Manifesto -anti-sismicità-. Sciacca: «Impegnati a coinvolgere tutte le categorie professionali»

Manifesto -anti-sismicità-. Sciacca: «Impegnati a coinvolgere tutte le categorie professionali»

Manifesto -anti-sismicità-. Sciacca: «Impegnati a coinvolgere tutte le categorie professionali»

venerdì 18 Marzo 2011 - 09:20

Nei prossimi giorni la firma di quel documento che si spera possa costituire il primo passo verso l’affermazione di una reale cultura di prevenzione edilizia

Le immagini di devastazione che giungono in tempo reale dalle coste sud-orientali dell’Arcipelago Giapponese, non lasciano spazio a troppi commenti. A parlare stavolta sono gli eventi, quelli naturali, di fronte ai quali l’uomo si scopre più “piccolo” di quanto già non se paragonato alla potenza distruttiva di mare e terra. Elementi imprevedibili, incontrollabili, che mettono a nudo le debolezze di solide potenze mondiali, proprio come quella del “Sol Levante”.

Un incubo che ha fatto ripiombare anche Messina in quella tragica notte di oltre cento anni fa, quando la terra, per oltre 30 secondi, tremò facendo implodere su stesse buona parte delle abitazioni, ma soprattutto svegliò le sopite acque dello Stretto che in un attimo presero la forma di un destante tsunami. Va subito sottolineato che, sia in termini di magnitudo che di conseguente onda anomala, la grande scossa peloritana fu nettamente inferiore rispetto a quanto accaduto in Giappone. Ecco perché, una volta più, viene dunque da chiedersi , di fronte ad una tale cataclisma, cosa sarebbe accaduto invece dalle nostre parti.

Una domanda che negli ultimi giorni è stata più volte sottoposta agli addetti ai lavori: quest’ultimi, come da copione anti-panico, non hanno potuto far altro che rispondere: bisogna lavorare ancora sul tema della sicurezza e della prevenzione, ma Messina non è impreparata. Dichiarazioni da alcuni “vissute” come ancore di salvezza a cui a aggrapparsi con forza, da altri, i più scettici, come mere parole di circostanza da “recitare” solo per non diffondere il panico.

Sempre tra i “soliti” addetti ai lavori, c’è chi conosce bene l’effettiva capacità di reazione di Messina ad un evento simile a quello giapponese, soprattutto in termini di edilizia, e con essa la percentuale di resistenza al sisma. Per avere un’idea, “ripeschiamo” dall’archivio delle nostre notizie le stime , ottenute sulla base di calcoli fisico/matematici e contenute nel Piano di Emergenza Comunale di Protezione Civile, riguardanti gli effetti che potrebbe provocare su abitazioni e popolazione un sisma corrispondente al 9° grado della scala Mercalli, 6.3 della Richter:

Effetti sulle abitazioni

– Edifici crollati: 4.258 (valore compreso tra i 2.105 e 10.662)

– Edifici inagibili: 31.138 (valore compreso tra i 18.168 e 41.300

Effetti sulla popolazione

– 9.348 i cittadini coinvolti (valore compreso tra i 4.621 e 23.415)

– 7.011 i feriti

– 2.337 i morti

– 69.431 gli sfollati (valore compreso tra i 40.460 e 93.372)

I numeri non sono certamente rassicuranti, considerando soprattutto che, come detto, la forza del sisma simulato nello Stretto è ben al di sotto di quella sprigionatasi nell’arcipelago giapponese. Dove i maggiori danni sono peraltro stati causati dalla devastante onda di tsunami e non dal crollo delle abitazioni, che hanno invece retto bene ai movimenti tellurici, grazie alle avanzate tecniche di anti-sismicità utilizzate nella costruzione degli edifici. Un’educazione ingegneristica che solo in tempi relativamente recenti è entrata a far parte della cultura edilizia italiana e messinese in particolare, dove il rischio crolli rimane elevato. Una preoccupazione che trova peraltro conferma anche nell’iniziativa portata avanti dal Genio Civile e presentata qualche settimana fa, riguardo la realizzazione di un manifesto (vedi correlato) sottoscritto da tutte le organizzazioni di categoria, che possa rappresentare un incentivo nell’affermazione di una concreta politica “anti-sismica” e al tempo stesso costituire uno strumento per uscire dalla crisi che attanaglia il settore delle costruzione dove sempre più di frequente vengono assegnate gare con altissimi ribassi, magari a discapito della qualità dei materiali utilizzati e della manovalanza impiegata.

«Il rischio sismico è un problema da affrontare a viso aperto – spiega Sciacca – cercando di farsi trovare impreparati il meno possibile. Stiamo lavorando per rendere concreta la sottoscrizione del manifesto e passare alla fase operativa». Più consapevolezza meno superficialità dunque, mettendo purtroppo bene in conto l’incalcolabile imprevedibilità della natura.(E.De Pasquale)

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED