Questa mattina iniziativa di Legambiente per pulire e sistemare la rotatoria che ormai da mesi versa nella sporcizia e nell’abbandono. Per Tempostretto.it l’occasione giusta per uno “zoom” sulla vergognosa situazione che interessa tutta l’arteria di collegamento
Si sono dati appuntamento di buon mattino per cercare di eliminare ogni traccia dello scempio della rotonda di viale Giostra. Ad animare l’iniziativa, oltre la voglia di migliorare il trascurato aspetto di Messina, il desiderio di “pungolare” l’amministrazione a far meglio e in tempi più celeri, soprattutto in tema di riqualificazione del verde urbano. Armati di rastrelli, palette e sacchetti, gli operatori di Legambiente dei Peloritani, della Comunità parrocchiale di San Matteo e diversi volontari, in compagnia del presidente del consiglio comunale Giuseppe Previti che per primo ha sostenuto l’iniziativa e dell’assessore alle manutenzioni Pippo Isgrò che “sedendo” dall’altra parte della barricata ha voluto prendere parte all’iniziativa, si sono dati da fare per ripulire un’area dove ormai da diversi anni regna l’indifferenza generale. Un’indifferenza interrotta proprio di recente, almeno sulla carta, dal piano di riqualificazione del verde urbano avviato lo scorso 17 maggio e che tra i luoghi di intervento prevede anche questa rotatoria.
Di fronte però alla mancanza di segnali rispetto all’inizio dei lavori di pulizia, irrigazione e piantumazione della grande aiuola, che dovranno effettuare gli operai della cooperativa Arca 2000 aggiudicataria della gara, i cittadini e le associazioni ambientaliste hanno pensato di muoversi in autonomia.
Sull’iniziativa di questa mattina abbiamo ascoltato anche il parere dell’assessore all’arredo urbano Elvira Amata (oggi assente ndr), che da fine maggio, in virtù della riforma regionale degli Ato, ha riacquisito il pieno controllo di tutte le attività di scerbatura e potatura: “Da cittadina e non solo da rappresentante politico, considero questa iniziativa assolutamente positiva perché è il segno della voglia che tutti hanno di vedere tutelata e curata la propria città. Preferisco valutare solo questo aspetto lasciando da parte ogni polemica perché l’amministrazione, al di là dei legittimi punti di vista di tutti, sta facendo il possibile per valorizzare al massimo il verde urbano, almeno da quando l’assessorato da me diretto è tornato ad occuparsene in toto. Per quanto riguarda il caso della rotonda del viale Giostra – continua l’Amata – si tratta di un intervento che Arca 2000 è stata pagata per svolgere e verrà svolto. Sto seguendo passo passo i lavori effettuati nelle ultime settimane e posso assicurare che tutto sta procedendo per il meglio, a parte qualche ritardo dovuto però al notevole lavoro che si sta rivelando necessario. Fondamentale sarà chiaramente riuscire a mantenere quanto fatto, non solo in termini di verde ma anche di spazzamento e pulizia degli spazi risistemati”.
Un’occasione di collaborazione e condivisione quella di questa mattina, che ha però rappresentato per l’ obiettivo” di Tempostretto la situazione ideale per effettuare una panoramica ben più ampia sull’intera zona. Immagini che lasciano spazio a ben poche parole e che purtroppo non sono di certo uniche nel loro genere. Lo spazio esistente tra le due travi di cemento che costituiscono lo spartitraffico, che a propria volta separa le due carreggiate anch’esse ridotte a discariche a cielo aperto, è pieno zeppo di ogni tipo di rifiuto. Rifiuti ben “nascosti” o che si fanno finta di non vedere e che dunque “crescono” indisturbati.
A determinare la maggiore incredulità sono però forse gli scatti che ben descrivono ciò che rimane dei “Ruderi di villa De Gregorio”; ruderi nei ruderi, diventati non solo punto di smistamento di “semplice” immondizia ma quel che è peggio di copertoni e lastre di eternit abbandonate. Anche in questo caso “resti” ben nascosti o che si preferisce far finta di ignorare. Tra gli “oggetti” più insoliti immortalati dall’obiettivo di Dino Sturiale, colpisce però anche il falco impagliato e anch’esso miseramente abbandonato tra letti, divani, e suppellettili di vario tipo.
Immagini di una strada trasformata in discarica che non possono non spingere a domandarsi che fine abbiano fatto gli organi preposti agli interventi di pulizia e decoro di Messina. Un coro di responsabilità da suddividere in parti uguali, fotografie di fronte alle quali rimane poco da commentare, scatti che purtroppo rischiano persino di far dimenticare l’aspetto positivo dell’iniziativa di questa mattina.
(su photogallery tutto il servizio di Dino Sturiale)
