Bisogna trasformare il ricambio generazionale nell’impresa da evento traumatico a processo strutturato, trovando opportune soluzioni giuridiche che tutelino anche i molteplici interessi sociali coinvolti. É quanto emerso nell’Aula Magna della Corte d’Appello di Messina, durante un incontro sul tema -Il ricambio generazionale nell’impresa: strumenti giuridici e profili tributari-, organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Messina, in collaborazione con Confindustria e Confcommercio Messina. Al centro del dibattito, dunque, un argomento di estrema attualità, in considerazione del fatto che molte imprese, come ha sottolineato il dott. Ivo Blandina, presidente di Confindustria Messina, “stanno affrontando e dovranno affrontare il problema della transizione generazionale”.
“La recente introduzione nell’ordinamento italiano del patto di famiglia – ha detto l’avv. Vincenzo Ciraolo, consigliere segretario dell’Ordine forense messinese – ha stimolato un’analisi su alcuni strumenti, alternativi a questo istituto, attraverso i quali può esplicarsi l’autonomia privata dell’imprenditore, per realizzare, mediante un’adeguata pianificazione, il passaggio generazionale nell’impresa”. Il dott. Cosimo D’Arrigo, consigliere della Suprema Corte di Cassazione, ha, infatti, sottolineato che “il patto di famiglia è una figura giuridica costruita per rendere più agevole la successione in azienda, ma presenta profili critici, legati in particolare all’interpretazione della normativa”.
“Non conoscere e applicare strumenti alternativi – ha proseguito il dott. Giuseppe Vicari, notaio messinese – è un limite alla riduzione dei conflitti nelle imprese. È opportuno, dunque, utilizzare strumenti operativi di trasferimento del controllo che appartengono al diritto societario”. Al convegno, moderato dal prof. Rosario Faraci, ordinario di Economia e Gestione delle Imprese dell’Università di Catania, sono intervenuti anche il prof. avv. Sergio Marullo di Condojanni, associato di Istituzioni di Diritto privato dell’Università di Chieti-Pescara e il dott. Antonio Pogliese, commercialista catanese.
“In Italia il testamento – ha detto l’avv. Marullo di Condojanni – è una prassi ormai superata nella successione d’impresa. Il trust, invece, per la sua flessibilità e duplicità di regime giuridico, quello internazionale e quello italiano, a cui bisogna fare riferimento nella fase patologica del passaggio generazionale, è uno strumento efficace da utilizzare per le aziende”.
Il dott. Antonio Pogliese ha, infine, posto l’attenzione sugli aspetti psicologici, tributari e finanziari legati al problema della successione nell’impresa, con particolare riferimento al territorio della Sicilia: “Nella nostra regione – ha detto il dott. Pogliese – la maggior parte delle aziende ha una gestione familiare e i contrasti interni, dovuti alle divergenze culturali, psicologiche e tecnologiche tra la vecchia generazione, quella del padre, e la nuova, quella del figlio, rendono traumatica la realizzazione della successione nell’impresa”
