-Il volontariato in Sicilia, bilancio e prospettive. Identità, ruolo e cambiamenti-: un appuntamento, sabato 29 e domenica 30 marzo, presso il Centro Congressi “Parco Augusto- di Terme Vigliatore, su iniziativa dei tre Centri di Servizio per il Volontariato siciliani: il Cesv di Messina, il Cesvop di Palermo e il Csv Etneo. All’argomento è dedicato anche il nuovo numero di “Comunità Solidali-, la testata del Cesv di Messina, consultabile anche on line (www.cesvmessina.it). Circa 400 persone, tra volontari e operatori dei Csv, hanno animato i due giorni di lavoro, tra workshop e interventi.
“Da questa Convention ci attendiamo un forte rilancio a favore del ruolo politico del volontariato, come forza del cambiamento e come realtà che sollecita e affianca le istituzioni, nella programmazione delle politiche sociali. Riteniamo soprattutto necessario – ha dichiarato Antonino Mantineo, presidente del Cesv di Messina e docente universitario – il ripristino della Conferenza Regionale del Volontariato e dell’Osservatorio Regionale del Volontariato, istituti previsti dalla legge regionale del ’94 e inopinatamente soppressi. Due istituti, nati per favorire la partecipazione del volontariato e il ruolo di stimolo e di proposta per le istituzioni, nel segno anche di una collaborazione nella programmazione delle politiche sociali, assurdamente eliminati. Il volontariato non può fungere da stampella delle istituzioni, o da mero gestore di servizi. Al contrario, è chiamato, in un quadro regionale di regole chiare e trasparenti da ripristinare, a svolgere un ruolo politico nell’elaborazione di politiche sociali che tendano a liberare i nostri territori-, ha concluso il presidente del Centro Servizi di Messina. Un appello condiviso dal presidente del Cesvop di Palermo, Ferdinando Siringo, e dal presidente del Csv Etneo, Ignazio Di Fazio: “Sulle politiche sociali in Sicilia occorre una profonda revisione, a 360 gradi. La politica è troppo indietro-.
“Dopo l’11 settembre, la sicurezza è diventata il killer delle politiche sociali. In una realtà dominata dal liberismo, il ruolo del volontariato appare ancora più delicato e prezioso, controcorrente rispetto ai messaggi che giungono dal mondo della politica e della società. Oggi, se hai a cuore gli ultimi, sei bollato come comunista-, ha sottolineato a sua volta, in apertura, Monsignor Franco Montenegro, presidente nazionale della Caritas. Sul ruolo centrale dei volontari, in relazione alla legge 328, si è soffermato anche l’assessore ai Servizi sociali della Provincia Regionale di Messina, Pio Amadeo. Sono intervenuti alla Convention anche Vito Puccio, presidente del Co.Ge, Comitato di Gestione per il Fondo speciale per il Volontariato Regione Siciliana; Marco Granelli, presidente di CSV.net, Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato; i docenti universitari Antonio La Spina (Università di Palermo) e Antonino Anastasi (Università di Messina); Giorgio Sordelli, consulente di CSV.net; Grazia Maria Dente, presidente del MoVI (Movimento di Volontariato Italiano) e componente dell’Osservatorio nazionale sul volontariato; Monsignor Giovanni Nervo, presidente onorario della Fondazione Zancan, a cui sono state affidate le conclusioni.
