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“Cep area a rischio, ma solo per alcuni bandi”. Il parroco scrive al sindaco

Carmelo Caspanello

“Cep area a rischio, ma solo per alcuni bandi”. Il parroco scrive al sindaco

lunedì 02 Luglio 2018 - 11:34

Don Siracusano chiede chiarimenti sul Pon Metro al primo cittadino De Luca e all'assessore ai Servizi sociali: "Qual è il criterio adottato per la scelta dell'ubicazione dei Poli? Come mai siano stati scelti dei villaggi ed esclusi altri quali ad esempio Cep, Minissale, Unrra, rione Taormina?"

“Come pastore della parrocchia del Cep forse sono l’unico che può alzare la voce, mi sento in diritto di difendere questi cittadini abbandonati dai servizi sociali e chiedo che ancora una volta non vengano scartati”. Padre Sergio Siracusano, da quasi due anni titolare della parrocchia S. Famiglia, è perentorio. E chiede al sindaco Cateno De Luca e all’assessore ai Servizi sociali Alessandra Calafiore, attraverso una lettera aperta,chiarimenti sul Pon-Metro. In particolare “il criterio adottato per la scelta dell'ubicazione dei Poli e come mai siano stati scelti dei rioni e villaggi ed esclusi altri”. Parliamo di una misura finalizzata allo sviluppo urbano, che prevede interventi nei settori dell'agenda digitale, dell'efficienza energetica, della mobilità sostenibile, del disagio abitativo e dell'economia sociale. La nuova Amministrazione comunale si è insediata solo da pochi giorni e il provvedimento risale al periodo in cui la città era guidata dalla Giunta Accorinti.

GLI SFORZI DELLA PARROCCHIA

Il sacerdote esordisce evidenziando che “in chiave sussidiaria (principio fondante della dottrina sociale della Chiesa) in collaborazione con un team di assistenti sociali, in regime di puro volontariato, abbiamo avviato lo Sportello circoscrizionale di rete, finalizzato alla promozione dell'essere umano, alla difesa dei diritti essenziali della persona mediante la prossimità sociale quale l'ascolto, il sostegno, il collegamento con le risorse cittadine”. Padre Siracusano entra poi nel merito della questione.

“Dalla lettura del capitolato del bando Pon Metro (Asse 3-servizi per l’inclusione sociale Progetto W.A.Y) – spiega – apprendo che i costituendi Poli di comunità sorgeranno su cinque aree cittadine così suddivise: area sud della città e S. Lucia sopra Contesse (primo lotto); area risanamento: Villaggio Aldisio (secondo lotto); Area risanamento: Valle degli Angeli, Fondo Fucile e Bordonaro (terzo lotto); Camaro (quarto lotto); Area nord: Giostra (quinto lotto). Leggo che si tratta di aree con connotazione molto netta in termini di povertà sociale, economica, educativa e culturale, oltre che in termini di degrado urbano e abitativo. Alcune di queste – chiosa il parroco – evidenziano una significativa incidenza della micro e microcriminalità.

Non entro nel merito della scelta ma desidero sapere quale sia stato il criterio adottato per la scelta dell'ubicazione dei Poli e come mai siano stati scelti dei villaggi ed esclusi altri quali ad esempio Cep, Minissale, Unrra, rione Taormina? Mi chiedo – incalza don Siracusano – come mai il Cep risulta area a rischio soltanto per alcuni bandi e per altri no? La zona sud comprende Tremestieri, Larderia, Giampilieri ma non Minissale, rione Taormina, Unrra, il Cep. Come mai?”. Infine, il sacerdote tiene a specificare di non essere intervenuto “pubblicamente in questi mesi perché a motivo della campagna elettorale e del clima che si respira in città ogni parola poteva essere interpretata male ma non riesco a tacere”.

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