Difetti di notifica posticipano il vaglio preliminare dell'inchiesta sul funzionario dell'Agenzia delle Entrate e i commercialisti "sponsor"
Messina – Rinviata di un mesetto l’apertura del vaglio preliminare dell’inchiesta sulle sponsorizzazioni alla Top Spin con al centro il funzionario della direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate Roberto Gullo e due commercialisti, Antonino D’Andrea e Dario Grussu. La giudice per l’udienza preliminare Claudia Misale aveva convocato per ieri tutti gli indagati ma per problemi procedurali di vario genere fatti rilevare dai difensori – per lo più difetti nelle notifiche, l’apertura dell’udienza è stata rinviata al prossimo 27 giugno.
Focus sulla dirigenza della Top Spin
Oltre al funzionario e i due commercialisti, alla fine dell’inchiesta della Guardia di Finanza la procura di Messina ha chiesto il rinvio a giudizio di tutti gli altri sei indagati. L’ipotesi di fondo, messa nero su bianco dal sostituto procuratore Francesca Bonanzinga, titolare del caso, è che esisteva una sorta di “sistema” adoperato dal funzionario dell’Agenza delle Entrate per ottenere finanziamenti per la società sportiva di tennis tavolo di cui era dirigente insieme a Giorgio e Giuseppe Quartuccio, padre e figlio, anche loro indagati. Sistema che passava attraverso i alcuni commercialisti delle società che per problematiche di vario genere si rivolgevano a Gullo per superare criticità nelle pratiche con l’Agenzia delle Entrate.
Tutti i nomi
Questa la tesi degli inquirenti, che ora passa al primo vaglio preliminare per verificare se le accuse meritano il vaglio dibattimentale o devono essere archiviate perché non reggerebbero a processo. Indagati anche gli imprenditori Leone e Pietro Mondello, i titolari di due attività economiche Simona Pagano e Francesco Vinci.
Toccherà ora ai difensori chiarire i loro ruoli. Impegnati gli avvocati Antonella Gullo, Giovanni Caroè, Nunzio Rosso, Giuseppe Lo Presti, Antonella Russo e Filippo Marchello Siracusano, Nino Favazzo, Salvatore Silvestro, Annalaura Muscolino e Diego Foti.
La denuncia e l’inchiesta
Tra le parti offese insieme all’Agenzia delle Entrate c’è un imprenditore del settore giochi e scommesse che nel 2021 denunciò alle Fiamme Gialle di essere incappato in problemi di varia natura, con l’Agenzia delle Entrate, dopo aver richiesto un contributo ristoro covid 19. Con il contributo in ritardo, l’imprenditore è stato costretto a sobbarcarsi un prestito. Alla richiesta di chiarimenti, il suo consulente fiscale gli avrebbe fatto capire che la pratica era rimasta bloccata, in Agenzia, e che per superare gli empasse “o pagate voi o devo farlo io”
