Nella 56^ edizione della guida più famosa per gli amanti del gusto, stella confermata per tre locali di Taormina Casa Grugno, La Capinera e Principe Ceram
Quella del 2011 è la più ricca di sempre. La Guida Michelin, giunta alla sua 56esima edizione, ha assegnato infatti 325 stelle per 276 ristoranti, alla conclusione di un lungo (e gustoso) lavoro: ben 6097 esercizi recensiti, di cui 3784 alberghi, 2313 ristoranti e 379 agriturismi. Ma, come già nel 2010, sono soltanto sei i ristoranti in Italia che possono vantarsi del massimo riconoscimento: per “Da Vittorio” a Brusaporto, “Dal Pescatore” a Canneto Sull’Oglio, “Le Calandre” a Rubano, “Enoteca Pinchiorri” a Firenze, “La Pergola” a Roma, e infine “Al Sorriso” di Soriso, le tre stelle sono state confermate. 32 sono i ristoranti, invece, che hanno conquistato la prima stella: fra questi, spicca il “Bye Bye Blues” a Palermo. E focalizzando l’obiettivo sulla nostra Sicilia, sono state confermate le due stelle a “La Madia” di Licata (Agrigento) e al “Duomo” di Ragusa Ibla, e le prime stelle a “La Gazza Ladra”, “La Fenice” (Hotel Villa Carlotta) e “La Locanda di Don Serafino” a Ragusa.
Ma anche Messina, perlomeno nella sua provincia, ha motivi di cui vantarsi: «A Taormina ci sono tre locali stellati», spiega Enrico Briguglio, titolare del ristorante “Casa Grugno”. «Il nostro è uno di questi. L’azienda Michelin premia la scelta delle materie prime, le cotture, e, chiaramente, il servizio. Essere inseriti nella guida è per noi motivo di soddisfazione». La prima stella è stata confermata anche per “La Capinera”: «Gli esperti puntano molto sull’alta qualità e sulla costanza», afferma Pietro D’Agostino, chef e titolare del ristorante taorminese. «A differenza di altre che avvisano prima, gli emissari della Michelin vengono nell’anonimato. Si può affermare, quindi, che si tratta della guida più attendibile. La Michelin ha confermato il nostro impegno, la nostra quotidianità, ed è rimasta colpita dalla nostra costanza, dalla nostra serietà, dalla nostra determinazione». Soddisfazione anche per il “Ristorante Principe Cerami”, presente all’interno dell’Hotel San Domenico.
La buona tavola siciliana si conferma dunque un punto fermo per gli esperti del settore ed una ragione in più per i turisti per scegliere di visitare la Trinacria, terra di sole di mare e di gusto.
Enrico Anastasi
