Illustrato in un convegno il “Piano Comunale di Protezione Civile di Messina”, che scatterà nei casi di calamità

Illustrato in un convegno il “Piano Comunale di Protezione Civile di Messina”, che scatterà nei casi di calamità

Illustrato in un convegno il “Piano Comunale di Protezione Civile di Messina”, che scatterà nei casi di calamità

sabato 19 Febbraio 2011 - 12:49

Aree di emergenza, informazione della popolazione, norme comportamentali, i contenuti del piano spiegati al convegno “Protezione Civile 2011: Stato dell'Arte”

Si è svolto ieri pomeriggio al Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca il convegno “Protezione Civile 2011: Stato dell’Arte” organizzato dal Kiwanis Club Messina Nuovo Ionio, nel quale hanno relazionato l’ing. Bruno Manfrè, Responsabile provinciale di Messina del Dipartimento Protezione Civile Regione Sicilia, sull’organizzazione del sistema nazionale di Protezione civile ed interventi svolti dal 1908 fino ad oggi, e l’ing. Antonio Rizzo, esperto del Sindaco di Messina per le attività di protezione civile che ha mostrato lo stato attuale dei sistemi di protezione civile a Messina rappresentati dal “Piano Comunale di Protezione Civile di Messina”, il piano d’emergenza della città in caso di calamità.

“Inconcepibile non aver avuto a Messina un piano d’emergenza fino al 2007 – afferma criticamente l’ing. Antonio Rizzo – elaborato soltanto dopo lo spiacevole evento di cronaca degli incendi di Patti costati la vita di due persone”. Piano d’emergenza che costituisce la struttura fondamentale per la gestione delle emergenze individuando gli organi e le strutture comunali di Protezione Civile, le Aree di Emergenza, le mappe del territorio, della rete viaria, degli edifici rilevanti, dei percorsi strategici per l’emergenza e dei servizi a rete, le modalità di allertamento e di attivazione del personale e degli organi comunali, la corretta informazione della popolazione sui rischi del territorio, l’attuazione delle norme di comportamento e la realizzazione di periodiche esercitazioni.

Le aree di emergenza sono luoghi nei quali vengono svolte le attività di soccorso alla popolazione durante l’emergenza; divise in base alle 6 circoscrizioni nelle quali in ogni luogo chiave sono stati installati i cartelli stradali di riferimento, si distinguono in tre categorie: aree di attesa, aree di ricovero, aree di ammassamento. Le aree di attesa (segnaletica di colore verde) sono i luoghi “sicuri” come piazze, slarghi della viabilità, parcheggi, cortili, spazi pubblici e privati in cui la popolazione si raccoglie in occasione di evacuazioni preventive o successive al verificarsi di un evento calamitoso; le aree di ricovero (segnaletica di colore rosso) sono luoghi come strutture di accoglienza, tendopoli, insediamenti abitativi di emergenza, palestre, scuole, centri sportivi, aree militari, nei quali verrà sistemata la popolazione costretta ad abbandonare la propria casa per periodi più o meno lunghi; le aree di ammassamento (segnaletica di colore giallo) sono zone dedicate all’accantonamento di risorse di protezione civile provenienti dalle colonne mobili. Indivuazione delle aree di emergenza e installazione della segnaletica di riferimento, questi gli interventi del Comune di Messina che non bastano ancora all’ing. Rizzo che prosegue “il piano di emergenza fin qui elaborato, le esercitazioni di simulazione svolte nelle diverse istituzioni cittadine agli inizi del 2010 dopo gli eventi di Giampilieri, sono pur sempre un punto di partenza, ma nonostante questo, siamo un po’ indietro? Mi sembra di si. Il problema si pone ora, in questo stesso luogo, in questo preciso momento, di fronte ad una situazione di critica emergenza, come ci comporteremmo, ora? L’informazione della popolazione, conoscere le norme di comportamento di sicurezza, le situazioni di rischio e quindi che ognuno sappia come proteggersi nell’immediato, sono priorità fondamentali da perseguire.

Le statistiche rivelano un numero di vittime di gran lunga superiore nelle popolazioni non informate e non addestrate a fronteggiare un evento calamitoso”.

Ecco alcune delle principali norme comportamentali nel caso di rischio sismico descritte nel Piano Comunale di Protezione Civile di Messina: prima del sisma, individuare le parti più resistenti della casa come pilastri, muri portanti, architravi, preparare oggetti di emergenza come torcie, radio portatili, farmaci; durante il sisma non farsi prendere dal panico, rifugiarsi nei punti solidi dell’edificio (pilastri, muri portanti) oppure ripararsi sotto tavoli, letti o protezioni, allontanarsi da finestre, pareti vetrate, lampadari, mensole, non sostare su balconi, scale, non usare ascensori; se ci si trova all’aperto, stare in aree come piazze, giardini, parcheggi, lontani da edifici, ponti, muri, sottopassaggi; dopo il sisma, non usare l’automobile per la viabilità dedicata esclusivamente ai soccorsi, raggiungere le aree di emergenza, non rientrare negli edifici danneggiati, collaborare per quanto possibile alle operazioni delle squadre di soccorso.

Giosè Venuto

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED