In Italia il costo per i servizi delle chiamate da cellulare è leggermente più alto della media europea
L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico ha diffuso i dati sull’analisi che riguarda la spesa che ogni cittadino appartenente ad uno dei 28 paesi della zona Ocse deve affrontare per i costi di gestione delle chiamate e dei messaggi dal proprio cellulare . In questa classifica l’Italia è nella metà con i costi più alti. L’indagine è stata condotta suddividendo i consumatori in tre classi distinte in base all’uso che l’utente fa del telefonino: basso, medio, alto.
Chi utilizza poco il telefono portatile (360 minuti di chiamate in un anno e un numero di 396 sms e 8 mms annui) spende l’equivalente di 195,23 dollari l’anno, poco oltre la media Ocse (163,55 dollari), lontano dai 50,31 dollari della Danimarca, prima in classifica.
Per un traffico medio (chiamate per 780 minuti, 600 sms, 8 mms), un italiano paga 394,26 dollari l’anno, più della media che si attesta intorno ai 317,77 dollari; in Olanda e Finlandia la bolletta scende a 131, 44 dollari.
Invece per chi telefona molto il telefonino in Italia è più conveniente: 1680 minuti di chiamate, 660 sms, 12 mms costano 465, 44 dollari. Una cifra al di sotto della media Ocse di 489, 14. In questa ipotesi paga meno di tutti un danese con 182,95 dollari mentre il più vessato è il consumatore spagnolo(956,86 dollari).
Eppure il nostro è un paese ammalato di telefonia mobile: l’Italia è il paese con il numero più alto di telefonini per abitante. L’ 87% degli italiani ne possiede uno e il 9% ne possiede addirittura quattro. Un altro dato interessante risulta essere la distribuzione nella popolazione: tutti gli strati sociali e senza differenze tra Nord e Sud ne sono coinvolti in egual modo. Anzi il solito vantaggio delle regioni settentrionali viene meno poiché la diffusione nel Centro e nel Sud del paese è maggiore.
Dunque un’ Italia prima in un settore che la mette all’avanguardia nel panorama europeo, tranne quando arriva la bolletta…
