La riflessione - «Messina come una bella casalinga rassegnata, ma pronta a mettere i tacchi a spillo per una serata importante»

La riflessione – «Messina come una bella casalinga rassegnata, ma pronta a mettere i tacchi a spillo per una serata importante»

La riflessione – «Messina come una bella casalinga rassegnata, ma pronta a mettere i tacchi a spillo per una serata importante»

lunedì 16 Maggio 2011 - 07:55

ll presidente di Legambiente Fuschi sul ponte, il Giro d’Italia e la Messina dei licenziamenti, degli alluvionati, dei pendolari

«Un Weekend impegnativo per Messina, i suoi cittadini, le forze dell’ordine e gli amministratori: sabato è tornato il popolo della RETE No ponte e domenica la tappa del giro d’Italia. Due manifestazioni diverse, lontane ma accomunate dalla speranza. La speranza di essere notati, la speranza di aver voce. Messina sprofonda…le buche sulle arterie principali della città si moltiplicano come le otri di vino alle nozze di Cana. Oggi a Camaro, dieci giorni fa a Gravitelli, di fronte all’isola ecologica, prima ancora S. Filippo, il V/le Europa e il solito V/le Boccetta. Non ci sono soldi per la manutenzione e l’iter lungo e complicato amministrativo, sono le frasi alla top ten degli amministratori….tranne che non passi il Giro d’Italia…e allora tutto si mette in modo, l’ordinario e lo straordinario. Niente contro lo sport, anzi per noi ambientalisti la bici è sinonimo di ecologia e libertà e la piazza mediatica rappresenta un ottimo investimento per il turismo.

Il problema è che Messina DEVE approfittare di eventi particolari per far parlare di sè, attenti a non peccare di provincialismo meridionale. Infatti civiltà, pacatezza e dignità hanno contraddistinto la manifestazione degli alluvionati, dei cassaintegrati, della rete no ponte, alla sfilata del Giro d’Italia. Ma fa rabbia vedere i giardinieri sistemare le aiuole di Piazza Municipio, spazzare, asfaltare solo le corsie utili, rimuovere ostacoli che altrimenti non sarebbero stati rimossi e purtroppo, anche sacrificare un’opera d’arte che aveva contribuito a rendere più gentile la città sotto Natale. C’era il cartello con le foto dei 37 morti della zona sud e tanti messinesi della provincia tirrenica. A due anni dall’evento si chiede la messa in sicurezza del territorio, i finanziamenti per l’assistenza alla popolazione. Tutto normale, tutto ordinario…allora, perché Messina deve “sfruttare” necessariamente un evento importante, fondamentalmente straordinario, per avere attenzione, anzi, per sperare di avere attenzione. Ad esempio per l’assegnazione dei fondi FAS: nostri, del sud!!! L’amministrazione comunale e provinciale, in settimana hanno ottenuto la solita promessa dall’ on. Fitto: il governo, che tanto deve ai voti dei siciliani, s’impegnerà a pensarci. Giusto in questi giorni, la Camera di Commercio di Messina si chiede se sia il caso che le emergenze del nostro territorio siano compensate dalla riduzione dei costi della politica e delle amministrazioni come previsto dal Ministero dello Sviluppo economico nel marzo dello scorso anno. E intanto si continua con la grande opera, il ponte, che, nell’immaginario dei sostenitori, rappresenta la panacea di tutti i mali.

Eppure la società Stretto di Messina miete le prime vittime in città e provincia. Dopo gli addetti alla trivellazione, altre “messe a riposo” con “promessa a nuova integrazione”. Per non parlare della chiusura della Officine Grandi riparazioni, le vertenze della Triscele, quelle di Messinambiente, lo scandalo dell’università, il disimpegno delle ferrovie, l’enorme problema dell’attraversamento dello stretto senza concorrenza, il dissanguamento economico a cui i pendolari sono costretti. Studiare, lavorare, parcheggiare tra le due sponde è roba da ricchi. Si va dal biglietto per il passaggio pedonale di 5 Euro a quello della macchina per 3 gg a 38,00. Benedetta contiguità territoriale…perché tutti gli isolani ne hanno diritto e noi no? Perché i politici sardi hanno lottato, combattuto e vinto la battaglia per i costi dei residenti e lavoratori e i nostri politici hanno sempre dribblato l’argomento? Il potere contrattuale dei siciliani non è, forse, abbastanza? Il rincaro continuo dei biglietti delle navi a colpi di 2 euro a volta sarà lecito per il mercato liberale, ma credo di aver studiato che i prezzi dipendevano dalla domanda e dell’offerta e soprattutto dalla percentuale di inflazione… Evidentemente a Messina, sullo stretto, l’inflazione galoppa a ritmo sfrenato, ovviamente nel silenzio e nel malumore di chi è vessato quotidianamente…Ma c’è qualcuno che ha intenzione di intervenire??? Associazioni, consumatori, politici, authority…chi ha potere di fare qualcosa per i messinesi? Mi viene di pensare a Messina, come una bella casalinga in bigodini e ciabatte, rassegnata, ma pronta a mettere i tacchi a spillo per una serata importante…Come oggi per il giro…Messina merita l’attenzione del paese e di chi ci amministra in modo più incisivo, ma dobbiamo imparare a chiedere ed ottenere, sfruttare tutte le occasioni, portare a nostro vantaggio tutte le occasioni. E allora ben vengano le corse, gli spettacoli, i concerti, i cortei, le manifestazioni culturali. Tutto per mettere al centro non soltanto i nostri problemi, ma soprattutto la loro risoluzione».

Il presidente di Legambiente Messina Santina Fuschi

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