Ieri pomeriggio corteo dei residenti della zona che in segno di protesta hanno sfilato con una candela in mano per illuminare una strada buia ormai da troppo tempo. Nelle loro parole la rabbia di sentirsi abbandonati ed emarginati: «Ormai non vengono a trovarci neanche i nostri amici, raggiungere le nostre abitazioni è praticamente impossibile»
Una candela in mano per protestare contro l’indifferenza di chi amministra e non sembra in grado di garantire un servizio pubblico essenziale: quello dello dell’illuminazione, pubblica appunto, delle strade. Via Chiana, ore 18.30: ieri pomeriggio i residenti della zona, (una quarantina i presenti) hanno aderito all’iniziativa di protesta promossa dal consigliere del III quartiere Santi Interdonato, sfilando pacificamente in quella che più che ad una strada somiglia ad un budello stradale a doppio senso di circolazione, privo di luce. L’impianto infatti, fatiscente, vetusto e in condizioni di evidente pericolo anche per l’incolumità pubblica, non è più in grado di fornire un’adeguata illuminazione, costringendo così gli abitanti a vivere in uno stato di perenne semi-oscurità serale. A nulla sono valse le molteplici richieste di intervento inoltrate dal quartiere, le delibere circoscrizionali, le petizioni popolari, «il Comune ha continuato a fare orecchie da mercante ignorando quella che in realtà dovrebbe essere considerata una vera e propria emergenza».
Nel caso specifico poi, la situazione è aggravata da un’ulteriore “particolare”, se di particolare si può parlare, che evidenzia una volta di più l’inerzia dell’amministrazione. Spiega infatti Interdonato: «Il Dipartimento Urbanizzazioni Primarie e Secondarie, con il progettista Vincenzo Ferrarolo, ha elaborato il progetto dell’impianto di illuminazione per l’importo di 66 mila euro. Con nota prot. n. 330039 del 21 dicembre 2010, il responsabile del procedimento, nonché dirigente del Dipartimento competente, l’ingegnere Antonio Amato, ha trasmesso il progetto al sindaco chiedendo l’approvazione amministrativa e l’autorizzazione per ricorrere alla procedura di cottimo, visto che l’importo complessivo non supera la soglia comunitaria. Realizzato il progetto e quindi esaurita una prima fase di natura tecnica – aggiunge però Interdonato – la questione è diventata tutta politico/ amministrativa, perché si apre la fase attraverso la quale sarà necessario reperire le risorse finanziarie. Di negativo si registra il fatto che il progetto giace da ben tre mesi sulla scrivania di Buzzanca senza che sia stato seguito al procedimento per come richiesto dal Dipartimento tecnico competente allo scopo di giungere alla gara».
Ed è proprio qui che sta il paradosso, perché diversamente da altri casi “alla messinese”, questa volta il progetto c’è ma sembra mancare la volontà di darvi seguito. Il che appare rende doppiamente increduli trattandosi di interventi su un impianto di pubblica illuminazione che ha oltremodo fatto il suo tempo. Si percepisce chiaramente l’insofferenza e la rabbia dei cittadini della zona, (e dopo tutto come dargli torto) che ieri hanno mestamente e pacificamente sfilato lungo la strada semi-abbadonata: un abbandono che pervade anche l’animo dei residenti di via Chiana: «Siamo dimenticati, nessuno ci considera solo perché abitiamo in un’area periferica, trascurata e che forse non merita attenzione perché fuori dai percorsi croceristici» commenta con amara ironia qualcuno tra i pacifici manifestanti. Voci che si mescolano fino a formare un unico “coro”: «Alle prossime elezioni sapremo come comportarci, è una vergogna, nel 2011, essere costretti ad “elemosinare” la luce pubblica che ci spetta di diritto».
Le denunce, le critiche e le lamentele lanciate da questa parte di cittadinanza per cui il “disservizio” è diventato una costante, trovano piena conferma nel quadro, a dir poco desolante, dell’intera zona. Un quartiere difficile, dove il degrado ambientale visibile ad ogni angolo delle strade, incide anche sul degrado sociale.
«Ormai neanche amici e parenti vengono più a trovarci, raggiungere le nostre abitazioni è praticamente impossibile». In una parola emarginati: perché è così che si sentono gli abitanti di via Chiana, “volto” di un’altra Messina, spesso ignorata, spesso nascosta, costretta a vivere in secondo piano, illuminata solo dal “lume di una candela”. (Elena De Pasquale)
(foto Sturiale. Altri scatti su photogallery)
