Segnali positivi sui Nebrodi, il caso Galati Mamertino. L'analisi di Giuseppe Carcione (NextGen)
A Galati Mamertino sono tornate ad abitare diverse famiglie, tra galatesi che rientrano dopo anni di servizio fuori regione e nuovi abitanti, gente stanca delle città che sceglie i piccoli borghi per condurre una esistenza più vivibile. Al momento non si tratta di una inversione di tendenza vera e propria, rispetto allo spopolamento che colpisce il comprensorio dei Nebrodi.
Spopolamento dei Nebrodi, il caso Galati Mamertino
Ma il fenomeno a Galati ha una consistenza numerica piuttosto rilevante, in proporzione agli abitanti del paese. E non si tratterebbe di un caso isolato: altri borghi della zona registrano molti nuovi residenti, dopo tanti anni di cancellazioni dall’anagrafe per i trasferimenti verso la costa o fuori regione. I maggiori casi riguardano giovani famiglie che, dopo anni di servizio nelle scuole del Nord Italia, ottengono l’assegnazione definitiva a istituti più vicini ai centri di origine.
Si torna in Sicilia grazie ai concorsi a scuola?
Un segnale positivo sul quale sperano i tanti giovani che non vogliono rassegnarsi ad andare via dal proprio paese per poter costruire un futuro. Come Giuseppe Carcione, presidente di NextGen Galatese, l’associazione che lavora proprio per creare prospettive concrete che contrastino lo spopolamento. Nell’intervista, il suo commento e l’analisi di prospettive e criticità legate alla vita nei centri montani siciliani. Sanità e infrastrutture i principali limiti contro cui si scontrano i residenti e le aziende che vogliono investire nel territorio.

