La mancanza di prenotazioni turistiche costringerà alla chiusura invernale molte strutture a 4 e 5 stelle
Sarà la prima volta nella storia del turismo taorminese ma la scure della crisi, la mancanza di un progetto per un rilancio turistico e lo scarso interesse dei grandi investitori nei confronti della perla dello Jonio costringeranno alla chiusura invernale la quasi totalità degli alberghi di lusso con un “effetto domino” pesante per l’economia locale e dell’intero comprensorio.
Troppi gli errori, i ritardi e le incompiute, la mancanza di servizi e di infrastrutture che hanno reso Taormina poco appetibile durante i primi mesi del 2011.
In giro non si pronuncia la parola “crisi” ed il motivo ufficiale risulta essere il restyling delle strutture ma in realtà è l’assenza di convegni, di eventi culturali e di prenotazioni turistiche di livello che provocherà la serrata invernale.
”Una dèfaillance per la capitale del turismo siciliano che vedrà la maggior parte degli alberghi, soprattutto quelli di categoria superiore, chiusi per mancanza di richieste fino a Pasqua” – afferma il vice presidente di Federalberghi Sicilia, Nicolò Farruggio – “e la sospensione dell’attività riguarderà soprattutto le strutture di lusso a quattro e cinque stelle, compreso il celebre San Domenico, che nella sua storia non ha mai chiuso i battenti durante il periodo invernale, incapaci quest’anno di intercettare il flusso turistico più prestigioso; in realtà, solo alcuni alberghi saranno sottoposti a lavori di manutenzione mentre la vera causa di questa crisi è soprattutto” – conclude Farruggio – “la mancanza di presenze anche di un certo livello, mancano i cosiddetti vip, che hanno preferito altre mete. Ciò provocherà un risvolto negativo sui livelli occupazionali con la maggior parte del personale che rimarrà disoccupata per tre mesi”.
Insomma, i grandi simboli di Taormina quali il San Pietro, il Timeo, l’Atlantis Bay, il Mazzarò Sea Palace ed il La Plage andranno in letargo.
Probabilmente resterà aperto il Metropole, che ancora non ha fornito alcuna segnalazione all’Azienda di soggiorno e turismo, mentre non chiuderà l’hotel Diodoro.
Anche l’ultimo rapporto pubblicato da Bankitalia nel 2010 ha rimarcato l’attuale situazione di crisi profonda del mercato turistico siciliano di cui Taormina ne rappresenta l’immagine più visibile: per il terzo anno consecutivo sempre meno i turisti che hanno scelto la Sicilia anche se in provincia di Ragusa, Agrigento e Siracusa si registrano interessanti incrementi nelle presenze grazie alla creazione di strutture al top dell’offerta del mercato delle vacanze.
Nei primi sei mesi del 2010 i turisti italiani presenti in Sicilia, hanno speso 175 milioni di euro, 36 milioni in meno rispetto al primo semestre 2009.
Sono stati 2,53 milioni i pernottamenti dei connazionali nell’isola, 500 mila in meno rispetto al primo semestre dell’anno precedente.
In diminuzione anche le permanenze degli stranieri in visita in Sicilia: 5 milioni contro 5,3 milioni con una spesa pari a 356 milioni di euro, con una riduzione di 26 milioni rispetto al primo semestre 2009.
La Sicilia, pertanto, ha registrato il peggior dato tra tutte le regioni del Sud, con la Campania, invece, che ottiene un incremento di ben 900.000 pernottamenti e con un incremento medio dell’intero meridione di 600.000 pernottamenti.
