Il piano da 350 mila euro annunciato dall’amministrazione sembra “dimenticare” ampie porzioni del territorio della zona nord: ecco l’analisi dettagliata realizzata dal Quartiere
Immagini video, istantanee fotografiche, una lunga analisi condotta strada per strada. Il risultato certifica «il profondo disastro del verde pubblico e dell’arredo urbano cittadino». L’analisi l’ha condotta, per il secondo anno consecutivo, il consiglio della V circoscrizione, che pur prendendo atto della campagna di riqualificazione da 350 mila euro annunciata pochi giorni fa per 50 piazze cittadine, è costretta a denunciare il degrado assoluto di quella che, evidentemente, viene considerata “periferia” della città, nella fattispecie il territorio della V circoscrizione. Per Alessandro Russo e gli altri consiglieri basterebbero «interventi “minimi”, appena compensativi del drammatico stato di fatto, ma che restituiscano ai luoghi la pur sufficiente soglia di dignità e di sicurezza per i cittadini che vi si trovano quotidianamente a viverli. Gestire e curare il verde pubblico è un fattore di civiltà per la città e la sua amministrazione, che, non a caso, ancora ricopre posti poco lusinghieri nelle classifiche nazionali sulle quote percentuali pro capite tra verde pubblico disponibile e numero di abitanti».
Il lavoro del Quartiere è frutto di una lunga serie di sopralluoghi in strade, piazze, villette e luoghi pubblici. L’itinerario presenta, in sintesi, «preoccupante ritardo, verificabile di anno in anno, con punte, quest’anno, davvero sinistre, degli interventi di scerbatura nelle strade e nei luoghi pubblici, se non quelli straordinari, effettuati ormai un anno fa e che comunque sono stati eseguiti in maniera frammentaria e non rispondente alla vera necessità di una realtà urbana europea e contemporanea; assoluta mancanza di interventi di potatura che, fatti salvi rarissimi casi, non sono effettuati da circa tre anni, neppure nei casi di emergenza di salute pubblica si riescono a programmare interventi straordinari, se non dietro innumerevoli sollecitazioni e, comunque, non sempre (il caso dell’albero incrinato all’interno del parco della scuola “Beata Eustochia”, è emblematico: decine le segnalazioni, anche alla Prefettura, per evidente problema di stabilità e sicurezza per gli scolari. Abbattuto dopo due anni di segnalazioni e istanze!); assenza di programmazione ragionata degli interventi periodici di scerbatura sul territorio: non essendo possibile intervenire in altri modi se non con sporadici e straordinari interventi una volta l’anno, la programmazione del mantenimento e della cura delle aree scerbate, con cadenzati interventi di mantenimento che terrebbero controllate le erbe e la vegetazione, evitandone la ricrescita veloce non è in alcun modo immaginabile».
Eccolo dunque, il panorama dei siti che necessitano di interventi, presentato dalla circoscrizione: viale Giostra – rotatorie isolato 13 e Ritiro (spartitraffico ricolmi di spazzatura, aiuole laterali avvinte dalle erbe cresciute a dismisura, rotatorie che versano in condizioni di estremo degrado); presunta tomba di Antonello da Messina – Ritiro (un potenziale sito turistico di questa città che, chiuso da almeno tre anni, ha visto al suo interno la ricrescita forsennata di arbusti selvatici, erbe e sterpaglie); piazza Dominici – Paradiso (necessari innumerevoli interventi, tra cui la copertura di tombini aperti, la scerbatura e la potatura di rami anche pericolosi); viale della Libertà (in particolare la villetta di fronte alla pizzeria “Optimus”, recentemente scerbata gratuitamente dalle cooperative dei lavoratori ex Ato3, e le aiuole lato mare; rotatorie Annunziata – Viale Annunziata (da tempo abbandonate, senza il servizio di innaffiamento); torrente Annunziata (la pulizia dell’alveo con la scerbatura completa delle sponde, non viene fatta da alcuni anni); torrente Ciaramita; via Panoramica dello Stretto (sia i marciapiedi lato mare, sia quelli lato valle sono trasformati in percorsi che «ricordano scenari di guerra indocinese»); viale Regina Elena – San Licandro (l’ultimo intervento di potatura sugli alberi risale a tre anni addietro); villa San Licandro; piazza San Salvatore dei Greci (area ex Iacp, in viale Regina Elena).
E ancora: villa Sabin (il più grande parco della V circoscrizione, polmone verde dell’intera zona nord della città, presenta, grazie alla costante presenza di operatori pubblici e di giardinieri, una condizione generalmente positiva, ma restano da verificare la pubblica illuminazione, le ringhiere pericolanti e la potatura di diversi alberi); Paradiso – Lungomare (erbe e sterpaglie cresciute a dismisura); via Catena e via Fondelle e Canali; villaggio San Michele (necessarie, tra l’altro, nuove panchine); piazza Argo – Ritiro; villa Monsignor Paino – Fondo De Pasquale (importantissimo luogo di verde pubblico ed attrezzato, la villa, per la sua collocazione all’interno di un rione molto difficile dal punto di vista sociale, necessita accurati ed urgenti interventi di gestione e di risoluzione di problemi); villa Castronovo (lo stato generale appare discreto, benché sia evidente la necessità di interventi urgenti); piazza principessa Mafalda (unico spazio pubblico lungo l’intero viale Regina Elena); villa Lina; fondo Lauritano (spazio pubblico completamente abbandonato nel corso degli ultimi decenni); Tremonti; strada Militare per Campo Italia – Citola e via Pio La Torre (case verdi Iacp).
MESSINAMBIENTE E ATO3
La V circoscrizione non può non includere nel suo ragionamento anche Messinambiente e Ato3: «Di fronte alla enorme mole di impiegati operanti presso Messinambiente ed Ato3 – si legge nel documento – ci si chiede se non sia il caso, di fronte al crescere folle delle spese e degli sprechi legati soprattutto a consulenze e pagamento di gettoni di presenza ingiustificabili visti gli esiti inesistenti e, laddove prodotti, del tutto insoddisfacenti, di proseguire lungo il percorso, disegnato dalla nuova normativa regionale, dell’attribuzione di sole funzioni di indirizzo all’Ato, attribuendo al “braccio operativo” costituito da Messinambiente l’esecuzione dei servizi assolti attualmente dalle due compartecipate (scerbatura e potatura oltre che i servizi di pulizia e spazzamento della città e dei luoghi pubblici). Altra ipotesi percorribile, probabilmente più idonea perché assicurerebbe il controllo politico sulla gestione dei servizi relativi al verde pubblico, sarebbe quella di ritornare al sistema di gestione in house, sotto il controllo politico della Giunta e delle istituzioni locali». Secondo il Quartiere si dovrebbe «procedere con il decentramento dei servizi di verde pubblico» ma anche «dirimere definitivamente i rimpalli di responsabilità tra Ato e assessorato circa la responsabilità degli interventi di scerbature e potature».
Russo e gli altri consiglieri chiedono poi di «rendere pubblici gli interventi straordinari che vengono effettuati: agire senza una chiara indicazione programmatica, ovvero senza una palese motivazione ingenera il sospetto, già ampiamente assodato, che tali interventi rispondano a logiche non di urgenza, bensì di favoritismo e di clientela: non si comprenderebbe altrimenti perché di fronte alla potatura di un albero che comporta gravi rischi per la salute di una bimba con gravi patologie respiratorie non si possa intervenire se non dopo due anni di continue insistenze mentre, in altri casi, tutti concentrati in zone circoscritte della città, invece, tempi, risorse e uomini si trovino per effettuare interventi rapidi». E poi c’è il nodo centrale: i soldi. Non si scappa, per la V circoscrizione è necessario «impegnare una quota maggiore di risorse economiche per la gestione del verde pubblico già a partire dal prossimo bilancio di previsione comunale».
