Il giornalista-scrittore del Corriere della Sera è intervenuto ieri pomeriggio al Palacultura per la promozione del volume fresco di stampa
E’ stato presentato ieri pomeriggio, al Palacultura, di fronte ad un parter d’eccezione, libro dello scrittore-giornalista del “Corriere della Sera” Aldo Cazzullo “Viva L’Italia”, un omaggio ma al tempo stesso una testimonianza che “il Paese, nonostante le spinte secessioniste provenienti dal Nord o dal Sud è una cosa seria e che gli italiani sono un popolo unito che ama il proprio paese”.
Queste le parole utilizzate nel corso della conferenza di presentazione di questa mattina e ribadite anche nel corso dell’incontro pomeridiano. L’opera dello scrittore piemontese (Alba, 1966) da poco uscita nelle librerie italiane, nelle quali ha già raggiunto la ragguardevole cifra di 100 mila copie vendute, racconta fatti e personaggi che testimoniano un grande amore per la Patria, per l’inno di Mameli, per i miti del Risorgimento (da Cavour, a Mazzini a Garibaldi), per la resistenza, verso i quali oggi, dice Cazzullo “si è innestato un processo mediatico di denigrazione che fa molto discutere e che genera confusione nella testa di un ragazzo di 20 anni che non conosce nulla di tutto ciò, trenne quello che ha letto sui libri scolastici”.
Chiaro nell’esporre le pagine più avvincenti e commoventi del libro che racconta accadimenti tragici svoltisi nei 150 anni dell’unità del nostro Paese, Cazzullo ha affascinato la platea dei presenti con citazioni riferite a personaggi famosi ed illustri sconosciuti che sono morti gridando “viva l’Italia”. “Ho girato l’Italia in lungo ed in largo per presentare questo mio ultimo libro – ha detto Cazzullo – e devo dire che il mio viaggio ha ribaltato alcune convinzioni che avevo all’inizio.Infatti, mentre al Nord i leghisti con i quali mi sono confrontato, che pure sembravano intransigenti nei confronti del Sud, alla fine hanno gridato il loro ”via l’Italia“ seppure aggiungendo ”federale“, al Sud ho dovuto constatare un sentimento antinordista più diffuso e radicato, che non esito a condannare, perché l’Italia è stata e deve essere la patria di tutti gli italiani, siano essi del Nord o del Sud”.
(FOTO STURIALE)
