Il rappresentante legale della società Carmelo Briguglio si rivolge al Tar di Catania per “accelerare” l'iter amministrativo in stand-by in commissione urbanistica dove attende di essere votata la delibera di presa d’atto necessaria per il passaggio successivo in consiglio
Superati i “caldi” mesi estivi, non solo in termini climatici, il “caso” scoppiato per la realizzazione del distributore di San Licandro da parte dell’Elios Petroli Srl, lì dove attualmente sorge un agrumeto secolare, sembra essere stato momentaneamente congelato. Dopo la polemica sollevata dal quinto quartiere e dai residenti della zona che si oppongono fermamente alla costruzione del impianto di rifornimento, si attende che la commissione consiliare urbanistica di Palazzo Zanca voti la delibera di presa d’atto delll’iter procedurale che dia l’ok alla realizzazione dell’impianto e consenta così il successivo passaggio in consiglio comunale.
L’apparenza però, come spesso accade, inganna. La società operante nel settore petrolifero, ad inizio febbraio, ha infatti presentato ricorso al Tar (Tribunale amministrativo regionale) di Catania, contro Palazzo Zanca e contro la quinta circoscrizione “per il silenzio serbato dal Comune di Messina sull’istanza di rilascio di concessione edilizia presentata in vista della realizzazione di un impianto di distribuzione carburanti in Messina, via L.Sciascia, loc. San Licandro” e ancora “per l’obbligo del Comune di Messina di provvedere in merito, mediante l’adozione di un atto espresso che concluda il procedimento amministrativo avviato ad istanza di parte” : obiettivo della società dare una “scossa” all’amministrazione. Il legale della Elios Petroli, l’avv.Carmelo Briguglio, come già sostenuto nei mesi scorsi a seguito delle assemblee pubbliche organizzate dalla circoscrizioni nei locali della parrocchia di San “San Francesco d’Assisi” di San Licandro, e a cui hanno preso parte anche diversi rappresentanti istituzionali, afferma che la realizzazione del distributore non impedirebbe la creazione del parco verde attrezzato per i cittadini: «C’è poco da dire – affermava il difensore della Elios lo scorso 18 ottobre (vedi correlato) – la ditta ha tutte le carte in regola, del resto occuperemmo 1.200 metri quadri su un’area di 40 mila. Dunque nulla vieta di realizzare lo stesso un parco urbano. Se intendono bocciare la delibera, facciano pure, non posso certo proibirlo, ma la ditta deve tutelare legittimamente i propri interessi».
Secondo quanto sostenuto nel ricorso presentato al Tar, la legittimità della richiesta avanzata dalla Elios, affonda le sue radici nella delibera n°5 del 29/01/2002 sul piano di approvazione del piano di ristrutturazione della rete di distribuzione carburanti, che indicava tra le varie aree dove poter costruire anche quella oggetto del contendere, aree che la società acquistò per una somma di circa 200 mila euro. Da quel momento via all’iter burocratico per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie: l’8/03/2007 l’iniziale stop della Commissione Edilizia Comunale che dichiarò parere contrario perché -l’intervento contrastava con la destinazione “F2” prevista dal Prg (parco pubblico)-, che fece però dietro front dopo qualche mese, per giungere alla definitiva approvazione in data 22/11/2007. Arriviamo così ai giorni nostri, alle polemiche sollevate da cittadini e quartiere e, come detto, al voto che dovrebbe esprimere la commissione consiliare Urbanistica in merito alla delibera di presa d’atto dell’iter procedurale amministrativo. Non rimane che attendere ulteriori sviluppi e godere, fin quando sarà possibile, dei -profumi- del secolare agrumeto.(Elena De Pasquale)
in basso articoli correlati
