La segnalazione - Abbattuta la rete di recinzione ed eliminate le strutture in bambù per consentire l’accesso ad un lido

La segnalazione – Abbattuta la rete di recinzione ed eliminate le strutture in bambù per consentire l’accesso ad un lido

La segnalazione – Abbattuta la rete di recinzione ed eliminate le strutture in bambù per consentire l’accesso ad un lido

martedì 17 Maggio 2011 - 07:45

Un nostro lettore si chiede: « Viviamo in una città nella quale ci si può arrogare il diritto di far ciò che si vuole con la cosa pubblica?». All’interno la lettera inviata alla nostra redazione

«Cara redazione di Tempo stretto,

Vi scrivo per sottoporre alla vostra attenzione l’ennesimo scempio che la nostra città deve subire da parte di cittadini che trattano Messina come un loro bene personale quando c’è da fare soldi e come immondizia quando c’è da sporcarla, vandalizzarla, degradarla.

Già da tempo le nostre spiagge sono state invase da lidi che, se stagionali e realizzati in maniera non invasiva, non possono che far bene alla nostra economia. Il problema è che di anno in anno, di stagione in stagione questi si allargano, si modificano, si trasformano da strutture stagionali in ristoranti in riva al mare, in resort di lusso, in centri dotati di piscine e quant’altro. Basta fare una passeggiata lungo la pista ciclabile per vedere di cosa parlo. Il passaggio da chiosco di bibite a mega lido pare inevitabile. Ovviamente mi chiedo se esista una qualche regolamentazione o se i lidi crescano con le stesse regole con le quali ogni buco della litoranea è stato riempito con un nuovo palazzo!

Vado al dunque. Domenica pomeriggio, di ritorno da una passeggiata in bicicletta, passo al pilone per stare un po’ in spiaggia ed in particolare mi fermo nello spazio retrostante il vecchio cantiere navale dove tempo fa si tenevano i concerti. Quello spazio è da tempo recintato con una rete metallica e si affaccia su una parte di spiaggia dove sono state installate delle strutture in canne, credo di bambù, atte a realizzare delle dune di sabbia. Sulla loro reale utilità e sulla loro efficacia stendiamo un velo pietoso ma non è questo il punto. Appena arrivato mi trovo davanti uno spettacolo che neanche a Messina avrei mai immaginato di vedere, emblema dell’inciviltà, del disprezzo per la cosa pubblica e della convinzione di poter fare tutto ciò che si vuole restando impuniti che solo i messinesi sanno avere quando sono nella loro città.

Per realizzare il corridoio di accesso ad uno dei vari lidi della zona si è pensato bene di eliminare la rete di recinzione e di abbattere a colpi di trattore le strutture in bambù creando, tra queste divelte, un ingresso riservato al lido in questione. Ora mi chiedo: ma come si fa? Come ci si sveglia la mattina e si decide di abbattere qualcosa che comune, provincia o non so chi ha pagato e realizzato? Viviamo in una città nella quale ci si può arrogare il diritto di far ciò che si vuole con la cosa pubblica e soprattutto, in una città che ha pochi pregi se non la bellezza della propria storia e del proprio territorio, come fanno le amministrazioni a permettere ciò?

Probabilmente molti penseranno che, con tutti i problemi che la città ha, queste sono sciocchezze. Ma quello che vi ho raccontato è l’emblema e la causa di tutto ciò di cui, da buoni messinesi o meglio buddaci, ci lamentiamo senza far nulla».

Alessio Sapienza

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