Approvato il regolamento per gestire l'arte urbana nei quartieri e promuovere le vernici ecologiche
Messina apre le porte all’arte urbana in modo ordinato. E’ stato approvato lo schema del primo Regolamento per l’Arte Urbana e l’Arte di Strada, un documento che ora passerà al vaglio del Consiglio comunale. L’obiettivo è trasformare il fenomeno dei murales da semplice espressione spontanea a vero strumento di rigenerazione dei quartieri.
La novità non riguarda solo l’estetica, ma anche l’ambiente: il Comune incentiverà l’uso di vernici fotocatalitiche, capaci di assorbire lo smog e pulire l’aria, trasformando ogni parete dipinta in un piccolo polmone verde per la città.
Tre categorie di muri per gli artisti
Il regolamento introduce una classificazione precisa degli spazi cittadini per gestire al meglio gli interventi: 1) Muri Palestra: sono aree destinate alla libera sperimentazione. Qui gli artisti possono allenarsi e creare opere temporanee senza bisogno di autorizzazioni preventive, nel rispetto del decoro; 2) Muri per artisti con portfolio: spazi riservati a chi ha già un’esperienza documentata. In questo caso serve un’autorizzazione e l’opera gode di una protezione temporanea; 3) Muri Narranti: la categoria di maggior pregio, si tratta di pareti destinate a opere permanenti che raccontano l’identità e la storia della città, con la possibilità di integrare illuminazione artistica e installazioni sonore.
Una commissione per la qualità
Per garantire il valore artistico degli interventi, nascerà una Commissione di Valutazione dei Bozzetti. Questo organismo tecnico esaminerà i progetti prima della realizzazione, verificando che non ci siano contenuti offensivi o discriminatori e che l’opera si integri bene con il contesto del quartiere.
Il Comune non si limiterà a dare le regole, ma potrà fornire supporto logistico come ponteggi o chiusure temporanee al traffico per i progetti più importanti. Viene inoltre regolamentata l’arte di strada con finalità pubblicitarie: i loghi commerciali non potranno occupare più del 20% della superficie totale, salvaguardando così la natura artistica del murales.
Multe e collaborazione con i privati
Le regole sono chiare anche sul fronte delle sanzioni. Chi imbratta muri non autorizzati o realizza opere fuori dagli spazi consentiti rischia multe da 100 a 500 euro, oltre all’obbligo di ripulire tutto a proprie spese.
Il regolamento punta molto anche sul coinvolgimento dei cittadini: i proprietari di palazzi privati potranno mettere a disposizione le proprie facciate per ospitare opere d’arte, entrando a far parte di un elenco comunale dedicato. Per chi decide di collaborare, l’Amministrazione sta valutando la possibilità di introdurre agevolazioni fiscali legate alla manutenzione dei murales.
