Prefetti, siano responsabili della maniera illegittima e arbitraria con cui avvengono le pratiche dell’invalidità civile. Sembra infatti che per il riconoscimento dell’invalidità i cittadini siano costretti a sottoporsi a doppia visita. Succede che, non solo in seguito al 24 dicembre 2009, con convenzione emanata dal Prefetto di Palermo a tutte le province i prefetti trasferiscano poteri che non gli competono all’Inps, ma che lo stesso Pres. della Commissione Medica Superiore dell’Inps, il prof. Massimo Piccioni, con una direttiva interna di settembre 2010 ritiene necessario che, laddove i provvedimenti per il riconoscimento dell’invalidità civile comportino anche riconoscimenti economici i cittadini debbano essere sottoposti ad ulteriori visite. Succede, dunque, che in tal modo l’Inps con decisioni interne di fatto non permetta ai cittadini di beneficiare dei propri diritti, dal momento che, nonostante il riconoscimento legittimo delle Commissioni mediche delle Asl, venga tutto nuovamente sottoposto a visite e ad un iter burocratico non previsto. Facile immaginare le conseguenze che ricadono tutte sulle spalle del cittadino e sulle attese indeterminate della concessione dei benefici economici, aumentando enormemente le lacune che stanno dietro questo procedure.

L’Inps è responsabile, secondo Cittadinanzattiva, anche di aver ridotto i criteri di assegnazione dell’accompagnamento, cassati dal Parlamento nel corso dell’approvazione della Legge n. 78, poi convertito nella Legge n. 122, impedendo così a tutti coloro che ne avessero reale necessità di poter usufruire dei benefici economici che la Legge prevede.

Quella di Cittadinanzattiva è una battaglia che comincia già nel 2007, ma che ancora non ha conseguito nessuna partecipazione da parte delle istituzioni. “Quello che chiediamo all’Inps e al governo – afferma Andrea Cucinotta – è di garantire al cittadino il riconoscimento dei propri diritti”. Non avendo ottenuto nessun riscontro in ambito politico amministrativo, Cittadinanzattiva ha deciso di avvalersi dell’apporto del Giudice del Lavoro, con lo scopo di sollecitare la giurisprudenza perché in Sicilia venga ristabilito lo stato di diritto.

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