"Sono il maresciallo Fazio, se non collabori ti faccio una faccia tanta"

“Sono il maresciallo Fazio, se non collabori ti faccio una faccia tanta”

Alessandra Serio

“Sono il maresciallo Fazio, se non collabori ti faccio una faccia tanta”

lunedì 02 Febbraio 2026 - 18:13

Da imprenditore edile a criminale, poi agente violento. Le "avventure" di un giovane truffatore e del suo complice. Decine le vittime

Barcellona – Truffa, appropriazione indebita, minaccia e violenza. Sono questi i reati contestati contestasti a due giovani barcellonesi accusati di diverse “bravate” tra ottobre 2024 e la primavera 2025. Belgacem Sabihi (27 anni) e il 21enne Andrea Milone compariranno davanti al giudice Giuseppe Caristia di Barcellona il prossimo 24 marzo per il vaglio preliminare delle accuse a loro carico, messe nero su bianco dalla Procura dopo l’indagine seguita alle denunce di diversi malcapitati.

Le vittime, tutte residenti nel comprensorio barcellonese, hanno raccontato diversi episodi inquietanti che hanno visto il 26enne protagonista, riconosciuto dai malcapitati. In alcuni degli episodi il giovane era accompagnato dal 21enne, che si qualificava come suo collaboratore. Adesso i due dovranno difendersi dalla richiesta di rinvio a giudizio formulata a loro carico dalla Procura, difesi dagli avvocati Diego Lanza e Tino Celi. La Procura di Barcellona aveva chiesto l’arresto del 26enne ma il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Sidoti ha ritenuto che non ci fossero gli estremi per la custodia cautelare e il ragazzo è a piede libero.

Il falso maresciallo

L’ultimo episodio risale al 25 maggio scorso. Quel giorno Sabihi, presentandosi come “maresciallo Fazio”, avrebbe fermato un bus proveniente dal centro di accoglienza migranti di Fondachello Fantina con a bordo 6 minori e l’autista, minacciato in malo modo che sarebbero stati perquisiti e il mezzo sarebbe stato sequestrato. “Ti faccio una faccia tanta”, ha intimato il falso maresciallo, per poi estorcergli poco meno di 500 euro. A gennaio aveva invece intascato 2500 euro in conto vendita di un’auto che non è mai stata consegnata all’acquirente.

Da imprenditore edile a criminale

Qualche mese prima, insieme a Milone, il 26enne si era presentato ad un’anziana di Merì spacciandosi per costruttore edile e promettendo lavori rapidi ad un appartamento, salvo poi sparire con l’acconto per l’acquisto del materiale.

Con lo stesso schema, millantando amicizie in banca, il 26enne avrebbe truffato oltre 2 mila euro a una coppia di Merì, con la promessa dell’accensione di un mutuo e poi la realizzazione dei lavori ad un immobile appena acquistato. Quando la vittima si è accorta del raggiro e ha minacciato di denunciarlo, il 26enne si è presentato a lui mostrando il braccialetto elettronico, vantando i precedenti penali e il possesso di un’arma; “Ricordati che hai un figlio”, ha intimato alla vittima.

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