Si è svolto ieri pomeriggio al Palacultura l’incontro sul “Libero Pensiero”

Si è svolto ieri pomeriggio al Palacultura l’incontro sul “Libero Pensiero”

Si è svolto ieri pomeriggio al Palacultura l’incontro sul “Libero Pensiero”

lunedì 06 Dicembre 2010 - 12:07

“Libero Pensiero”. Cultura, sport e sviluppo: riflessioni su Messina Si è svolto ieri pomeriggio al Pala Cultura il primo dibattito organizzato dal neonato cenacolo. Il presidente Lucio Castagna: “Confidiamo nella possibilità di collaborare con gli enti e le associazioni dedite al territorio”

Portare il proprio contributo al dibattito culturale nella città dello Stretto. Da questa premessa, nasce a Messina il cenacolo culturale “Il Pensiero Libero”, che ieri pomeriggio ha organizzato al Palacultura il primo di un ciclo di incontri di studio. “Siamo un gruppo di cittadini che hanno desiderio di dare il proprio apporto al panorama culturale messinese – afferma il presidente, avv. Lucio Castagna – e, a tal fine, confidiamo nella possibilità di collaborare con gli enti e le associazioni dedite a fare cultura nel nostro territorio. L’intenzione è anche quella di promuovere premi in ambito culturale, sport compreso, visto che è anch’esso espressione di cultura”. “E’ nostra intenzione avviare un momento di riflessione su problematiche di ampio respiro – aggiunge il prof. Giuseppe Gambardella, tra i fondatori del cenacolo culturale – in un’atmosfera propositiva”.

Ad aprire i lavori del primo incontro, è stato il prof. Santi Fedele, docente di Storia contemporanea all’Ateneo peloritano, che ha relazionato su “Il Libero Pensiero dopo l’unità”, facendo un excursus storico sulle origini del movimento del libero pensiero in Europa, precisamente in Francia e in Belgio, per poi tracciarne le origini in Italia con i primi gruppi sorti nel 1865 ed arrivare al 1906, a Messina, dove esisteva una sezione dell’associazione del libero pensiero. Subito dopo, il prof. Carmelo Romeo, docente di Storia della filosofia all’Università di Messina, si è soffermato su “Il Libero Pensiero ed il dialogo nell’età della ragione”, analizzando il rapporto tra dialogo e libertà di pensiero. “In un periodo in cui si parla tanto di dialogo – precisa il prof. Romeo – è necessario precisare che, perché se ne possa parlare realmente, sono indispensabili tre condizioni: libertà di espressione, tolleranza e atteggiamento laico. La cultura del dialogo è un’autentica risorsa per realizzare la coesistenza civile ed il concreto superamento delle diseguaglianze tra gli uomini”.

Successivamente, il dott. Ezio Arcadi, sostituto procuratore generale della Repubblica a Reggio Calabria, è intervenuto su “Il Libero Pensiero quale antitesi alle mafie”. “La cultura di mafia – dichiara il dott. Arcadi – è la negazione e l’antitesi del libero pensiero. La mafia è abbassamento dei livelli di coscienza, è sopraffazione. Il libero pensiero è un antidoto al quale ricorrere per bloccare e devitalizzare il veleno del pensare mafioso. Nella società dove maggiore è l’affermazione del libero pensiero, maggiore è il progresso e più corretto è il rapporto tra individuo e autorità, interesse individuale e collettivo”. Infine, la relazione del prof. Giuseppe Gambardella, neurochirurgo, su “Il Libero Pensiero e la ricerca scientifica”: “La libertà del pensiero e il rigore della sperimentazione sono alla base della ricerca scientifica – evidenzia – i progressi registratisi nella società sono frutto della ricerca scientifica e nascono da uomini liberi. Liberi nella loro fantasia e nella capacità di immaginare e di tradurre tutto questo in una verità scientifica”.

Ad intervenire al dibattito, anche l’imprenditrice Paola Sarasso, la prof. Cettina Picciolo del circolo culturale “Il Risveglio” di Milazzo” e l’avv. Daniela Chillè.

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