Disastro azzurro dopo il 3-0 con la Norvegia nelle qualificazioni mondiali
L’Italia rischia di non qualificarsi per la terza volta consecutiva ai mondiali. E dopo l’esordio da urlo, con i 3-0 subito dalla Norvegia, il presidente Gravina ha esonerato il ct della nazionale italiana Luciano Spalletti. Ad annunciarlo in conferenza stampa lo stesso allenatore. Italia-Moldova di domani, seconda partita delle qualificazioni, sarà la sua ultima partita in panchina. Sarà rescisso il contratto che aveva con la Figc fino al 2026. “Io non avrei mollato ma il presidente, con il quale ho un buon rapporto, mi ha comunicato che sarò sollevato dall’incarico. Per attaccamento alla maglia azzurra, dopo Italia-Moldova, rescinderò il contratto”, ha sottolineato Spalletti in conferenza stampa.
Il disastro azzurro e i problemi strutturali del calcio italiano
Questo era stato il commento del presidente della Federazione italiana gioco calcio, Gabriele Gravina, dopo la sconfitta: “Dobbiamo riconoscere che la Norvegia ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi anni. Credo che sia una delle nazionali più forti in assoluto, ma non solo sotto il profilo tecnico, fisico e atletico, ma rappresenta anche qualità con campioni straordinari. In questo momento sono più forti di noi. Si può anche perdere, il problema è capire come si perde. Credo che un approccio diverso, che solleticava quel fuoco dentro al quale fa riferimento Buffon, poteva e doveva dare un epilogo diverso. Perdere in questo modo non lo accetto. Spero che l’importanza della partita fosse percepita, se così non fosse ci sarebbe da fare un’analisi ancora più profonda”.
Il presidente aveva pure fatto capire che ormai la figura di Spalletti, reduce da un Europeo fallimentare, fosse seriamente messa in discussione. Il tecnico del Napoli campione d’Italia due anni fa non è riuscito in nazonale a incidere positivamente. Ma, Europeo di Mancini a parte, i problemi del calcio italiano e della squadra azzurra sono strutturali: in primis l’incapacità di coltivare e fare crescere i giovani talenti. E grandi responsabilità hanno anche i dirigenti.
Foto di Spalletti da Italpress.
