Disservizi Atm. Tre “pollicino” per servire cinque villaggi. Salice isolato, esposto alla Procura di due consiglieri di quartiere

Disservizi Atm. Tre “pollicino” per servire cinque villaggi. Salice isolato, esposto alla Procura di due consiglieri di quartiere

Disservizi Atm. Tre “pollicino” per servire cinque villaggi. Salice isolato, esposto alla Procura di due consiglieri di quartiere

mercoledì 06 Aprile 2011 - 22:21

Un anno fa sulle pagine di Tempostretto.it, il video-denuncia che testimoniava l’odissea dei cittadini che dal villaggio dovevano raggiungere il centro città. Oggi la situazione è persino peggiore. Il nubifragio dello scorso 1.marzo e la frana della Sp51 rende infatti impossibile il transito dei normali bus, sostituiti dunque dai pollicino che però sono insufficienti. Feminò e Cardullo: «Dallo scorso 2 aprile Salice non è più servito»

Ancora un anno, altri 365 giorni trascorsi che nulla sia cambiato, almeno non in senso positivo. Era il 29 marzo del 2010 quando Tempostretto.it pubblicava il video-denuncia sui disservizi del trasporto pubblico nel villaggio di Salice (filmato che vi riproponiamo integralmente in basso). Un documento che ha generato indignazione tra i cittadini (vedi articolo correlato e relativi commenti), molti dei quali costretti a subire i medesimi disagi dei salicesi e che creato scompiglio anche tra i corridoi di via La Farina. Un fermento cui però non è purtroppo seguito alcun miglioramento: le difficoltà per i tanti utenti che quotidianamente vorrebbero usufruire dei bus Atm per andare a scuola o a lavoro, sono diventate la normalità. I numeri, inutile negarlo, condannano nei fatti l’azienda di trasporto pubblico a non poter garantire quel diritto alla mobilità che i cittadini però pretendono, legittimamente, venga loro riconosciuto.

Nel caso specifico del villaggio di Salice, due rappresentanti del VI quartiere, Giusy Feminò e Nunzio Cardullo, non più disposti ad accettare la mancanza di confronto con l’amministrazione comunale, hanno deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica. Il ricorso alla via giudiziaria (metodo sempre più utilizzato anche dai privati cittadini) è l’espressione chiara del solco, ormai sempre più profondo, tra amministratori e cittadinanza, con l’aggravante che in questo caso a scrivere sono due esponenti politici, in questa circostanza forse meno politici e più cittadini.

Nel documento, inoltrato anche all’assessore alla mobilità Melino Capone e al sindaco Buzzanca, i consiglieri ripercorrono tutte le tappe di un percorso fatto di promesse mancate, a cui giorno dopo giorno si sono aggiunti continui problemi, fino all’ennesima beffa, quella del nubifragio del 1.marzo scorso. Dal giorno della frana verificatasi lungo la Sp51, è stato interdetto il traffico a mezzi superiori a 6 tonnellate, quindi anche ai normali bus, sostituiti dai mezzi “pollicino”, insufficienti però a coprire tutte le linee in cui sarebbero necessari.

Ma facciamo un passo indietro. «Il consiglio della VI circoscrizione – si legge nell’esposto – da tre anni convoca continuamente tavoli tecnici e di programmazione presso la circoscrizione a cui hanno preso parte l’assessore alla viabilità del Comune di Messina, i vari commissari Atm e direttori di esercizio succedutisi in questi anni. Tavoli tecnici che si risolvono in un nulla di fatto perché ci vengono prospettate le più svariate soluzioni: come l’acquisto confermato per tutto l’anno 2008/2009 di trentuno mezzi usati provenienti dal Nord Italia e dalla Svizzera con l’impegno di spesa di cinquecentomila euro deliberato dalla Giunta del Comune di Messina, del quale oggi non si ha contezza di che fine abbia fatto e di come sono stati spese tali soldi pubblici». Nel 2010 si è poi fatta strada l’ipotesi privatizzazione, con la trasformazione cioè dell’Atm in Spa, ma ad oggi la situazione è “cristallizzata”, anzi qualche novità, come anticipato nei giorni scorsi, la si dovrebbe avere tra la fine e l’inizio della prossima settimana, con la presentazione alla stampa del progetto di risanamento dell’azienda.

«E’ assolutamente biasimevole nel 2011 – si legge ancora nel documento inviato alla Procura – sopportare questa vergognosa condizione in una città di duecentocinquantamila abitanti, area metropolitana, con una periferia formata da ben quarantotto villaggi, nei quali il collegamento con il centro città è il servizio primario, che deve essere garantito al cittadino per esercitare il diritto allo studio e al lavoro (art.34 / art.35 della Costituzione)».

I consiglieri si soffermano poi sui problemi che interessano la linea 72: «Da circa tre anni nel villaggio le corse sono effettuate con un tempo intermedio di circa due/tre ore, con una sola macchina che percorre il tragitto per l’intera giornata e non esiste la possibilità di utilizzarne una per garantire più corse (con un tempo intermedio di un’ora e un quarto), per la cronica assenza di mezzi nell’autoparco Atm, con frequenti guasti al motore. E’ inoltre opportuno precisare che la linea 72, per raggiungere Salice, percorre la tratta del Viale Giostra, dove il mezzo si riempie di passeggeri che scendono dopo poche fermate, facendo sì che i viaggiatori destinati a raggiungere il paese (privi di usufruire di una linea Atm alternativa) restino alla fermata. A ciò si aggiunga che giornalmente avvengono risse ed insulti verbali che compromettono la sicurezza di tutti i viaggiatori, specie gli studenti minorenni. Per evitare l’incresciosa situazione la VI Circoscrizione ha più volte richiesto (con opportuna delibera) la prima fermata a San Michele con la presenza di un verificatore a bordo ( va precisato che i pochi controlli dei verificatori non avvengono mai lungo la tratta del Viale Giostra)».

Ma arriviamo ad oggi. La situazione si è inevitabilmente aggravata dopo l’alluvione del 1° Marzo, a causa del crollo della strada provinciale ha determinato la necessità di utilizzo di un pollicino, che però risulta insufficiente come dimensioni, finendo così con il trasportare il doppio dei passeggeri previsti, in condizioni di totale insicurezza e raggiungere il centro città diventa una “lotta per la sopravvivenza”. E il peggio deve ancora arrivare: «Da giorno 02/04/2011 – scrivono – a causa di guasti degli unici tre mezzi “pollicino” Atm, il trasporto pubblico è stato sospeso. Ai continui solleciti ci viene risposto dai vertici dell’azienda che i mezzi in questione devono garantire ben cinque villaggi». La pazienza degli utenti continua dunque ad essere messa alla prova, anche perché l’impossibilità di utilizzare il mezzo pubblico, oltre a costituire una vergogna civica, incide non poco sulle tasche dei cittadini, diventati praticamente prigionieri dei loro villaggi.(Elena De Pasquale)

IN BASSO IL VIDEO-DENUNCIA REALIZZATO IL 29 MARZO DEL 2010. A SEGUIRE L’ARTICOLO DI RIFERIMENTO

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