SS113: su “carta” una chiusura di 11 km, nei fatti un provvedimento impossibile da rispettare senza viabilità alternativa

SS113: su “carta” una chiusura di 11 km, nei fatti un provvedimento impossibile da rispettare senza viabilità alternativa

SS113: su “carta” una chiusura di 11 km, nei fatti un provvedimento impossibile da rispettare senza viabilità alternativa

giovedì 24 Marzo 2011 - 00:08

Dopo la conferenza di servizi indetta presso la sede del quartiere ma andata deserta, la VI circoscrizione ha inoltrato al prefetto Alecci la convocazione di un tavolo tecnico urgente per discutere una linea comune di intervento che possa liberare i villaggi rivieraschi da un potenziale stato di semi-isolamento e al tempo stesso tuteli i cittadini

Su “carta” l’interdizione al traffico si estende per ben 11 km, dal km 18.950 al km 30.200 “con deviazione su viabilità alternativa opportunamente segnalata in loco”: il tratto di strada in questione è quello della SS113 “Settentrionale Sicula” che attraversa buona parte del territorio della VI circoscrizione e su cui affacciano i villaggi rivieraschi di Acqualadrone, Spartà, S.Saba, Rodia e parte di Ortoliuzzo. Villaggi che, nonostante quanto disposto dall’ordinanza n°51 dell’Anas datata 2 marzo e siglata dal direttore responsabile regionale Ugo Dibernnardo, sarebbero nei fatti isolati, perché di strade alternative, che non contemplano cioè il passaggio, neanche per un breve tratto, lungo la SS113 non ne esistono.

Di questo e molto altro si sarebbe dovuto discutere in occasione della conferenza di servizi convocata presso la sede della VI circoscrizione, andata purtroppo semi-deserta. Tra i convocati – il prefetto, il sindaco, il presidente della provincia e il dirigente ai lavori pubblici di Palazzo dei Leoni, il dirigente manutenzione strade, la protezione civile regionale e comunale, il Genio Civile, l’Anas e il corpo Forestale – gli unici ad accogliere l’invito proprio i rappresentati dei due ultimi enti citati in elenco, rispettivamente l’ing.Carbone e il comandante Broccio.

Sono stati loro, dunque, ad avere ascoltato gli interventi dei consiglieri che di seguito hanno illustrato le numerose problematiche legate ad un provvedimento di fatto impossibile da rispettare, e di cui però i cittadini devono eventualmente rispondere in prima persona. Per i rappresentanti di quartiere evidente dimostrazione di come anche l’Anas comprenda i tanti disagi collegati all’ufficiale chiusura della SS113, la mancanza di vere barriere di protezione o pattuglie di controllo che effettivamente presidino la zona impedendo il passaggio delle vetture, che allo stato attuale, senza troppe difficoltà, riescono comunque ad “aggirare” l’interdizione. Da qui la provocatoria proposta rivolta all’Anas dai consiglieri ma rimasta senza risposta: «Se si decide di chiudere le strada lo si faccia per bene e si pensi a soluzione di trasporto alternative, per mare o per cielo, altre possibilità non ne esistono».

Una situazione che si protrae ormai da quasi un mese e che certo non conoscerà una soluzione a breve termine, soprattutto perché la gara per l’assegnazione dei nuovi lavori non avverrà prima dell’estate. E fino ad allora? Interrogativo che i rappresentanti del VI quartiere intendono rivolgere ai rappresentanti di enti ed istituzioni in occasione del tavolo tecnico la cui richiesta di convocazione è stata ufficialmente inoltrata al Prefetto Alecci: «La SS113 è stata chiusa al transito – si legge nel documento inviato al Palazzo del Governo -.con la giustificazione di una viabilità alternativa che di fatto è inesistente. Intere comunità dei villaggi rivieraschi sono isolate con conseguente interruzione del trasporto pubblico».

Nel documento si punta poi l’attenzione anche sulla situazione dei villaggi collinari e sulla mancanza di un coordinamento in fase di emergenza e post emergenza: «Considerati gli urgenti danni presenti nei villaggi di Salice, Castanea, le Masse, Gesso e nei torrenti Marmora, Puccino e Corsari, sarebbe stato opportuno che tutti gli organi istituzionali e tecnici, agendo in sinergia, avessero concordato un’azione capillare su tutto il territorio della zona nord» che invece, ci permettiamo di aggiungere, è mancata, o almeno è stata eseguita da più parti senza che gli uni sapessero dove stessero intervenendo gli altri. Queste le ragioni che spingono il quartiere, punto di coordinamento tra le parti soprattutto in considerazione della profonda conoscenza del territorio, a chiedere ad Alecci la convocazione del tavolo in Prefettura.

Di seguito l’elenco degli “invitati” che riportiamo per intero, in modo da valutare, al momento opportuno, assenti, presenti o eventuali sostituiti: il sindaco Buzzanca, l’assessore alla viabilità Isgrò, alla mobilità Capone, il presidente della Provincia Ricevuto, l’assessore provinciale ai lavori Pubblici Monea, il Capo del Genio Civile Sciacca, il dirigente del dipartimento provinciale viabilità Celi, il dirigente manutenzione opere primarie e secondarie del Comune Amato, il dirigente manutenzione strade del Comune Pizzino, il dirigente dell’Anas Savoia, il responsabile della protezione civile regionale Manfrè, della protezione civile comunale Spanò, il comandante del Copro Forestale Brocco e il direttore di esercizio Atm La Cava. (ELENA DE PASQUALE)

Cliccando su approfondimento la notizia dell’avvio della petizione popolare dei consiglieri Guerrera e Biancuzzo per la messa in sicurezza della strada comunale di Acqualadrone

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