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TirrenoAmbiente, la Procura di Vercelli sequestra i bilanci

Alessandra Serio

TirrenoAmbiente, la Procura di Vercelli sequestra i bilanci

giovedì 17 Aprile 2014 - 23:00
TirrenoAmbiente, la Procura di Vercelli sequestra i bilanci

Indagati l'ad Antonioli, l'ex ad Innocenti e un esponente delle 'ndrine per una transazione da 2 milioni e mezzo di euro tra la società mista che gestisce la discarica di Mazzarrà e un'impresa riconducibile agli stessi amministratori.

Nuova "tegola" giudiziaria su Tirreno Ambiente, la società che gestisce la discarica di Mazzarrà Sant'Andrea. La Procura di Vercelli ha disposto un corposo sequestro di atti nella sede della società mista, nell'ambito di una inchiesta che coinvolge l'attuale amministratore Giuseppe Antonioli, l'ex ad Giuseppino Innocenti e Bartolo Bruzzaniti, già condannato per traffico di stupefacenti, legato alle 'ndrine calabresi ed alle famiglie Bruzzaniti- Morabito- Palamara della Locride. Perquisite le sedi legali della società Osmon SpA, della C.A.R. (Consulenza Ambientale Ricerche S.R.), della Green Oil Energy Srl e le abitazioni dei tre, indagati per truffa. Al centro dell'inchiesta, una transazione del 2011 tra TirrenoAmbiente e la Osmon per oltre 2 milioni e seicento mila euro per una prestazione che non sarebbe mai stata iscritta a bilancio dalla sigla messinese. I due amministratori sarebbero in palese conflitto di interessi per essere contemporaneamente organi di una società mista con prevalenza di capitale pubblico ed amministratori di società private dai medesimi rappresentate. La Osmon SpA controlla la Osmon Africa SpA, con sede in Costa d’Avorio, attiva nella produzione e nel commercio di olio di palma da usare come combustibile per la centrale di Borgo Vercelli. La Osmon, secondo la Procura, ha erogato compensi alla ditta Green Oil Energy Srl rappresentata da Bruzzaniti. Innocenti, arrivato a Messina proprio da Vercelli, era subentrato ai vertici della societa' mista quando gli allora amministratori vennero travolti dalle inchieste giudiziarie sulla gestione del sito da parte della mafia locale, in grado di dettare le regole anche all'interno della società mista.

Alessandra Serio

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