Stadio "Celeste", accuse e critiche tra consiglieri, ma apertura e dialogo tra giunta e Acr Messina

Stadio “Celeste”, accuse e critiche tra consiglieri, ma apertura e dialogo tra giunta e Acr Messina

Giuseppe Fontana

Stadio “Celeste”, accuse e critiche tra consiglieri, ma apertura e dialogo tra giunta e Acr Messina

mercoledì 14 Ottobre 2026 - 12:28

Quasi 3 ore di dibattito per una delle commissioni più lunghe e combattute degli ultimi anni tra attacchi furiosi, aspre critiche e difese serrate. Finocchiaro: "Con Davis confronto h24"

MESSINA – Lo stadio “Celeste” fa litigare tutti. In un’aula consiliare diventata rapidamente una pentola a pressione, è andata in scena la seduta della quinta commissione consiliare (presieduta da Silvia Bosurgi) con a tema la questione legata alla gestione dell’impianto. Tutto è partito dallo scontro a distanza avvenuto la scorsa settimana tra la società Acr Messina e amministrazione Basile. Il lungo confronto in aula, con toni anche molto alti, ha visto ospiti il club manager Maurizio Mantineo, “voce” del presidente Justin Davis, presente in video collegamento, e il direttore amministrativo Giuseppe Bellantoni. Per la giunta, invece, i due assessori preposti a Impiantistica e Sport, Massimo Finocchiaro e Stello Vadalà.

Mantineo, Finocchiaro e Vadalà

Manca Basile, “scontro” Carbone-Maddocco

Ad “accendere la seduta” è stato subito il consigliere di Fratelli d’Italia Dario Carbone che ha “stigmatizzato l’assenza del sindaco Federico Basile, visto che è stato lui a fare determinate dichiarazioni in questi mesi alla stampa e tenuto rapporti con l’Acr Messina. Mi riferisco all’impiantistica sportiva, ovviamente. Il fatto che lui sia assente è una grande mancanza di rispetto agli invitati”. A rispondergli è stato Nicola Maddocco, dalle file della maggioranza, dicendo al collega che “non è mai contento. Abbiamo gli esponenti più importanti oggi e i rapporti li tengono anche gli assessori. Si lamenta sempre che manca la parte politica, oggi abbiamo due pezzi da 90”. E anche Francesco Benedetto ha rispedito al mittente le accuse al sindaco e poi ha chiesto: “Oggi vogliamo sapere chi gestirà questo stadio, una volta per tutte”.

Mantineo: “Bisogna tener conto del progetto”

A parlare per l’Acr Messina è stato il club manager Maurizio Mantineo, con in collegamento il presidente Justin Davis e il direttore amministrativo Giuseppe Bellantoni. Mantineo ha spiegato che “vorremmo trasmettere, in clima di totale serenità, che serve un’attenzione diversa. Vogliamo far capire che c’è una persona dall’altra parte del mondo che sta facendo enormi sforzi, anche economici, per mantenere la prima squadra della città. Che poi sia in una categoria dilettantistica è vero, ma bisogna tener conto del progetto. Un progetto che forse da tanti anni manca a Messina. Se non partiamo da questo non si può affrontare il resto”.

Mantineo: “Al Celeste gestione caotica”

E ancora: “Sono stati fatti lavori di adeguamento per lo stadio Celeste, un’ottima notizia per la città. Ma la gestione è stata caotica. Ci vuole una linea guida, un’organizzazione. Avrei preferito una via esclusiva, ma se non è possibile non c’è problema e condividiamo la scelta. Siamo disponibili e apertissimi alla condivisione, nell’ottica di valorizzare l’investimento e cercare di portare avanti la prima squadra. Perché se vince la prima squadra non vince solo l’Acr Messina ma tutta la città. Piaccia o meno, il calcio è una cassa di risonanza anche per la stessa città. Quando il Messina era in Serie A vent’anni fa anche la città era diversa. Bisogna trovare una quadra per andare avanti nel migliore dei modi”.

Carbone: “Perché dire no al Messina?”

Da qui si è passati alle domande di Carbone, che ha chiesto chiarimenti sulla richiesta presentata dall’Acr nel luglio scorso in cui il club ha proposto di farsi carico della gestione dello stadio Celeste, pur mantenendo la disponibilità all’apertura alle altre società. Nella nota citata dal consigliere si parla anche di lavori all’interno dell’impianto. Carbone ha chiesto agli assessori: “Com’è possibile che non sia stata data risposta positiva a una richiesta del genere, visti i lavori a carico della società, quando noi qui non riusciamo a trovare i soldi per la Curva Nord? Se una società può fare da capofila, visti anche i rapporti con le altre squadre, perché? Lo vorrei capire, anche visti i problemi legati ai lavori al Celeste e all’iter dell’opera molto particolare. Io sono un tifoso e sono il primo a dire che non dovevamo arrivare in Eccellenza, ma ormai è andata così e bisogna guardare al futuro e agli investimenti. Cerco di ragionare anche da buon amministratore, quindi cos’è successo? Oggi servono risposte non parziali”.

Maddocco: “Il Messina è la prima entità sportiva della città”

E ancora una volta a rispondergli per primo è stato Nicola Maddocco, che ha ribadito il tifo per la “squadra della mia città” e ha aggiunto: “Senza ipocrisia, l’Acr Messina rappresenta la massima entità sportiva della città. Trascina tutto il movimento sportivo cittadino. Non c’è dubbio che sia così, anche se in questo momento si trova in una categoria dilettantistica”. Il consigliere ha ripercorso anche gli ultimi anni della società e guardato a 20 anni fa, all’idea bocciata sugli stadi alla gestione Franza. Poi è arrivato al Celeste: “So che i rapporti tra la giunta e la società sono buoni e che l’assessore ha già chiarito. Una critica però all’Acr Messina la faccio. Uno dei problemi è stato legato alla scelta San Filippo-Celeste. Dobbiamo cercare di seguire una linea e parlare tutti la stessa lingua. Soprattutto i tecnici e lo staff tecnico devono fare i tecnici e lo staff tecnico. Fanno gli allenatori, finché vinciamo siamo tutti felici, ma lascino agli altri le questioni che non competono loro”. Infine un plauso al presidente Davis per lo sforzo fatto fin qui: “Rappresenta le preghiere dei nostri ultimi 20 anni. Speriamo che sia lui la risposta a queste preghiere. Ma ora dobbiamo evitare di rifare gli errori del 2004”.

Lo scontro in aula tra chi difende la giunta e chi attacca

Gli interventi dei consiglieri sono stati, però, moltissimi. A parlare sono stati Francesco Benedetto, poi Nello Pergolizzi, Benedetto Vaccarino, Cosimo Oteri, Libero Gioveni, Alessandro Russo, Alessandro La Cava, Natalino Summa e Pippo Capurro, dando vita a un lungo dibattito tra opposizioni e maggioranza. C’è stato chi, come Pergolizzi, ha difeso a spada tratta l’amministrazione e criticato la condotta della società, rea di “prese di posizione che suonano come minacce. Non condivido i comunicati stampa di quel tenore perché non penso sia nell’ottica di chi voglia risolvere un problema”. E chi come Vaccarino ha contrattaccato, dicendo che “l’amministrazione in questi anni se n’è sempre fregata perché al proprio leader del calcio frega poco, avrebbe preferito far pascolare le pecore al Celeste”. Una frase che ha scatenato le ire dell’assessore Finocchiaro, con uno scontro verbale fuori microfono molto acceso.

Toni alti tra critiche e attacchi

Un mancato attaccamento allo sport ribadito anche da Oteri, che ha sottolineato l’esigenza di dare “il Celeste al calcio, non si può pensare di buttare l’occhio altrove. Oggi voglio sentire quali sono le richieste della società Acr Messina e sapere come l’amministrazione possa aiutare la prima società messinese”. Gioveni ha chiesto di “mettere nelle condizioni il presidente di lavorare. Qui si tratta di mettere mano agli schemi di convenzione e gestione per gli stadi. Se era quello del 2020 l’indirizzo politico, quando il Consiglio comunale ha approvato questi schemi proposti dall’allora giunta De Luca, perché non è stato dato seguito? L’Acr va messo nelle condizioni per poter mantenere la squadra, fare i salti di categoria e arrivare in quelle che contano”.

Il lungo intervento di Bellantoni: “Davis un’opportunità da sfruttare”

Insomma, un dibattito lunghissimo, da cui è emersa l’esigenza di affrontare il tema della gestione degli impianti, oltre che del caso specifico. Bellantoni a distanza è poi intervenuto per primo in risposta ai consiglieri. Ha voluto ringraziare per la passione dimostrata e per l’interesse. Poi ha precisato, su invito di Justin Davis, che “quello del presidente non è stato un intervento di minaccia nei confronti del sindaco, dell’assessore o della città. I nostri rapporti con l’amministrazione sono quotidiani, con interlocuzioni continue perché una realtà sportiva come il Messina richiede un lavoro impressionante. Il presidente ha voluto parlarne perché l’anno scorso lui ha cercato di salvare la storia dello sport messinese. Lui è stato l’unico a farlo, con grandissime problematiche. Ricordiamoci la penalizzazione, i contratti altissimi che c’erano, oltre a una serie di cause legali che tutt’ora la società sta combattendo con i suoi avvocati”.

Settore femminile e calcio a 5

E ancora: “Nonostante i soldi spesi, il Messina non è stato ripescato perché non aveva il settore femminile. Un cavillo per cui non è in Serie D. Lo abbiamo accettato per ripartire da zero e farci conoscere anche con le istituzioni. Il trend è cambiato. C’è un presidente che investe e gli investimenti non sono tutti uguali. La proprietà a inizio stagione, dopo aver messo l’anno scorso 800 mila euro, ha investito un milione e mezzo di euro solo per la prima squadra maschile. Poi si è fatto carico di tutto il settore femminile, partendo da zero, oltre che del calcio a 5 che non poteva sostenere da solo il campionato di A1. Cosa significa? Che c’è un imprenditore che sta investendo in un territorio in cui non ha legami di parentela, amici, nulla. Abbiamo una grande opportunità, ma dobbiamo essere bravi a sfruttarla per far rinascere lo sport messinese”.

Bellantoni: “Unire le forze e vincere assolutamente”

Bellantoni ha ribadito la necessità di tempi d’allenamento diversi rispetto alle altre società e che “il grido d’allarme lanciato dal presidente è chiaro. Se lui non può lavorare come vuole e come deve essere per chi investe questi soldi, è chiaro che vuole maggior attenzione per arrivare a un risultato. Non facciamo polemica con nessuno, l’amministrazione ci ha aiutato in qualsiasi occasione. Ma dobbiamo avere un’attenzione maggiore. Se oggi il Messina è in Eccellenza è per errori fatti da 20 anni a questa parte. Il Messina va portato dove merita e a cascata questo potrebbe aiutare anche tutte le società minori. Bisogna unire le forze. Noi dobbiamo vincere questo campionato assolutamente”.

Vadalà difende la giunta

Poi l’assessore Vadalà ha difeso il sindaco Basile (“non manda nessuno di noi allo sbaraglio, lavoriamo tutti in sinergia”) e sottolineato l’importanza del fare squadra in giunta. E ha anche difeso la scelta di dividere in due assessorati il comparto sportivo tra il suo e quello del collega Finocchiaro. Poi ha citato le parole di Basile sulla gestione degli impianti, spiegando che “abbiamo cercato in ogni sport di portare avanti le società principali nei vari settori sportivi. Abbiamo assegnato al club lo stadio Franco Scoglio perché quella necessità ci è stata prospettata. Poi ci è stato chiesto il Celeste e non credo proprio che il Messina non sarà accontentato. Però abbiamo anche la criticità reale dell’assenza degli impianti, a cui stiamo pensando da anni. Stiamo lavorando sulle strutture comunali. Ed è vero che oggi ne sentiamo la carenza, ma abbiamo strutture che si stanno aggiustando dopo che per anni sono state messe da parte”.

Vadalà: “Tutte le società hanno diritto a fare sport”

Insomma, Vadalà ha sottolineato che non si possa “pensare che il Celeste possa essere lasciato completamente o assolutamente al Messina perché non avremmo dove far giocare gli altri. Stiamo aspettando il campo Bonanno e sappiamo che potremmo averlo entro dicembre o a inizio anno. Dovessero darcelo a giugno faremo ulteriori scelte. Intanto vogliamo consentire di fare sport a tutti. Abbiamo dato al Messina e alla Messana Riviera di scegliere luoghi e tempi. Dopo di che abbiamo cercato di sistemare i giovani e le giovanili delle altre società sugli spazi liberi. Anche le società appena nate hanno il diritto di usufruire degli spazi”.

Finocchiaro: “Con Davis dialogo h24”

Mantineo ha poi parlato delle criticità del Celeste, soprattutto dell’assenza di un numero di spogliatoi adeguato per accogliere tante società, una dopo l’altra. L’assessore Finocchiaro è poi passato al contrattacco: “Mi aspettavo tutt’altra discussione dal consesso, non da Acr con cui comunichiamo h24. Con il presidente ci sentiamo costantemente, nonostante il fuso orario. Tutto ciò che dico non lo faccio per fare un post, ma perché ho gli uffici che vanno nei cantieri e nelle strutture e mi relazionano. La mia delega riguarda gli immobili comunali e tra questi ci sono anche gli impianti. Io parlo su dati di fatto e su ciò che certificano gli uffici. Ma mi dispiace che in questo luogo si parli di pecorari e pecore, ad esempio, per poi andare via”. La risposta è ovviamente alle parole di Vaccarino, che intanto, però, ha lasciato l’aula.

Finocchiaro ha aggiunto: “Cateno De Luca ha ripreso 16 impianti totalmente abbandonati e le amministrazioni dopo la sua hanno investito 30 milioni. Abbiamo il Bonanno, la Juvara, il Russello, il PalaMerlino in consegna. Abbiamo impianti agibili che sono stati inagibili per 23 anni. Sull’argomento di oggi non c’è né necessità né voglia di fare polemica, anche perché ci sentiamo continuamente con la dirigenza del Messina. A ogni problema o necessità abbiamo sempre risposto in maniera positiva. Ricordiamoci che Davis è venuto a Messina a salvare il club pur sapendo che avrebbe condotto questo campionato tra lo Scoglio e il campo di Bisconte. Quest’anno si è ritrovato con un campo in più, cioè il Celeste. Ovviamente per queste strutture vanno fatti affidamenti oppure collaborazioni e su questo stiamo lavorando. A volte il presidente Davis ha desideri che non coincidono con le norme. Può essere normale chiedere una cosa, ma a volte bisogna comprendere i ‘no’ amministrativi”.

Finocchiaro: “All’Acr concesso ogni spazio richiesto”

L’assessore ha proseguito: “Davanti a una dichiarazione forte, un grido d’allarme, il sindaco necessariamente ha dovuto rispondere e parlare con atti amministrativi. Ripeto che non c’è necessità di fare polemica. Vorrei aggiungere che l’Acr non può giocare al Celeste perché la questura tratta il club come fosse una squadra si categoria superiore. Quindi i dispositivi che vanno bene per le altre squadre, per l’Acr Messina non vanno bene. Da qui è nata la richiesta di ulteriori lavori e prima della conclusione dei lavori non si può accedere perché la questura li chiede tassativamente”. Per poi ribadire che “al Messina è stato concesso ogni spazio richiesto. Poi è stato richiesto di avere uno spogliatoio e uno spazio interno. Sono stati dati, non so di cosa parliamo”.

All’Acr chiesto “il dialogo che c’è stato fino a ora”

Finocchiaro ha poi concluso: “Chiaro che Justin Davis debba rappresentare la sua squadra e difendere l’aspetto sportivo e il suo investimento. Così come l’amministrazione ha il dovere di fare l’amministrazione. Ma è un confronto costante il nostro e nessuno di noi ha la volontà di danneggiare un imprenditore, saremmo pazzi. La nostra posizione è quella di amministratori che devono guardare all’Acr come una società importante e da attenzionare sotto ogni profilo. Al club chiediamo la collaborazione e il dialogo che c’è stato fino a oggi. Lo stiamo facendo su tutto”. L’assessore ha poi ricordato gli impegni progettuali ed economici sugli altri impianti.

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