Il presidente della VI circoscrizione: «Innumerevoli disservizi all’utenza, si eviti un’altra estate come quella dell’anno scorso»
Forse qualcuno ricorda l’episodio in cui un anziano pensionato, nell’agosto 2009, una volta trovato chiuso l’ufficio postale di Spartà, nonostante a quell’ora avrebbe dovuto essere aperto, per lo sconforto andò via addirittura piangendo. Sì, a Messina si può piangere anche per un motivo del genere. Allora a denunciare il fatto simbolico fu il consiglio della VI circoscrizione, che oggi, giocoforza, si ritrova a dover nuovamente accendere i fari sui disservizi degli uffici postali di villaggi come Gesso, Salice, Castanea, le Masse e Spartà.
«Nello specifico – spiega il presidente del Quartiere Enrico Ferrara – il drammatico ridimensionamento, con la chiusura a giorni alterni degli uffici postali (ove non stabilito regolarmente come nel caso di Rodia e San Saba), ha causato innumerevoli disservizi all’utenza, prevalentemente anziana, privata del diritto di percepire la pensione». Già l’estate scorsa l’ufficio di presidenza della VI circoscrizione si recò presso gli uffici centrali di Poste Italiane a Pistunina, conferendo direttamente con il direttore provinciale, Francesco Rubino. Il quale spiegò che Poste Italiane, mediante comunicazione del maggio 2009 inviata a tutti i sindaci dei comuni messinesi, informava dell’organizzazione temporanea (con la chiusura a giorni alterni) e sperimentale degli uffici, con il monitoraggio delle risorse umane.
«Ma il Comune di Messina – sintetizza oggi Ferrara – non solo non diede diffusione di tale nota agli organi circoscrizionali, ma nemmeno inviò una contro risposta a Poste Italiane, che comunque applicò tale organizzazione di servizio, rilevatasi gravosa per la cittadinanza». Il presidente del VI Quartiere sottolinea poi un altro aspetto: «Nei villaggi della zona nord nei mesi estivi la popolazione raddoppia, è naturale che l’apertura giornaliera dei presidi postali diventi un’esigenza fondamentale, soprattutto in quei villaggi dove non esiste l’alternativa degli istituti bancari». Ferrara, dunque, si rivolge al sindaco, chiedendogli di «intervenire nell’immediatezza con i vertici di Poste Italiane, affinché si scongiuri il perpetrarsi anche nella prossima stagione estiva di enormi disagi, sotto il profilo economico, ma anche psicologico, a danno dei residenti e dei villeggianti».
