Per il consigliere del IV quartiere Armando Hyerace un importante passo avanti verso una più compiuta riforma istituzionale. «Ora più che necessario il decentramento amministrativo»
L’approvazione da parte dell’Assemblea Regionale Siciliana della riforma elettorale per i comuni e le province rappresenta un importante passo in avanti verso una più compiuta riforma istituzionale. Tralasciando, per il momento, i particolari della legge, due sono gli elementi innovativi che meritano attenzione: l’affermazione del c.d. “metodo confermativo” e cioè l’eliminazione dell’attribuzione automatica ai sindaci e ai presidenti di provincia dei voti espressi per le liste e per i candidati delle rispettive coalizioni, fortemente voluta dal Partito Democratico, e l’elezione diretta del Presidente di Circoscrizione.
La prima novità può (ed il condizionale, purtroppo, è d’obbligo..), a sua volta, avere diverse conseguenze, tutte, a mio avviso, positive. L’eliminazione dell’attribuzione automatica dei voti espressi per le liste (e per i candidati ai rispettivi consigli comunali e provinciali) ai candidati a sindaco o a presidente della provincia, infatti, dovrebbe spingere le forze politiche ad una più attenta scelta dei propri candidati di vertice, alla ricerca delle “qualità” e “professionalità” migliori all’interno del proprio schieramento. Non solo, ma l’eliminazione di tale automatismo, insieme allo sbarramento al 5% per ciascuna lista, dovrebbe fortemente limitare la proliferazione delle liste a sostegno del candidato a sindaco, che ha causato parecchia confusione nell’elettore al momento dell’espressione del voto.
L’altro dato importante, riguarda l’elezione diretta del Presidente di Circoscrizione. Solo pochi mesi fa gli organi di decentramento sembravano essere ormai destinati al tramonto ed invece, tale innovativa disposizione, non fa altro che rafforzare, a mio avviso, il ruolo degli stessi. Ciò, tuttavia, non basta se non viene affrontata una volta per tutte il tema di un nuovo assetto istituzionale, che parta dalla concreta istituzione delle Città Metropolitane, ridimensionando se non eliminando del tutto, le province, e veda protagoniste le Circoscrizioni, o meglio le Municipalità. Nell’immediato, non è più rinviabile l’ attuazione del decentramento di funzioni delegate previste dalla L. r. 22/2008, così come sarebbe opportuno prevederne delle nuove come la manutenzione del verde o delle strade. Valorizzare, in buona sostanza, finalmente questa forma importantissima di democrazia partecipata, al fine di rendere più efficiente ed efficace l’azione amministrativa sul territorio.
Nelle realtà italiane in cui il decentramento funziona, soprattutto come strumento di concertazione, i consigli di quartiere hanno pari dignità politica ed istituzionale di un consiglio comunale, partecipano attivamente a tutte le scelta politiche importanti dell’amministrazione. Ed è forse questo, che fa paura: decentrare potere significa, per forza di cose, cedere quote che a molti può far comodo gestire personalmente e non collegialmente. I consigli circoscrizionali devono, oggi più che mai, tornare protagonisti sulla scena politica, perché possano diventare organi fondamentali per la vita democratica di una comunità nella risoluzione dei “piccoli” problemi quotidiani contribuendo così, in misura decisiva, al miglioramento della qualità della vita della comunità stessa.
Armando Hyerace
