A sostenerlo il consigliere della terza circoscrizione Libero Gioveni, che invita il sindaco e l'assessore Amata a valutare l'ipotesi
Che il Grancamposanto di Messina fosse il terzo cimitero d’Italia per il grande patrimonio artistico e culturale che può vantare è cosa nota a tutti. Costruito su progetto dell’ingegnere messinese Leone Savoja, nel 1872, al suo interno riposano cittadini illustri e di grande levatura.
Altrettanto noto, dunque, è che per il Cimitero monumentale della città è necessario avere un vero e proprio occhio di riguardo, sia per quanto riguarda le primarie attività di manutenzione, sia per la salvaguardia di statue e busti da sistematici atti di vandalismo.
Affinché tutto ciò sia possibile, sostiene il consigliere della terza Circoscrizione Libero Gioveni in un’interrogazione rivolta al sindaco Buzzanca e all’assessore ai cimiteri Elvira Amata, anziché sfruttare lo strumento del “project financing-, così come ipotizzato, potrebbe risultare ben più utile aderire all’ ASCE, Association of Significant Cemeteries in Europe.
In parole più semplici, anzi più italiane, si tratta di un organismo europeo, costituitosi a Bologna nel Novembre 2001 e di cui fanno parte, oltre che alcuni comuni italiani come Mantova, Firenze, Ancona, alcune fra le più importanti città europee (Barcellona, Stoccolma, Oslo, Strasburgo), attraverso cui usufruire di notevoli fondi, stanziati proprio per la manutenzione e la gestione dei cimitero, che «Contribuirebbero a ridare al Gran Camposanto l’attenzione ed il valore sociale, artistico e culturale che merita» afferma Gioveni.
Secondo il consigliere, insomma, potrebbe essere questa l’occasione giusta per permettere che il cimitero diventi tappa fissa nei tour cittadini dei croceristi che sbarcano nello stretto e che renderanno così anche loro omaggio agli illustri messinesi.
