Brandine, materassi, vestiti e latte in polvere scaduto: per 4 anni a marcire in un deposito. LE FOTO - Tempostretto

Brandine, materassi, vestiti e latte in polvere scaduto: per 4 anni a marcire in un deposito. LE FOTO

Veronica Crocitti

Brandine, materassi, vestiti e latte in polvere scaduto: per 4 anni a marcire in un deposito. LE FOTO

giovedì 17 Ottobre 2013 - 20:26

Il dipartimento di Protezione Civile Nazionale aveva consegnato il materiale nei primissimi giorni dopo l'alluvione dell'1 ottobre 2009. Una volta finita l'emergenza, sono stati accatastati nel deposito del Palazzetto dello Sport di Mili, e lasciati lì marcire per 4 anni. Solo una settimana fa la CRI chiedeva ai messinesi di donare materassi e coperte per i profughi del Palanebiolo.

Sono più di cento, rigorosamente sigillate nell’ermetica copertura color militare e accatastate alla meno peggio all’interno del deposito della Palestra Comunale di Mili San Marco.

Si trovano in quel luogo angusto da ben 4 anni e rappresentano, senza se e senza ma, uno dei grandi sprechi del Dipartimento Protezione Civile Nazionale.

Sono brandine, complete di materassi, lenzuola, cuscini e coperte, a cui vanno ad aggiungersi (in un altro deposito sempre all’interno della palestra) vestiti e latte in polvere scaduto nel 2010.

Molte delle coperte sono ancora nuove, incellofanate e mai utilizzate.

La storia di questa anomala vicenda risale al tragico 1 ottobre 2009, giorno in cui l’alluvione che devastò Giampilieri, Scaletta e i paesini limitrofi, causò la morte di 37 persone.

Il dispiegamento di forze locali, regionali e nazionali che seguì quell’evento fu enorme. Il dipartimento di Protezione Civile Nazionale individuò nella Palestra Comunale di Mili il luogo dove collocare sia il centro coordinamento sia il centro ammassamento materiale.

Proprio lì, nei giorni successivi all’alluvione, furono sistemate le brandine ed i materassi pronti ad accogliere uomini, donne e bambini rimasti ormai senza più una casa.

Famiglie intere che, in quel palazzetto, rimasero per mesi, finchè l’emergenza finì ed ogni cosa fu sgomberata e riconsegnata.

Tutto, tranne quelle brandine, quei materassi, quei cuscini e quel latte in polvere che rimasero lì a marcire per settimane, mesi, anni.

Sprechi. In 4 anni Messina avrebbe potuto utilizzare quel materiale in situazioni emergenziali, e non, di diverso tipo.

Solo pochi giorni fa la nostra città ha accolto 80 profughi provenienti da Pozzallo. Giorni di confusione, attesa, incertezza ma soprattutto giorni di innumerevoli appelli della Croce Rossa affinché venisse fuori il buon cuore dei messinesi.

Servivano cuscini, lenzuola, coperte (quelle racimolate erano esse stesse dono dei cittadini, come sottolineato dal presidente provinciale CRI Grazia Costa) ma, soprattutto, servivano materassi di modo che gli accolti potessero dormire più comodamente.

Ma materassi non ve n’erano, lì, al Palanebiolo. Però c’erano a Mili, nella palestra comunale, a disposizione della Protezione Civile.

Come mai nessuno ha pensato ad utilizzare quel materiale?

Quelle cose sono rimaste nella palestra di Mili perché nel nostro deposito non c’era spazio – è stata la spiegazione di Bruno Manfrè, capo del Dipartimento della Protezione Civile di Messina – e non le abbiamo impiegate al PalaNebiolo perché ancora dovevano essere sistemate e catalogate. Avevamo altre brandine da utilizzare, ma adesso che abbiamo un nuovo deposito sposteremo tutto il materiale lì e lo metteremo a disposizione della città”.

Peccato che siano solo passati 4 anni e il latte sia già scaduto.

Veronica Crocitti

@VCrocitti

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16 commenti

  1. Queste porcate non sono né di destra e né di sinistra, non è colpa di Berlusconi né di Accorinti, questa è l’accidia dei dirigenti, funzionari, impiegati, operai che si ricordano di lavorare solo il 27….

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  2. Almeno state zitti!!!
    “…non le abbiamo impiegate (reti e materassi) al PalaNebiolo perché ancora dovevano essere sistemate e catalogate.

    Il latte (la “minna”, in gergo siciliano) dovrebbe essere già scaduto per quelli che gestiscono il bene pubblico con questi eccessi di burocrazia, cattiva gestione, insensibilità o con una infinitamente più devastante ignoranza.

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  3. Che i responsabili si dimettano pubblicamente facendo vedere la loro faccia, e si facciano processare dal popolo messinese bisognoso alle prime elezioni Europee Politiche o Amministrative che siano,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,VERGOGNA.

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  4. Non esistono solo gli immigrati del Palanebiolo….

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  5. ai solerti dirigenti della Protezione Civile messinese in omaggio una copia del libro di Proust “Alla ricerca del tempo perduto”….

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  6. vergogna vergogna vergogna vergogna chi era il DIRIGENTE alla protezione civile licenziatolo subito e pensare che questi signori percepiscono CENTO MILA EURO ANNO. E OLTRE VERGOGNA A CASA

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  7. ma questo Bruno Manfrè non sa che a volte starsene zitti è meglio di dire ++++++

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  8. Non credo che si possano addebitare colpe per la scadenza del latte, le coperte come dimostrano le foto sono ancora perfettamente imballate .
    Forse la Croce Rossa , li doveva semplicemente chiedere ?

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  9. Tutto questo rafforza il mio commento sui dirigenti pubblici, pubblicato nell’articolo su Le Donne.
    E poi gli italiani si chiedono perchè siamo nella merda fino alla punta dei capelli?
    Se fossimo in una città seria, la Magistratura si sarebbe già mossa.
    Non si mosse in presenza di fatti analoghi quando ci fu il terremoto dell’Irpinia (all’ex IAI la provincia depositò coperte, vestiti, scarpe, cibo a lunga conservazione, e quello che non sparì fu gettato via dopo anni).
    Perchè si dovrebbe muovere adesso?
    La scelta migliore l’ha fatta mio figlio.
    Dopo la Laurea non ha voluto cercare lavoro in Italia, per non dovere sottostare a mafie, ricatti e giri di raccomandazioni.
    Ha inviato alcune richieste all’estero.
    Dopo 20 giorni fu convocato in Inghilterra, dove adesso fa il ricercatore medico.
    Almeno, non sarà compartecipe dello schifo che c’è in Italia.

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  10. FACENDO COSì ALLE PERSONE GLI PASSA L’AMORE X AIUTARE IL PROSSIMO MAGARI UNO SI PRIVA DI UN BENE X FARE BENEFICENZA INVECE LORO LI SPRECANO COSì VERGOGNAAAAAAAAAAAAAA

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  11. GIACOMO CIRILLO 18 Ottobre 2013 13:15

    Ricordiamoci la solidarieta’ dell’intera citta’ di Messina che si e’ subito dimostrata superiore alle istituzioni.
    Gente comune che si e’ prodigata aiutare famiglie,spalando fango da case dove ogni avere e ricordi eran perduti. Vedere la disperazione di chi incrocia gli occhi dei bambini che chiedono nella loro semplicita’ il loro Giocattolo distrutto, quando probabilmente l’unica cosa rimasta e’ cio’ che indossano. E poi vedere lo scempio di chi si e’ arricchito sulle spalle di povera gente e vedere che la protezione civile conserva gelosamente Generi alimentari ormai da distruggere. Quante persone avremmo potuto aiutare ?
    VERGOGNATEVI. Dovreste percepire lo stipendio in funzione alla efficienza sviluppata , su cedolino ricevereste 0. Io ho vissuto quei drammatici momenti posso ringraziare solo i Vigili del Fuoco e la loro forza .

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  12. Speriamo che qualcuno risponda di tutto questo e non con banali scuse.
    Non sbagliavamo quando chiedevamo lumi sul materiale in dotazione alla protezione civile per l’alluvione, non perché il cuore dei messinesi non sia generoso ma perché non si creda che siamo inversamente proporzionali di cervello (vedi commenti precedenti). Che vergogna e che spreco quando tante famiglie messinesi si trovano in difficoltà. Penso soprattutto al latte sottratto a tanti poveri bambini e alle loro famiglie che con qualche semplice accortezza NON DA GRANDI COORDINATORI MA DA SEMPLICI MASSAIE avrebbero potuto averne beneficio. Ma quando vi darete una mossa e la smetterete di occuparvi solo del vostro straordinario ricevuto in cambio delle nostre disgrazie. A valutare i risultati non sembra siate ne capaci ne interessati ad altro.
    sia il sindaco che il direttore generale dovrebbero prendere immediati provvedimenti per accertare eventuali responsabilità; così come la prefettura dovrebbe immediatamente attivarsi per verificare se siano state commesse violazioni di legge. I miei già espressi timori in caso di grave calamità a questo punto sono più che fondati. Inutili e costose pure tutte quelle messe in scena per simulare soccorsi in eventuali terremoti. Questi dopo quattro anni ancora devono fare l’inventario. E’ sconvolgente se si pensa alle risorse umane e in denaro che sono state impegnate chissà quanti altri sprechi di cui non si saprà mai niente.

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  13. a pensante80: ci son stati appelli sui quotidiani sia cartacei che online!!!

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  14. Per dieci lunghi anni sono stato coordinatore regionale delle unità cinofile da ricerca (in superficie e sotto le macerie), volontario, quindi a mie spese, inquadrato nel dipartimento della Protezione Civile.
    Con le unità cinofile ho presenziato e “lavorato” presso molti centri abitati colpiti da catastrofi.
    In quei frangenti è oltremodo difficile avere tutto ciò che occorre a portata di mano e organizzarsi diventa impegnativo ma soltanto per chi non è “allenato”. Ebbene, posso finalmente fare un mio commento che risponde inevitabilmente a realtà vecchie, più recenti, attuali e . . con assoluta certezza, future. La disorganizzazione delle autorità preposte ai soccorsi è stata sempre ed ovunque macroscopicamente evidente.
    E’ naturale che i “politici” sono estranei a impegni improvvisi, reali, e da loro vissuti solo sui documenti cartacei.
    In tutte le zone d’Italia, i soccorsi sono stati immediati ed efficienti soltanto per merito delle organizzazioni di volontariato; poi, le istituzioni sono intervenute per ricevere l’applauso. Sempre.
    Le organizzazioni di volontari eccezionali si trovavano e probabilmente ci saranno ancora in Lombardia, Trentino,Veneto, Emilia-Romagna; organizzazioni che sono state inviate anche all’estero in occasione di terremoti, destando meraviglia ed ammirazione per l’alta serietà professionale.
    Questo mio commento può essere recepito solo da chi si è convinto della stoltezza di affidare ad estranei alcuni compiti “sociali”. Non ci si deve meravigliare se il materiale è rimasto in deposito per anni. E’ normale. Non ci si deve meravigliare se i canili municipali affidati ad estranei creano continui problemi; è normale. Solo chi ci vive con passione può gestire aiuti sociali.
    Farli gestire ad estranei, è pura follia: è politica, come quella attuale!

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  15. Io faccio un po’ di beneficenza, ma mai quando avvengono calamità, perchè ho visto troppe scene come queste!E’ vergognoso che si faccia andare a male quanto la gente dona generosamente!

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  16. Questa è l’Italia; ma no quella fatta dalle persone capaci di atti di grande generosità. Questa è l’Italia burocrate e menefreghista, come paese non siamo un sistema al contrario di tanti altri. Gli Italiani sono capaci ma nella nostra terra non ci riusciamo. Che tristezza. Non avevano il postl per mettere i materiali quindi in questi tempi di crisi ci possiamo permettere di buttare soldi. Gente incapace che dovrebbe dimettersi.

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