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L’Ammninistrazione cerca presidente e membro del Cda Stu Tirone. Critiche dagli accorintiani

Danila La Torre

L’Ammninistrazione cerca presidente e membro del Cda Stu Tirone. Critiche dagli accorintiani

sabato 12 Ottobre 2013 - 14:40

I consiglieri comunali Sturniolo, Risitano e Lo Presti ritengono che la scelta non vada «nella direzione della liquidazione della struttura societaria. Eppure questa, a gran voce, è stata la richiesta che in questi anni i movimenti hanno espresso»

A.A.A. cercansi presidente e componente del Consiglio di amministrazione della Società per azioni di Trasformazione Urbana “Il Tirone S.p.A.”. A pubblicizzare la selezione è l’amministrazione Accorinti, che all’inizio del suo mandato era partita dicendo di voler sciogliere la società, ma nelle ultime settimane ha dovuto ammorbidire le proprie posizioni, annunciando – per bocca del vice-sindaco Guido Signorino – di voler azzerare non più la società di trasformazione ma la progettazione (edifici e parcheggio multipiano), ritenuta eccessivamente invasiva dal punto di vista edilizio (vedi correlati).

La Stu Tirone, dunque, resta in vita ed è necessario garantire la funzionalità del Cda. Il sindaco, Renato Accorinti, ha quindi disposto la presentazione delle candidature entro le ore 12 di venerdì 18 (In basso le regole). Intanto, però, l’iniziativa dell’esecutivo di Palazzo Zanca incappa nelle critiche di alcuni consiglieri comunali. E non rappresentanti del Civico Consesso “qualsiasi”, ma accorintiani.

«La decisione di procedere alla nomina del nuovo Presidente del Consiglio di Amministrazione e di un nuovo consigliere della Stu Il Tirone – scrivono in un comunicato Luigi Sturniolo, Ivana Risitano e Nina Lo Presti (manca solo la firma del capogruppo Lucy Fenech) – sebbene giustificata dalla necessità di dotarsi degli strumenti necessari a gestire la fase, se non accompagnata da specifico chiarimento sul futuro del progetto, sembra non andare nella direzione della liquidazione della struttura societaria. Eppure questa, a gran voce, è stata la richiesta che in questi anni i movimenti hanno espresso».

I tre consiglieri di Cambiamo Messina dal Basso sottolineano che l’opposizione alla Società di Trasformazione Urbana Il Tirone è iscritta nella loro biografia. «Mentre ancora ci battevamo contro la costruzione del Ponte sullo Stretto – continuano nel documento – partecipavamo al movimento che individuava nella Stu un progetto devastante per il territorio, gravido di forti insicurezze dal punto di vista della tenuta del versante che lo avrebbe ospitato e insostenibile negli aspetti finanziari».

Per Sturniolo, Risitano e Lo Presti , «le Società di Trasformazione Urbana, come in generale le partecipazioni pubblico-privato e le partecipate spa a capitale pubblico» non sono altro che « grandi centri produttori di debiti». Tra i casi più eclatanti, i tre consiglieri ricordano quello di Parma, dove «su circa 600 milioni di euro di debiti accumulati al 2010 dal “Gruppo Comune di Parma” il 72% riguardava le Società di Trasformazione Urbana (una modalità fortemente utilizzata in quella città), mentre il resto era da attribuire alle altre partecipate»; e quello di Bagnolifutura «(a capitale interamente pubblico) che ha prodotto centinaia di milioni di debiti (cosa che ha indotto il sindaco Luigi De Magistris a pronunciarsi per la sua cancellazione)». In molti altri casi- concludono – la Stu è stata sinonimo di formazione di ingenti debiti per le casse pubbliche, come ad Aqui Terme, Santa Maria Capua Vetere, Battipaglia, Pescara.

Insomma, tanti esempi che servono ai tre accorintiani per chiedere all’amministrazione comunale di fare definitivamente retromarcia sulla Stu Tirone. (DLT)

Le regole dell’amministrazione per presentare le domande

Le proposte, secondo quanto previsto dall'articolo 1 del regolamento relativo ai criteri per nomine, designazioni e revoche dei rappresentanti del Comune presso Aziende, Società, Enti ed Istituzioni, approvato con determinazione sindacale n. 65 del 18 luglio 2013, vanno corredate con i curriculum vitae dei candidati, riportando tutti gli elementi che comprovino di essere cittadini dell'Unione Europea con godimento dei diritti politici; di avere esperienza scientifica, tecnica, professionale, amministrativa o imprenditoriale, comprovata dagli studi compiuti e/o nell'attività svolta in enti, aziende pubbliche e private, associazioni o professionalmente; la non incompatibilità con quanto previsto al d.lgs. n. 33/2013 e alle leggi n. 190/2012 e 17/82, nonché la loro eventuale appartenenza ad associazioni culturali e sportive, ad enti morali ONLUS, cooperative sociali nonché ad associazioni e/o logge massoniche ed a fondazioni o ogni altro genere di forme associative pubbliche e private non coperte dalla privacy. Tali condizioni dovranno essere riportate nel curriculum e dimostrate attraverso apposita dichiarazione che, se mendace, comporterà l'immediata decadenza ex tunc dalla carica ricoperta con la designazione.

Le proposte dovranno essere presentate all'URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico) di palazzo Zanca, entro le ore 12 di venerdì 18 ottobre, anche tramite raccomandata A/R o all'indirizzo di posta elettronica protocollo@pec.comune.messina.it; le istanze non corredate dall'allegata dichiarazione sostitutiva, dal curriculum vitae in formato europeo, aggiornato e contenente i requisiti richiesti, e dall'autorizzazione di cui alla legge sulla privacy, non verranno prese in considerazione

. Nell'istanza di candidatura dovrà essere indicata la carica (presidente e/o componente) per la quale viene formulata la proposta. Non può essere nominato amministratore di Ente, istituzione, azienda pubblica, società a totale o parziale capitale pubblico chi, avendo ricoperto nei cinque anni precedenti incarichi analoghi, abbia registrato, per tre esercizi consecutivi, un progressivo peggioramento dei conti per ragioni riferibili a non necessitate scelte gestionali (art.1, comma 734, L. 296/2006 come interpretata dalla L. 244/2007, come modificata dalla L. 69/2009); non potranno essere designati o nominati coloro che ricoprono cariche elettive nel Parlamento europeo, in quello nazionale, in quello regionale siciliano, nei consigli comunali e circoscrizionali di Messina o che esercitano funzioni di governo a qualsiasi livello nelle predette istituzioni se non siano cessati dalle rispettive cariche almeno tre mesi prima della nomina e per le altre cause di incompatibilità espressamente previste dalla legge (art.1 comma 4 del regolamento di cui alla determina sindacale n. 65/2013).

Gli amministratori, i dirigenti e i responsabili degli uffici o dei servizi dell'Ente locale, nonché degli altri organismi che espletano funzioni di stazione appaltante, di regolazione, di indirizzo e di controllo di servizi pubblici locali, non possono svolgere incarichi inerenti le gestione dei servizi affidati da parte dei medesimi soggetti. Il divieto si applica anche nel caso in cui le dette funzioni sono state svolte nei tre anni precedenti il conferimento dell'incarico inerente la gestione dei servizi pubblici locali. Il divieto opera anche nei confronti del coniuge, dei parenti e degli altri affini entro il quarto grado dei soggetti indicati, nonché nei confronti di coloro che prestano o hanno prestato nel triennio precedente, a qualsiasi titolo attività di consulenza o collaborazione in favore degli enti locali o dei soggetti, che hanno affidato la gestione del servizio pubblico locale. Non possono essere nominati amministratori di società partecipate da enti locali coloro che nei tre anni precedenti alla nomina hanno ricoperto la carica di amministratore, come definito dall'art. 77 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e similari, negli enti locali che detengono quote di partecipazione al capitale della stessa società (art. 8 D.P.R. 168/2010 e art. 4 L. 148/2011). Gli emolumenti delle cariche verranno determinati sulla base delle normative in atto vigenti.

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2 commenti

  1. Cambiano i suonatori, ma la musica e’ sempre la stessa…che delusione!

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  2. Anche voi…che delusione

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