Sei favorevoli, quattro astenuti e due contrari. Determinanti per l’esito finale della votazione le assenze e le astensioni proprio tra le file del centrodestra. Il documento presentato dal consigliere del Pd “nato” dal comportamento tenuto da De Salvo durante la protesta inscenata dai residenti di villaggio Santo di fronte la scuola Capitano Traina per il trasferimento dei rom
Prima del week-end pasquale ci eravamo lasciati con un interrogativo ben preciso rispetto all’eventuale accettazione della richiesta di dimissioni del presidente De Salvo avanzata dal consigliere Interdonato il 12 aprile scorso: la Pasqua porterà “consiglio” al III quartiere? Ebbene sì, la -soluzione- è arrivata, perché nella seduta di ieri mattina l’organo consiliare circoscrizionale ha detto sì al documento presentato dal rappresentante del Pd (in allegato tutti gli articoli sulla vicenda) con la seguente votazione: 6 favorevoli, (Cardile- Interdonato-Sciutteri Pd, Minutoli Udc, Oteri Pdl-Forza Azzurri, Veneziano Gruppo misto), 2 contrari (Burrascano Pdl e Milo Mpa) e 4 astenuti (D’Arrigo PdL, Cacciotto Pdl-Forza Azzurri, Gioveni Gruppo Misto e Giannetto UdC). Un “ok” giunto per il rotto della cuffia ma che tuttavia è sufficiente per rendere ufficiale la “sfiducia” decretata nei confronti di De Salvo (assente anche ieri). Da sottolineare soprattutto che l’esito finale della votazione è stato fortemente condizionato da astensioni ed assenze importanti proprio tra le file del centrodestra.
Una “end” decisamente non happy, dunque, tanto per il presidente De Salvo quanto per la maggioranza di cui è rappresentante. Va da sé, infatti, la conseguenza che la votazione di oggi determina e che pone di fatto il “numero uno” del consiglio di quartiere ad un aut aut. Un bivio che già nelle scorse settimane alcuni rappresentanti dell’organo consiliare avevano sperato potesse essere evitato sollecitando lo stesso presidente a rassegnare anticipatamente le dimissioni dopo l’ultima “goccia” che aveva fatto traboccare il vaso, ovvero il trasferimento delle famiglie rom dalla scuola “Capitano Traina” di villaggio Santo. Il punto di incontro è però mancato e dopo due concitate sedute di consiglio, una delle quali ha visto la partecipazione anche dell’assessore Dario Caroniti e di un rappresentante delle famiglie rom, Giuseppe Vitanza, si è giunti alla rottura.
Ebbene sì dunque, “galeotto fu quel video…” perché ricordiamo che il documento presentato da Interdonato è frutto di quanto circolato su youtube dopo le proteste inscenate dai residenti del villaggio Santo. Immagini che hanno visto De Salvo protagonista di un acceso scambio di battute con gli abitanti della zona per via della decisione dell’amministrazione, fino a quel momento sottaciuta, del provvisorio “accasamento” dei rom nell’ex-plesso scolastico. Un atteggiamento successivamente giustificato dallo stesso De Salvo con la “tensione legata al momento”, ma che tuttavia non è bastato a far ricredere i colleghi di consiglio, i quali hanno invece colto l’occasione per mostrare un generale grado di insoddisfazione rispetto alla complessiva gestione politica dell’attuale presidenza. La votazione giunta al termine di una seduta quanto mai rocambolesca, o se preferite pittoresca, ha però finito col “mettere d’accordo” maggioranza e opposizione.
Schieramenti politici che non hanno mancato di trovare sintonia anche rispetto al secondo documento, votato favorevolmente dal consiglio nella seduta di ieri (13 presenti, 9 favorevoli, 2 contrari, 1 astenuto), riguardo il ”Trasferimento famiglie Rom ed individuazione azioni programmatiche”. La III circoscrizione, come ha sottolineato il vice-presidente D’Arrigo, “ha così espresso un indirizzo politico favorevole e univoco rispetto al percorso di accoglienza delle famiglie rom nel proprio territorio al fine di raggiungere il fondamentale obbiettivo dell’integrazione sociale delle stesse”. Purché ciò passi attraverso una maggiore concertazione con enti e istituzioni, evitando situazioni altrimenti destinate a finire in un “muro contro muro”. A questo proposito i consiglieri hanno chiesto delucidazioni rispetto all’ipotesi di autocostruzione, seconda fase del progetto, ed in particolare sull’individuazione degli immobili che verranno trasformati in abitazioni, mediante l’impiego della manodopera fornita dagli stessi Rom. E’ stato infine votato un emendamento integrativo, proposto dal consigliere Gioveni, con il quale si invita Palazzo Zanca a porre in essere azioni efficaci per fronteggiare tutte le problematiche dell’emergenza abitativa.
La considerazione finale la riserviamo però all’ormai accordata richiesta di dimissioni di De Salvo, non potendo non sottolineare, infatti, come e quanto le nuove frontiere della tecnologia finiscano, seppure con le dovute proporzioni, a condizionare la vita dei palazzi, nel bene e nel male. Molto più spesso nella seconda ipotesi. Elena De Pasquale
(Foto Sturiale. I rom fanno ingresso alla scuola -Capitano Traina-)
