Il leader di Sud chiama Nord conferma "interlocuzioni in corso con centrodestra e centrosinistra nello scenario siciliano e nazionale. Siamo post ideologici"
di Marco Olivieri
MESSINA – Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, si è aperto un dibattito su Tempostretto sulla possibile alleanza tra il suo partito e il centrosinistra per regionali e nazionali, tra favorevoli e contrari. Qual è la sua valutazione?
“La politica ha i suoi tempi ed è ovvio che dopo i ballottaggi alle amministrative ci sarà un’accelerazione. Noi siamo fermi nella nostra posizione. Siamo baricentrici. E sono certo che proseguiranno le interlocuzioni sia con il centrodestra, sia con il centrosinistra, che già sono in atto e che ovviamente, al di là di quelle che possono essere le posizioni del quartierino, fanno parte di una visione strategica nazionale e regionale. Il tutto nell’ambito delle rispettive forze politiche e delle rispettive aree”.
E le resistenze soprattutto nel Partito democratico e nel centrosinistra messinesi?
“Ognuno avrà il compito di risolvere a casa propria le varie criticità. Non voglio entrare nel merito delle singole posizioni. Non mi appartengono, anche perché io non faccio parte né dell’area di centrodestra, né di quella di centrosinistra. Quindi io non ho titolo per pronunciarmi”.
Ma ha replicato aspramente alle parole del segretario provinciale Armando Hyerace…
“Ho dovuto replicare all’amico Hyerace semplicemente perché non può continuare a sostenere un’area politica, partendo e utilizzando aggettivi che naturalmente toccano anche la mia persona. E ribadisco il dato politico, dato che la questione di Messina è molto semplice. Il centrosinistra si è presentato con due sole liste. E lui è il segretario provinciale del Pd e, piuttosto che continuare ad attaccare De Luca, faccia un esame di coscienza che sia consequenziale già al fallimento ai nastri di partenza”.
Ma le interlocuzioni con centrodestra e centrosinistra sui fronti regionali e nazionali non confermano la critica a Sud chiama Nord e a lei di trasformismo?
“No perché noi abbiamo questa caratteristica: siamo post ideologici. Non da ora. Da sempre. E l’abbiamo dimostrato. E guarda caso, anche in questa competizione elettorale, noi abbiamo alleanze con il centrodestra, con il centrosinistra, con un pezzo di centrosinistra, vedi per esempio Ispica, con il centro e con un pezzo di centrodestra, vedi Agrigento. Siamo per i fatti nostri a Messina”.
Ma non si tratta di un limite?
“No. Abbiamo provato sul campo che essere post ideologici è una caratteristica che, paradossalmente, al di là appunto delle posizioni del quartierino, viene apprezzata da tutti, al punto tale che a queste amministrative abbiamo dato la dimostrazione di cosa significa esserlo. Di qual è il modello di alleanze post ideologiche”.
E cosa vi farà pendere da una parte o dall’altra?
“Noi abbiamo le nostre idee programmatiche che abbiamo già portato in aula all’Ars. Le abbiamo portate nelle leggi di stabilità. Abbiamo visto come si sono mosse alcune sensibilità politiche su alcuni temi. E come si sono mosse altre su differenti questioni da noi poste. Faccio un esempio pratico: se io voglio decentrare, dato che per me la Regione non deve gestire neanche i biglietti di ingresso al teatro antico, bisogna vedere chi ci starà. La nostra è una visione sturziana di valorizzazione dei palazzi municipali. Penso anche al demanio, oggi urbanizzato, che deve essere trasferito ai Comuni, sempre in linea con una visione sturziana. Il punto di vista sulla gestione amministrativa e altri elementi per noi fondamentali faranno la differenza. Chi si troverà su questi principi sarà nostro alleato. Bisognerà vedere chi vuole realmente fare un’alleanza e la sinergia parte dai punti programmatici in comune, non da quelli che magari ci distinguono”.
Ma quest’alleanza come dovrebbe avvenire in concreto?
“A livello nazionale abbiamo assistito a cinque anni di governi basati su contratti specifici e questo ha riguardato il centrodestra e il centrosinistra. Il contratto di governo è un modello. E perché, se Cateno De Luca lo propone, vedendo con chi si creerà la sintonia programmatica tra centrodestra e centrosinistra, deve essere accusato di trasformismo? Ricordiamoci sempre il Pd di Bibbiano, come dicevano i 5 Stelle, e poi si sono trovati a fare un contratto assieme nel governo nazionale”.
Una volta definita l’alleanza, lei confermerà l’intenzione di proporre la sua candidatura alla presidenza della Regione siciliana?
“Sì, prima stabiliamo quello che è il campo da gioco, con gli elementi programmatici. Dopodiché va scelto il soggetto che ha le migliori caratteristiche per interpretare quel quadro programmatico. Io propongo la mia persona, non ci sono dubbi, e altri proporranno la loro. Vedremo per storia, competenza, credibilità, chi sarà nelle condizioni di interpretare al meglio questo ruolo”.

Post ideologico perché a favore dei suoi interessi.
Liberiamocene!
Messina e la Sicilia libere!