Venga Madre Teolinda, guardi lei stessa, cosa potrebbe finire....

Venga Madre Teolinda, guardi lei stessa, cosa potrebbe finire….

Venga Madre Teolinda, guardi lei stessa, cosa potrebbe finire….

sabato 11 Dicembre 2010 - 19:14

La lettera scritta alla Madre generale delle Suore del Divino Zelo da Lilly Briguglio, rappresentante del Liceo artistico Annibale Maria di Francia-Spirito Santo, del quale è stata decretata la chiusura

Lilly Briguglio, rappresentante del Liceo artistico -Annibale Maria di Francia-Spoirito Santo-, ha scritto una lettera alla Madre Generale delle Suore del Divino Zelo, che hanno deciso di chiudere l’istituto da loro gestito. Di seguito riportiamo integralmente il testo della missiva, che, per la passione e la sincera emozine con cui è scritta, merita davvero di essere letta: resta da sperare che sortisca almeno il risultato di aprire un dialogo tra le parti in causa.

Ho una lettera, una lettera da scrivere.

Ho qualcosa, qualcosa da dire. E tremano, le mie mani tremano, la mia testa è calda, piena di rabbia, angoscia, dolore, nostalgia. Sono qui seduta, su una sedia rotta, rotta come i miei pensieri, i miei sogni, i miei diritti e doveri. Tengo sulle spalle un peso, un peso che devo sostenere con tutta la mia forza, perchè non posso lasciarlo cadere. Non posso, non posso perché è un principio troppo importante, per me e per tutti i miei compagni, per i professori, e per tutta la nostra città.

Sono un alunna del liceo artistico “Spirito Santo” mi chiamo Lilly e sono la rappresentante di questa porzione di scuola, e vorrei parlare a nome di chi come me ha il cuore infranto.

Voglio parlare a lei, una lei di cui so solo il nome. Non so il suo cognome, non so dove abita, non so cosa sogna, non so l’espressione dei suoi occhi quando mi guardano perchè io a lei non l’ho vista mai. Ma nonostante tutto a lei voglio dirlo, poiché qui non c’è nessuno che mi può ascoltare, rispondere, e consolare.

Una notizia sconcertante è caduta dal cielo, come un proiettile al cuore, come un esplosione improvvisa, senza prepararci, senza avere nemmeno il tempo di chiedere perché, e tra mille parole, idee, e informazioni, mi sono persa. Abbiamo chiesto di vederla, e lei non ci ha accolti, stiamo protestando con grande foga, sia artistico che scientifico, e lei sta continuando a ignorarci, cosa possiamo, cosa dobbiamo fare? Lei cosa farebbe?

Provengo da un liceo pubblico, ho diciotto anni e frequento il terzo, ho cambiato tutto, ho voltato pagina, e sono venuta qui, in questa scuola, perché ho deciso di dedicare la mia vita all’arte. Entro in una dimensione che per me non poteva essere reale, da peggior elemento, da ragazza svogliata e ribelle, da feccia e vergogna per i miei genitori, io divento sovrana del mio cervello, io stessa divento un opera d’arte, un ambiente meraviglioso, i professori mi ascoltano, Mi aiutano, riconoscono in me valori e capacità che io stessa non credevo di avere, insomma la mia vita cambia, è tutto meraviglioso, scopro di amare la scultura, scopro di far parte anch’io di qualcosa, di una famiglia grandissima, dai piccolini dell’infanzia, ai ragazzini delle medie, dai miei compagni scienziati, ai miei compagni artisti, per non parlare dei professori più belli del mondo, di suor Giuseppina della segreteria, che non sapevamo mai se ci prendeva in giro o parlava seriamente, suor Antonia che fa sempre la dura, ma ho scoperto che ha un cuore di panna, suor Daniela che ci ama troppo ma non ce lo farà mai notare per chissà quale motivo, la signora Graziella che ci ha adottati come se fossimo suoi figli, insomma io non so se lei capisce di cosa sto parlando, probabilmente sono un mucchio di stupidaggini, che non avranno molta rilevanza, ma quello che voglio dirle è che c’è un tesoro dentro di noi, e ogni giorno diventa più prezioso, perché c’è qualcosa che ci lega a questa realtà, io non le chiedo l’impossibile, le chiedo solo di stare con noi, poche ore della sua impegnatissima vita per stare con noi, solo con noi. Venga Madre Teolinda, guardi lei stessa, cosa potrebbe finire, capisca da se come potrebbe ammazzare uno dei pochi fiori di Messina che ancora resiste, non possiamo lasciarlo appassire. Non mi fraintenda non sono qui per spezzarle il cuore, non le scrivo per farle pena, le sto parlando come se fossi sua figlia, ma non un una figlia capricciosa che vuole un giocattolo, ma una figlia che ha bisogno del calore che solo sua madre può darle, e se è vero che è lei a potermi dare ancora un ultima speranza, la prego venga, ci ascolti, ci guardi, ci permetta di chiarire i nostri dubbi, i dubbi di tutti. E se è davvero Lei che prende una decisione simile, le chiedo solo di ripensarci, è inutile che le riscrivo tutte le nostre proposte, perché in tanti hanno parlato, e gliele hanno inviato tramite portavoce che hanno ascoltato, l’ultima cosa che mi rimane da fare è questa, scriverle, perché è una delle poche cose che so fare, siamo tutti nelle sua mani, aspettiamo solo lei, non un fax, non suor Gilda, non altre vie di comunicazioni fredde, lei, solo lei.

Letteria Briguglio

Ringraziamo per l’amichevole collaborazione Il Carrettino delle Idee – www.ilcarrettinodelleidee.com

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