Il degrado e l’incuria non risparmiano neanche la piazza antistante il Tribunale, dove è continua il via vai di cittadini, turisti ed “addetti ai lavori”. E l’iniziativa privata? Forse potrebbe essere la soluzione per mantenere il decoro di una dei punti più trafficate della città
«Piazza Maurolico. Restituita alla città. Giugno 2007». Recita così la targa collocata nello slargo in cui si affaccia l’imponente Palazzo Piacentini. Ma di fronte agli scatti visualizzabili su photogallery viene da pensare che per la città rappresenti quasi un peso. Neanche in una delle strade principali della città, “culla” della cultura da un lato e della giustizia dall’altro, sembra esserci rispetto e decenza per gli spazi giornalmente frequentati da addetti ai lavori, cittadini o turisti di passaggio. Aiuole incolte, carte a terra, paletti in ferro divelti e catene rotte. Immagini che, ne siamo certi, muovono commenti di disappunto e disgusto, negli occhi di chi osserva, soprattutto perché si è consapevoli che quella condizione di abbandono e degrado, non è certo destinata a cambiare, almeno non nell’immediato, ma forse solo a peggiorare.
E dunque perché non lasciare più spazio all’iniziativa privata? Perché magari non “adottare”, come recita uno dei “cavalli di battagli dell’amministrazione”, le aiuole che abbelliscono, o meglio dovrebbero abbellire, Piazza Maurolico? Un’idea che forse potrebbe balenare in mente a coloro che, più di tutti gli altri messinesi, “vivono” quello spiazzale: giudici, avvocati, magistrati, molti dei quali riuniti in organizzazioni ed associazioni di riferimento che in nome di un maggior senso civico, potrebbero magari manifestare all’amministrazione cittadina la volontà, qualora ovviamente ci sia, di “adottare” Piazza Maurolico. Una piazza restituita alla città, ma rimasta prematuramente orfana. In fondo anche questa è giustizia.
su photogallery tutte le foto di Dino Sturiale
