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“Oasi felice” degli straordinari: il Cas ricorre al Tar e al Cga. I giudici rigettano le istanze

Rosaria Brancato

“Oasi felice” degli straordinari: il Cas ricorre al Tar e al Cga. I giudici rigettano le istanze

sabato 18 Marzo 2017 - 10:46
“Oasi felice” degli straordinari: il Cas ricorre al Tar e al Cga. I giudici rigettano le istanze

Nel luglio 2016 l'ispettorato del lavoro, accertando straordinari per 400-500 ore annue ha multato per 1 milione di euro il Consorzio e ha trasferito 4 dipendenti ad altro ufficio.

Vi ricordate, nel luglio scorso, i controlli dell’ispettorato del lavoro al Cas, divenuto “oasi felice” degli straordinari?

In seguito ad una serie di ispezioni al Consorzio autostrade gli ispettori del lavoro avevano accertato, che in barba alla legge Brunetta ed alla presenza di precari storici molti dei quali non utilizzati dal 2011, l’ufficio turnazione e personale assegnava ore ed ore di straordinari, fino a 400-500 l’anno ad alcuni (quasi sempre gli stessi) veri e propri “stakanovisti” (leggi qui). Il tetto massimo annuale di straordinari fissato dalla normativa è di 240 ore.

L’ispezione si concluse con una sanzione da 1 milione di euro e con 4 provvedimenti nei confronti di Pietro Caminiti (vicesindaco di Alì Terme ed esponente del Pd), Vincenzo Aricò,Vittorio Costanzo e Riccardo Franchetti (dirigenti sindacali della Uil), in base ai quali furono trasferiti dall’ufficio turni ad altri incarichi.

La norma applicata era la legge Brunetta che vieta gli incarichi in ruoli di gestione del personale a dirigenti di partito o di sindacati poiché potrebbero, in ruoli chiave come l’ufficio personale, determinare carichi di lavoro e indirizzarli in un modo piuttosto che in un altro.

Il Cas in estate ha deciso di schierarsi dalla parte di chi ha concesso il doppio degli straordinari, appellandosi sia al Tar che al Cga.

In entrambi i casi i giudici amministrativi hanno rigettato i ricorsi.

Nel frattempo su richiesta del deputato regionale Filippo Panarello, anche l’assessorato regionale al lavoro, ha avviato un controllo sull’operato dell’ispettorato del lavoro e degli uffici diretti dall’ingegnere Gaetano Sciacca, “rei” di avere stigmatizzato il malcostume degli straordinari a scapito dei precari. Gli ispettori della Regione hanno accertato che a Messina si è operato in modo corretto ed in base alla normativa.

Più che la multa da 1 milione di euro al Consorzio quindi non è andato giù il trasferimento dei 4 dipendenti che gestivano le turnazioni a vantaggio di pochi stakanovisti ed ha affidato l’incarico ai propri legali per portare avanti la battaglia in sede giudiziaria.

Il 19 ottobre scorso il Tar si pronuncia sul primo ricorso (ad adiuvandum si sono costituiti anche i 4 dipendenti trasferiti) con il quale il Cas chiedeva l’annullamento del provvedimento dell’Ispettorato del lavoro e la sospensione in attesa di giudizio. Il Consorzio autostrade evidenziava come in seguito al trasferimento si fosse verificato un “irreparabile e grave pregiudizio” nella continuità della gestione del personale.

Il Tar ha rigettato l’istanza di richiesta di sospensione, ritenendo che, a fronte di una regolare sostituzione del personale, non si sia riscontrato alcun tipo di pregiudizio, interruzione di servizio o danno.

Il Cas non si è arreso e ha presentato appello al Cga (Consiglio di giustizia amministrativa) che il 9 febbraio lo ha rigettato.

Nella sentenza del Cga si legge: “considerato che non appare percepibile il danno grave che perverrebbe all’appellante dalla perdurante efficacia del provvedimento impugnato in primo grado”.

I giudici amministrativi non ritengono che il Cas, dal trasferimento dei 4 dipendenti ad altro ufficio rispetto a quello turni possa derivare all’Ente un danno così grave rispetto all’attendere l’esito del ricorso al provvedimento.

Ci sarebbe da obiettare che il Consorzio piuttosto che impiegare energie, tempo e risorse economiche per confermare un ufficio turni di “manica larga”, avrebbe potuto portare fino in fondo la battaglia per i precari storici danneggiati dai super straordinari, ma è chiaro che ogni Ente pubblico può decidere in piena autonomia come spendere i propri soldi.

Nel luglio 2016 così dichiarava a Tempostretto l’ingegnere Gateano Sciacca a proposito della vicenda, che proprio in quei giorni s’intrecciava con la protesta dei precari storici rimasti alla porta per anni: “A me sembra ovvio che chi fa parte di un sindacato o di partito, non come semplice iscritto ma come dirigente non debba gestire il personale. Questo criterio,stabilito anche dalla legge Brunetta, è stato applicato con grande serenità ad esempio all’Atm, in collaborazione con il direttore Foti, e in altre aziende.Lo abbiamo fatto anche con il Cas. Abbiamo discusso dei problemi relativi alle turnazioni, della mancata fruizione di ferie, del mancato collocamento obbligatorio, che invece potrebbe dare risposte ad almeno 80 persone. Lo straordinario deve essere un fatto eccezionale, non la regola”.

Rosaria Brancato

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2 commenti

  1. MessineseAttenta 18 Marzo 2017 11:49

    Le cose sono peggiorate da quando il CAS è stato infarcito di ex dipendenti della Provincia, conosciuti non certo tra i più efficienti e produttivi.

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  2. MessineseAttenta 18 Marzo 2017 11:49

    Le cose sono peggiorate da quando il CAS è stato infarcito di ex dipendenti della Provincia, conosciuti non certo tra i più efficienti e produttivi.

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