Relitto Podrugal, un pezzo di storia negli abissi dello Stretto. Una spinta verso il Museo del Mare?

Relitto Podrugal, un pezzo di storia negli abissi dello Stretto. Una spinta verso il Museo del Mare?

Relitto Podrugal, un pezzo di storia negli abissi dello Stretto. Una spinta verso il Museo del Mare?

lunedì 15 Marzo 2010 - 12:43

Presentate in conferenza stampa le ricerche del relitto del cargo Podrugal affondato nel porto di Messina dopo il sisma del 1908. Su photogallery tutti gli scatti

Sarà un ulteriore elemento per contribuire a costituire quel patrimonio di reperti che si andrà a valorizzare con la creazione del Museo del mare”. Così il sindaco Giuseppe Buzzanca, presentando, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a palazzo Zanca, i risultati della campagna di ricerca coordinata dalla Capitaneria di Porto, dalla Soprintendenza del Mare ed effettuata da Ecosfera, per identificare il relitto del cargo -Produgal-, affondato all’interno del porto di Messina durante il terremoto del 1908.

Nel corso dell’incontro cui hanno partecipato l’assessore alle politiche del mare, Pippo Isgrò; il comandante del distaccamento Marina militare di Messina, capitano di vascello, Pasquale Bardetta; il comandante la Capitaneria di Porto, capitano di vascello Nunzio Martello; il Soprintendente del mare, prof. Sebastiano Tusa; il presidente della Cooperativa Ecosfera, Domenico Maiolino, ed il presidente ASD Nettuno, Daniele Cotogno, è stato anche confermato che il bronzeo rostro di una nave di epoca romana, ritrovato alla fine della estate del 2008 al largo di Acqualadroni, è in fase di restauro a Pisa e fra tre-quattro mesi dovrebbe far ritorno a Messina, per essere esposto in un sito comunale della città. Le immersioni di ricerca del relitto del Produgal sono state effettuate dal 22 al 26 gennaio scorso dai sub della cooperativa Ecosfera, insieme ai tecnici della Soprintendenza del Mare della regione siciliana ed ai sommozzatori della Marina Militare appartenenti al Nucleo SDAI di Augusta.

Nel corso della campagna di immersioni sono state eseguite le misurazioni del relitto e la documentazione video fotografica, evidenziando elementi che hanno permesso l’identificazione della nave a vapore, a 65 metri di profondità, nel piroscafo “Produgal”, 90 metri di lunghezza, 12 di larghezza e una stazza di 2392 tonnellate, appartenente alla compagnia di navigazione russa Svorono & E. di Pollone con sede a Mariupol. Costruita nel 1890 a Middlesbrough da Sir Raylton Dixon & Co. per la compagnia Ruskin SS Co (A. Holland & Co) di Londra con il nome di Ruskin, nel 1901 passò alla Darwin SS Co. Nel luglio del 1908 venne venduta alla compagnia russa Svorono & E di Pollone (Mariupol, Russia) e ribattezzata Produgal.

Le immersioni all’interno della zona Militare del porto di Messina, che sono state autorizzate dal Comando Militare Marittimo Autonomo in Sicilia, sono state state accompagnate da una ricerca storica del relitto, eseguita in collaborazione con l’associazione “Nettuno”, attraverso il reperimento di notizie giornalistiche che riportavano notizie dell’affondamento. Poche settimane dopo il 28 dicembre del 1908, il “Victoria Daily Colonist” e l’australiano “The Mercury” riportarono il tragico affondamento del mercantile Produgal che si trovava all’interno del bacino di carenaggio per riparazioni, da cui venne spostato dalla potenza dell’onda del maremoto.

Negli articoli vengono riportati i racconti di Constantine Doresa, incaricato dalle compagnie assicurative per sovrintendere i lavori in bacino, e che insieme ad alcuni membri dell’equipaggio dello stesso Produgal, si unirono agli altri equipaggi di navi presenti in porto per il salvataggio dei superstiti del sisma. Il relitto, ritrovato dopo oltre cento anni, si presenta integro per la maggior parte delle sue strutture, ed è insabbiato di circa 3 metri, per tutta la sua lunghezza.

La prua corrisponde nelle sue forme a quanto indicato nei disegni costruttivi mentre assenti sono ancore e le relative catene dagli occhi di cubia, mentre l’argano salpa ancore non è più nella sua posizione originaria. Elementi dell’alberatura prodiera giacciono nei pressi del secondo boccaporto della stiva di prua ed il carruggetto di dritta, che alloggiava il relativo fanale di via, è distrutto, mentre quello di sinistra è integro. L’accesso alla stiva prodiera, vuota, è facile attraverso due ampi boccaporti.

Nel Ponte di comando sono ancora visibili nella timoneria i resti del timone ed in sala macchina la macchina a vapore, a triplice espansione con le sottostanti caldaie. Ottimamente conservata la cucina con vari utensili.

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