L’ufficio urbanistica impossibilitato al rilascio del certificato di agibilità perché l’edificio, ristrutturato con fondi di risanamento e “trasformato” da scuola a centro polifunzionale, non è mai stato registrato al catasto. Mondello: «E’ tutto pronto, persino l’allaccio telefonico, ma senza i collaudi non si può procedere»
Sulla mancata apertura della sede della V circoscrizione, ex-scuola materna di villa Lina, sembra insistere una “maledizione” frutto di un’irresponsabile “stregoneria”. Facciamo un salto indietro nel tempo fino al luglio 2009, quando l’assessore alle politiche del territorio Pippo Rao e l’ex-dirigente del dipartimento risanamento Maria Canale – ora trasferita agli stabili comunali – consegnano i lavori per la realizzazione di un centro sociale polifunzionale ricadente nell’ambito B Giostra-Ritiro-Tremonti, dove trasferire anche la sede del quartiere (attualmente ubicata nell’area dell’ex-Gasometro) Ad aggiudicarsi i lavori, dopo l’approvazione da parte della giunta della variante di destinazione uso (da scuola a centro polifunzionale), la ditta Condorelli di Catania, per un importo complessivo di circa 480 mila euro. I lavori vengono terminati nei tempi stabiliti, tutto sembra procedere per il verso giusto, ma l’agosto scorso la consegna dell’ex-scuola all’assessorato al decentramento viene bloccata a causa della vacatio amministrativa dello Iacp, che non può procedere all’esame ed all’approvazione della variante per la mancata nomina del commissario straordinario. Il problema sembrerebbe poter superato a settembre con la nomina del commissario ad acta Nuccio Ricciardello, ma così non è.
E arriviamo quindi ad oggi. Tutto, anche in questo caso, è pronto ed organizzato per accogliere la sede del V quartiere (persino le linee telefoniche) eppure le porte dell’edificio continuano ancora a rimanere sbarrate. La ragione è il mancato rilascio del certificato di agibilità necessario per accertare “la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, valutate secondo quanto dispone la normativa vigente” . Un tassello senza il quale l’assessorato al decentramento non può prendere in carico la struttura e dare l’ok per il trasferimento del quartiere. Rimane però da capire il perché della mancata agibilità. Ci rivolgiamo all’assessore Franco Mondello che precisa subito la sua posizione, anzi quella dell’assessorato da lui diretto: «Il certificato di agibilità deve rilasciarlo l’urbanistica che però non è in condizioni di poterlo fare perché l’immobile non risultata catastato». Secondo quando disposto dal Testo Unico in materia di edilizia (art. 25), alla domanda presentata per il rilascio della documentazione di agibilità, il proprietario dell’immobile (Il Comune) deve allegare anche la documentazione catastale, che purtroppo però nel caso in questione non è stata mai prodotta a causa della mancata registrazione(prima non obbligatoria ndr).
Mondello quindi aggiunge: «E‘ un fatto che si sarebbe dovuto accertare in fase di ristrutturazione dell’immobile ma che invece non è stato considerato». Osservazione legittima, ma altrettanto legittimamente viene da chiedersi con quale criterio, trattandosi di un immobile fino a quel momento adibito a scuola, la catastazione non fosse stata effettuata. Nulla però deve essere dato per scontato. La dirigente Maria Canale, trasferita come detto agli dipartimento stabili comunali, ha inviato agli assessori Rao e Mondello, a dirigenti di risanamento e patrimonio, Cardia e Castronovo, una lettera per accertare se l’incarico della pratica di accatastamento non sia stato in precedenza affidato ad un professionista esterno e poi non eseguito. In caso contrario sarà necessario intervenire nel più breve tempo possibile evitando ulteriori e non più sopportabili ritardi. A volere scadenze certe è soprattutto il consiglio del V quartiere, la cui sede, nell’area dell’ex-gasometro, cade letteralmente a pezzi: «Non possiamo e non vogliamo aspettare oltre – afferma il presidente Russo – i muri sono pieni di umida e sul pavimento si è praticamente formata la muffa. E’ una condizione veramente poco dignitosa per quello che dovrebbe essere un luogo istituzionale. Se il problema non si risolve in tempi brevi, è necessario che l’amministrazione pensi per noi una soluzione alternativa». La maledizione insomma continua a sortire i suoi effetti.(Elena De Pasquale)
(foto Sturiale)
