Trasformare l'area in una cittadella del turismo utilizzando lo strumento della Stu. A chiederlo è il Movimento Civico Messinese, che dal web si trasferirà al Comune per un incontro-dibattito
L’appuntamento è per sabato alle 10 nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca. E’ qui che il Movimento Civico Messinese si “materializzerà” per discutere sul tema: -Maregrosso: una sfida da vincere-.
Si tratta di un gruppo nato sul social network Facebook, cui hanno già aderito circa 3200 iscritti e che persegue un obiettivo ben preciso: la riqualificazione dell’area che va dalla Zona Falcata alla ZIR.
Come spiega in un comunicato il presidente del Movimento, Filippo Clementi (NELLA FOTO), l’idea è quella di trasformare quella fetta di territorio in una “cittadella del turismo chiamata città del divertimento, consapevoli del fatto che ormai la richiesta dei turisti si è fatta più esigente ed allo stesso tempo con un occhio vigile al portafoglio”.
L’ambizioso progetto verrà discusso nel corso del incontro-dibattito di sabato al quale sono stati inviati a partecipare l’assessore allo sviluppo economico Gianfranco Scoglio, l’assessore alle manutenzioni Pippo Isgrò, il deputato regionale del Pdl Roberto Corona, il presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Previti, e l’operatore turistico Roberto Mazzagatti.
Clementi e gli altri adepti hanno le idee chiare anche su come dovrà avvenire la trasformazione di Maregrosso in un polo turistico attrezzato e attrattivo per i turisti.
Al fine di valorizzare quell’area, secondo il Movimento, sarebbe utile “utilizzare lo strumento della STU (che invece non va bene per il Tirone) per apportare benefici alla città in termini di riqualificazione dal degrado e occupazionali duraturi nel tempo”.
“La zona così trasformata – si legge testualmente nel documento- offrirebbe notevoli ricadute sul piano della richiesta di lavoro e sull’economia cittadina, in quanto il turismo stanziale garantirebbe all’economia cittadina quella boccata d’ossigeno che questa aspetta ormai da troppo tempo”.
Gli oltre 3000 messinesi iscritti al gruppo – sottolinea infine Clementi – vedono in questa trasformazione il segno della rinascita della città.
