“Il prossimo 6 giugno, a partire dalla ore 18.00, appuntamento al Villaggio Fatima di San Raineri-. A lanciare l'invito, ovviamente aperto a tutti, il Presidente del Cesv Antonio Mantineo
“Siamo da tanti anni in Messina, ma ora siamo pensati male-. Una frase formulata in italiano stentato ma comprensibile, quella pronunciata da Ferizay Isuf, rappresentante della Comunità rom della città, nel corso della conferenza stampa tenutasi questa mattina presso la saletta Commissioni della Provincia.
Un incontro organizzato per presentare l’iniziativa voluta da un gruppo di associazioni cittadine che, collaborando l’una con l’altra, mirano a sostituire quel “cavalcavia- che separa la comunità messinese da quella dei rom di San Raineri non solo in termini urbanisitci ma prima di tutto ideologici, con un ponte fatto invece di solidarietà
Un’ iniziativa che assume poi un valore aggiunto, poiché si colloca in netta controtendenza rispetto al puzzle che è andato a comporsi negli ultimi giorni e che ha preso la forma del “pacchetto di sicurezza-.
“L’obiettivo che vogliamo raggiungere con l’organizzazione, giorno 6 giungo, della “Festa di Solidarietà- al villaggio Fatima di San Raineri, è permettere – ha detto il presidente del Cesv di Messina Antonino Mantineo – che il maggior numero di cittadini possa e voglia cominciare a conoscere persone fatte come loro di carne ed ossa ma spesso considerate invisibili-
Tante le associazioni, molte della quali rappresentate stamattina da un proprio portavoce, impegnate da anni nella campagna di sensibilizzazione nei confronti della comunità Rom “verso la quale – ha aggiunto Mantineo – bisogna mostrarsi oltre che solidali pronti a condividere un sentire comune-.
D’accordo con il presidente del Cesv anche Carmen Cordaro presidente del Comitato Territoriale Arci di Messina e Fabio Di Pane, della Comunità di Sant’Egidio. La prima si è mostrata convinta nell’evidenziare, senza mezzi termini, lo stato di “deriva culturale- che ha purtroppo favorito quel progressivo allontanamento e senso di rifiuto nei confronti dell’altro, del diverso. “Ecco perchè le associazioni oggi presenti – ha affermato la dott.ssa Cordaro – con l’iniziativa del 6 giugno e con quelle che seguiranno, si impegnano a dare un segno di discontinuità e rottura rispetto al desolante impoverimento culturale che si circonda e ci soffoca-. “Bisogna fare il possibile – ha poi concluso Fabio Di Pane – affinché i nostri sforzi siano più organici e competi e diretti tutti ad un comune traguardo, ridare a queste persone quei diritti che spesso gli vengono negati-.
Un apporto decisivo in questo senso dovrà però arrivare anche dal mondo politico. E proprio a tale scopo, le associazioni aderenti all’iniziativa Agesci Messina 3, Arci Comitato Territoriale Messina, Caritas Diocesana, l’ Ufficio Migrantes, Cesv, il Centro Servizi per il Volontariato di Messina, Circolo Arci “Thomas Sankara-, Comunità di Sant’Egidio, Cooperativa sociale Scirin di Messina, “E. Cialla-–SAE (Associazione Ecumenica), GI.FRA. (Gioventù Francescana, Parrocchia di Pompei), libreria Hobelix, M.e.g. (Movimento Eucaristico Giovanile), Movimento non violento – Polisportiva, associazione culturale “Nuovi Orizzonti-, associazione culturale
-Terra e cielo-, Rete Lilliput – Nodo di Messina, Parrocchia di San Luca, Partito della Rifondazione Comunista – Circolo Peppino Impastato, hanno sottoscritto un documento che invieranno a ciascun candidato in corsa per la poltrona di primo cittadino alle prossime elezioni del 15-16 giugno, chiedendo che la futura amministrazione comunale partecipi attivamente in questa battaglia contro la discriminazione.
L’auspicio è che tra le tante “promesse- fatte in questo ultimo periodo, il neo-sindaco sia disponibile a farsi carico anche di questa.
