Per la Casa degli Artisti è andato in scena alla Sala Laudamo "Ciano" di Elio Grifò
Non è Zelig, neppure un musical e neanche un fumetto. Forse tutte e tre le cose insieme. Di certo uno spettacolo intelligente su una delle pagine più nere della nostra storia recente. Il titolo è Ciano, riferito a quel Galeazzo conte di Cortellazzo e Buccari, un dandy dai capelli brillantinati del ventennio fascista che a 27 anni sposa Edda Mussolini diventando genero dell’uomo più potente d’Italia. Lo hanno ideato un gruppo di attempati giovani fra i trenta e i quarant’anni che nel recente passato quasi tutti avevano preso parte a dei laboratori teatrali diretti da Maurizio Marchetti (che qui apparirà nel video di Valerio Vella sotto le sembianze tonanti del duce) e da Pupetto Castellaneta. Il testo è di Elio Grifò su un progetto di Carmen Panarello e di Nicola Alberto Orofino, quest’ultimo pure regista, ispirato a fonti storiche, testimonianze, documenti processuali, rassegna stampa sugli ultimi giorni di Galeazzo Ciano finito, come si sa, fucilato assieme ad altri gerarchi l’11 gennaio del 1944 perché riconosciuto colpevole di tradimento durante il processo di Verona. Colpevole d’aver tramato, assieme a Dino Grandi e altri, contro suo suocero durante la mitica seduta del Gran Consiglio del 25 luglio 1943 che di fatto porteranno all’arresto di Mussolini e al crollo del regime fascista. Uno spettacolo in parte didascalico, per via di nomi, date, luoghi e frasi e video, impressi su uno schermo bianco su una scena nuda, che alleggerivano la pesantezza dei fatti storici e giocato sulla bravura dei cinque scanzonati protagonisti, gli stessi Grifò (nei panni di un macchinista e del caricaturale Cersosimo) e Panarello (in quelli di Edda Ciano), Francesco Bernava (un compassato Ciano), Massimiliano Davoli (un secondino investigatore uscito fuori dalla serie televisiva di CSI-Miami) e poi la funambolica Irene Sensini che si fa trina vestendo gli abiti di due avvocati e della provocante spia nazista nonché amante di Ciano frau Beetz.- Calorosi applausi finali e repliche alla Sala Laudamo sino ad oggi pomeriggio.- Gigi Giacobbe
