Sul noto social network l’ennesima dimostrazione dell'ormai irrefrenabile deriva sociale. Aperto gruppo “Messina Alluvionata, Italia fortunata”, che conta oltre 300 iscritti. A chiederne la chiusura solo gli utenti
Nelle ultime ore nella nostra posta sono arrivate decine di mail di denuncia e protesta contro un “gruppo” che è stato aperto sul social network Facebook, attraverso il quale si inneggia all’alluvione che ha colpito martedì Messina, provocando disagi e distruzione in alcuni villaggi senza però, fortunatamente, mietere feriti e vittime. “Messina Alluvionata, Italia fortunata”: così si chiama l’ennesima, vergognosa dimostrazione di una deriva sociale che sembra diventare irrefrenabile. E così mentre ci si affretta a chiedere la cancellazione di unioni virtuali contro il politico di turno, i responsabili del sito o altre soggetti predisposti ad intervenire non fanno nulla per fare in modo che su ciò possa cadere il sipario.
Lo schifo ovviamente non si limita al nome del gruppo. Passa anche attraverso post e commenti: “Buonanotte Mafiosi…Le previsioni promettono bene….Alluvioni in vista su Messina…”, recita uno. E a chi replica in maniera violenta viene risposto: “peccato che dopo l’alluvione in arrivo che vi ucciderá tutti non ci sará piú nessuno a commentare …..”. Qualche altro continua: “Ognuno ha il suo stile di residenza, gli Eschimesi hanno gli igloo, gli africani le capanne, i terùn le case col fango”. E poi si aggiunge: “Io amo vedere la montagna che si sgretola e cadere giu´…..mmmmmmm. Io amo vedere il fango che copre Messina………”. E in aggiunta: “Un muro tra Reggio Calabria e Messina, quei siculi se ne devo stare lontani!”. Sono solo alcuni delle vergognose frasi riportate all’interno di tale pagina, contro la quale si sono già costituiti altri tre gruppi che ne propongono la chiusura e che contano complessivamente quasi mille iscritti.
L’indegnità comunque resta, connessa alla realtà che riporta un’Italia nella quale esiste qualcuno capace di sperare che possa riproporsi un nuovo uno ottobre, infischiandosene che in quel disastro morirono persone, anche ragazzi e bambini. Oltre i danni, la beffe. Ci vanno ripetendo che siamo un’unica nazione, ma poi al momento di dimostrarlo mancano sempre le “risorse”. Abbiamo la sensazione di essere deboli e indifesi, coltiviamo dentro la paura per la pressione della natura ma ci sentiamo più condannati da anni di cattiva amministrazione, mentre affiora l’evidenza di essere mal rappresentati a tutti i livelli.
Le calamità, le emergenze dovrebbero essere affrontate tutte allo stesso modo, non c’è certamente da fare campanilismo o portare il dibattito al livello di una guerra tra “poveri”. Il dissesto idrogeologico è un problema che riguarda Messina e la Sicilia ma non solo, anche la Calabria, le Marche, la Toscana, etc. Viene da chiedersi come possa sentirsi in questo momento quel siciliano che ha donato un contributo tramite sms per i terremotati dell’Aquila o per gli alluvionati del Veneto e oggi si vede così etichettato, anche se da una sparuta e ignobile minoranza? Quanti si rivedono in quel tricolore che grida ancora oggi l’Unità d’Italia?
