Questa mattina, su iniziativa dei consiglieri di quartiere Interdonato e Minutoli, il presidente Trovato ha preso visione delle emergenze, sollecitando la firma del protocollo d’intesa tra ordine e quartieri, accordo che la IV circ. sottoscriverà giovedì. E sull’incontro tenutosi al Genio Civile afferma «I proclami sono inutili, bisogna pensare alle cose concrete»
Intervenire in fase di pre-emergenza, perché come dice uno scontato ma sacrosanto detto popolare “prevenire è meglio che curare”. Lo ha ribadito a chiare lettera questa mattina il presidente dell’ordine degli ingegneri Santi Trovato (con lui anche l’ing. Manlio Marino), nel corso del doppio sopralluogo voluto dai consiglieri del III quartiere Santi Interdonato e Massimo Minutoli per attenzionare le problematiche di via Salita Contino e torrente Bordonaro. La “passeggiata” odierna è stata definita dai promotori e dall’ing. Trovato «un’iniziativa pilota», per cercare di dare un’accelerata alla firma della convezione presentata ai quartieri lo scorso 14 gennaio dal consiglio dell’Ordine degli Ingegneri: un’intesa volta a creare dei gruppi di lavoro composti da professionisti e a disposizione di ciascuna circoscrizione, che forniranno piena disponibilità per procedere ad una preliminare verifica dei fenomeni di instabilità presenti sul territorio. A decidere la priorità delle possibili indagini, ed è qui che entra in atto “l’intesa”, saranno proprio i quartieri, definiti da Trovato «lo strumento più importante per intervenire sugli equilibri territoriali ed urbanistici della città».
Per i consiglieri Minutoli ed Interdonato in cima alla scala delle emergenze della terza circoscrizione, il torrente Bordonaro, che l’ing.Trovato, ha definito una «vera e propria bomba ecologica. Sul territorio ci sono decine e decine di priorità che vanno affrontate in tempo. Questo – afferma il professionista parlando del corso d’acqua- è un esempio lampante di ciò che intendo». E proprio in merito alla complicata situazione dei torrenti cittadini, Trovato non perde occasione per rivolgere un -invito- al Genio Civile: «Così come fatto per il Guidari, è necessario estendere la convenzione con l’Esa anche per il torrente di Bordonaro e per gli altri torrenti cittadini. Bisogna ripristinare al più presto la funzionalità idraulica delle caditoie». Il presidente dell’Ordine, come peraltro già fatto intende dall’ing Triolo che lo ha rappresentato durante l’incontro convocato dall’Ing. Capo Gaetano Sciacca su prevenzione sismica e crisi edilizia, sottolinea: «Noi non siamo favorevoli ai proclami e alla firma di protocolli d’intesa che poi però non possono portare a fatti concreti. Ecco perché siamo pronti a convocare un’ulteriore incontro, questa volta però presso la sede dell’ordine, per presentare una proposta a cui già da tempo stiamo lavorando, invitando gli stessi sindacati, enti ed associazioni di categoria che erano presenti all’incontro precedente» e tornando per un attimo sulla convenzione Esa/Genio Civile ironizza: «Alle spese di carburante per i mezzi provvederà l’Ordine». Posizioni divergenti su una causa di comune interesse, che spesso purtroppo rischiano di porre in secondo piano le vere esigenze della collettività. E Bordonaro è solo uno dei tanti esempi.
Dopo l’ “ispezione” lungo il corso d’acqua, infatti, la “carovana” si sposta lungo via Salita Contino, sempre meno strada, sempre più budello stradale. E’ sufficiente qualche istante per capire quali siano le conseguenze determinate da quel muro (vedi foto) che costeggia la sede amministrativa dell’Ospedale Piemonte e restringe la carreggiata (se così vogliamo definirla) al punto da creare un imbuto senza uscita. «E’ una vergogna – commenta Trovato risalendo la strada ed osservano la fila di macchine venutasi a creare nel giro di qualche minuto – Pensate cosa potrebbe succedere se si verificasse un evento alluvionale come quello di ottobre…». Il presidente osserva più da vicino il muro e immagina già una soluzione: «Basterebbero 300-400 mila euro, per evitare catastrofi e dispendiosi lavori post-emergenza. Il problema però è d’altra natura, manca la volontà politica, di intervenire in modo netto e sicuro. Bisogna ottenere fondi tramite le Opcm e lavorare senza aspettare oltre. Inutile continuare a parlare di blocco dell’edilizia, gli interventi da fare sono innanzitutto su ciò che esiste e che va sistemato».
Nell’attesa che qualcosa si smuova, se mai ciò accadrà, giovedì l’ordine degli Ingegneri procederà al firma del Protocollo d’intesa per la creazione appunto di gruppi lavoro, con la IV circoscrizione, che si porta avanti rispetto alle “colleghe” di territorio. «Ci auguriamo che ciò possa costituire una spinta per chi ancora non ha fatto nulla in tal senso. E soprattutto bisognerà capire quali siano le intenzioni dell’amministrazione». L’art 4 della Convenzione dispone infatti che “a copertura delle spese e dei costi sostenuti dall’Ordine per la realizzazione dello studio in oggetto, la Circoscrizione, d’intesa con l’Ordine, si impegna ad inoltrare formale richiesta di copertura spese al sindaco del Comune di Messina, anche nella sua facoltà di soggetto attuatore dell’Ordinanza di Protezione Civile per l’emergenza alluvione n°3825/2009
