Le richieste dell'associazione Consumatori Siciliani a tutela dei cittadini -vittime- del dissesto idrogeologico

Le richieste dell’associazione Consumatori Siciliani a tutela dei cittadini -vittime- del dissesto idrogeologico

Le richieste dell’associazione Consumatori Siciliani a tutela dei cittadini -vittime- del dissesto idrogeologico

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mercoledì 07 Aprile 2010 - 08:45

-Occorre fare autocritica e rispettare questo territorio violentato-

L’associazione Consumatori Siciliani con sede regionale a Patti esprime la propria solidarietà e vicinanza alle famiglie che sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni a causa del dissesto idrogeologico che ha colpito molti comuni del messinese, ha inviato un documento al Presidente del Consiglio, al Presidente della Regione Siciliana, al Presidente della Provincia di Messina e ai deputati e senatori messinesi affinché si adottino alcune misure a favore delle famiglie dei comuni

colpiti dalle frane.

La provincia di Messina con i fatti di Giampileri, di San Fratello, Caronia, Sant’Angelo di Brolo, Castell’Umberto, Librizzi, dell’inquinamento ambientale della Valle del Mela, e con il dissesto idrogeologico necessita di interventi strutturali sul territorio ormai improrogabili, da qui la necessità d’avviare tutta una serie d’iniziative anche preventive per evitare ulteriori disastri ambientali e che venga dichiarato lo stato di calamità naturale per tutto il territorio tenuto conto che è interessato anche da fenomeni tellurici.

Gli incendi, il dissesto idrogeologico che hanno interessato la nostra provincia dal 2008 ad oggi dimostrano che occorre una politica ambientale di maggior tutela ma anche favorire, incrementare, sostenere, l’agricoltura. Siamo passati da un’epoca storica in cui i contadini erano i tutori dell’ambiente coltivando i campi, provvedendo alla raccolta e convogliamento delle acque all’epoca

dell’abbandono e della desertificazione delle campagne.

Gli agricoltori sono le prime sentinelle del territorio, per questo c’è la necessita di una politica agricola che favorisca l’impegno dei giovani in un settore che può diventare un’asse portante dell’economia come lo è al Nord, ma con i mezzi giusti e gli interventi mirati.

Dall’altro c’è la necessità di mettere fine allo stupro dell’ambiente, alla politica della cementificazione selvaggia ad ogni costo, del business degli appalti.

La provincia di Messina rischia di perdere un patrimonio storico, architettonico, culturale, tradizionale di grande spessore se non ci sarà il coraggio di cambiare pagina e soprattutto se gli amministratori non avranno la forza di dire no alla speculazione edilizia visto che le licenze sono rilasciate dai Comuni e non certamente da altri. Occorre fare autocritica e riflettere sul futuro che vogliamo dare a questo territorio violentato dalla cultura del non rispetto.

Queste le richieste avanzate dall’Associazione:

a) blocco per almeno un anno dei mutui delle famiglie che sono state costrette a lasciare la loro abitazione;

b) blocco per almeno un anno del pagamento delle cartelle esattoriali e sospensioni di eventuali fermi amministrativi;

c) sospensione dal pagamento delle tasse comunali e del canone RAI;

d) realizzazione in tempi brevi di alloggi popolari;

e) aiuti agli agricoltori e agli allevatori che hanno subito danni per lo smottamento dei terreni tale da precludere ogni ripresa dell’attività;

f) aiuti fiscali e incentivi per le attività commerciali, e per le imprese

g) che il Governo metta la stessa determinazione nel costruire il ponte di Messina negli interventi da attuare su tutto il territorio messinese interessato dal dissesto idrogeologico. In particolare l’Associazione chiede al Governo che venga effettuato un piano di lavori urgenti da eseguire attraverso procedure controllate e trasparenti onde evitare la corsa agli appalti e soprattutto la realizzazione di opere inutile al posto di quelle fondamentali;

h) che il Governo Nazionale investa in Sicilia i proventi dell’IVA sui carburanti e quelli dei Monopoli di Stato, incassati nella regione Sicilia, per il finanziamento di opere ambientali;

i) che la Provincia Regionale di Messina intervenga immediatamente per quanto di sua competenza sia per le strade sia per la raccolta delle acque sia per quanto riguarda la pulizia dei fiumi e dei valloni;

j) di conoscere che fine ha fatto il tanto decantato piano strade da 140 milioni di euro che durante la campagna elettorale per le provinciali è stato sbattuto ai quattro venti;

k) l’apertura di sbocchi autostradali a Gioiosa Marea e Capo d’Orlando;

l) approvazione di una legge nazionale che destini l’aliquota provinciale sulla Tassa per i rifiuti dalle Province ai Comuni in appositi capitoli vincolati alla realizzazione di opere ambientali;

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