Feola: "Il Messina ha avuto paura di vincere, dovevamo chiudere la partita"

Feola: “Il Messina ha avuto paura di vincere, dovevamo chiudere la partita”

Simone Milioti

Feola: “Il Messina ha avuto paura di vincere, dovevamo chiudere la partita”

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lunedì 02 Marzo 2026 - 10:00

L'allenatore commenta il pareggio subito in pieno recupero dal CastrumFavara, nel post partita fa capire che la squadra non abbia seguito la sua idea

MESSINA – Vincenzo Feola prova a spiegare un risultato positivo, un pareggio con un punto guadagnato in classifica, ma che in casa Messina è vissuto quasi come una sconfitta, seconda volta dopo Reggio Calabria che la squadra da situazione di vantaggio si fa pareggiare nel finale: “C’è stata la paura di vincere – dice mister Vincenzo Feola – una grande tensione e l’obbligo che noi siamo condannati a vincere per toglierci da laggiù. Portiamo una maglia pesante, con un blasone, e giocavamo contro una squadra che doveva riaprire i giochi. Questo ci fa capire che dobbiamo crescere sotto l’aspetto della personalità, giocando a calcio e non subito pensare al risultato e a difenderlo”.

Come ripete ormai da qualche giorno ci sarebbe bisogno di tempo che non c’è, inoltre la squadra si è chiusa al vantaggio lasciando il pallino del gioco agli avversari: “Questa squadra ha fatto qualcosa di straordinario all’inizio, partendo da meno 14 e arrivando dove sta è un miracolo fantastico. È normale oggi ci sia una flessione e dobbiamo essere bravi a capire i momenti. Non c’è tempo e dobbiamo fare i punti a tutti i costi. Dispiace prendere un rigore in pieno recupero così. Noi non dovevamo difendere ma attaccare e chiudere la partita, una volta fatto gol non dovevamo difendere, la maglia del Messina pesa perché abbiamo una responsabilità importante verso la città e un blasone. Da qui alla fine ora pensiamo partita per partita. Il nostro primo obiettivo era evitare gli ultimi due posti, ora risaliamo la china partita per partita”.

Cosa può e deve aggiustare mister Feola

In definitiva il mister Vincenzo Feola torna su quanto espresso più volte. Ovvero che non c’è molto tempo per lavorare e bisogna ottenere risultati immediati in termini di classifica. Certamente una quadra da trovare non semplice perché si innesca quasi la diatriba tra risultatisti e giochisti. Il Messina ricordiamo di base è una squadra costruita per fare un campionato di sofferenza, un campionato in cui è più importante non prenderle che darle, un’impronta fissata da Romano e Martello in una settimana di fine estate in cui il futuro era decisamente incerto.

In questa conferenza stampa mister Feola non ha dichiarata nuovamente il conto degli allenamenti svolti con la squadra. Un elemento che si collega all’assenza di tempo a disposizione e che si proietta su quello che il Messina deve fare nelle prossime sfide. È stato abbastanza chiaro l’allenatore quando ha detto che la squadra non doveva difendersi e chiudere la partita. Questa mentalità non c’è mai stata va detto, né con Romano, né con Parisi con il Messina in superiorità numerica a Gela senza riuscire a creare occasioni.

La sfida del Bruccoleri ha avuto un esito simile perché il Messina in vantaggio per 1-0 praticamente dal quarto d’ora non ha mai avuto una chance in ripartenza o ancora poteva continuare a giocare costruendo? Emblematico il giallo per perdita di tempo a Giardino nel primo tempo. Mister Feola lo ha ripetuto e quindi ci crede, serve giocare a calcio per creare e arrivare al risultato, non è un tecnico che si chiude e vuole solo la difesa. Questa sua volontà anche nella scelta dei cambi, arrivati ben dopo l’ora di gioco sostituendo ruolo per ruolo inizialmente, Zerbo per Tourè, poi solo nel finale l’ingresso di Clemente al posto di Saverino per chiudersi.

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