Lo street artist di fama mondiale "Blu" dipinge la facciata del Teatro Pinelli - Tempostretto

Lo street artist di fama mondiale “Blu” dipinge la facciata del Teatro Pinelli

Eleonora Corace

Lo street artist di fama mondiale “Blu” dipinge la facciata del Teatro Pinelli

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venerdì 26 Luglio 2013 - 16:01

Quello conosciuto con lo pseudonimo di "Blu" è un artista italiano di fama internazionale. In questi giorni si è fermato a Messina dove ha dipinto la facciata del Teatro Pinelli all'ex casa del Portuale, finendo l'opera questo pomeriggio.

Più che un artista, un vero e proprio genio. È questo “Blu”, artista italiano di fama internazionale, divenuto celebre in tutto il mondo con questo pseudonimo, mentre la sua vera identità continua ad essere ignota, per una precisa scelta personale dell’artista. Tutto quello che si sa è che ha origini a Senigallia, ma ha iniziato la sua carriera artistica a Bologna. Nel 2011 The Observer l'ha segnalato come uno dei dieci migliori street artist viventi. Dopo aver dipinto facciate in America, Europa e Medio Oriente, Blu ha regalato a Messina una delle sue inestimabili opere.

La parete prescelta è stata quella della nuova sede del Teatro Pinelli, all’ex casa del Portuale in via Alessio Valore. Qui Blu per una settimana ha lavorato nella discrezione degli attivisti e nell’indifferenza di buona parte della città, rimasta ignara del regalo che un talento fuori dal comune le stava offrendo. Così, una delle zone più degradate di Messina, ricovero di edifici abbandonati come fossero relitti di un passato industriale velocemente tramontato, ospita una vera e propria opera d’arte. Da oggi, finita. Ciò che è raffigurato nel graffito può essere ricondotto al tema dello Stretto, con l’ambientazione marittima e i pesce spada, unito alla simbologia tipica di Blu, che parla della condizione umana di quest’epoca tardo capitalista.

Come viene riportato dalla pagina di Wikipedia a lui dedicata: “La lista dei luoghi visitati da Blu impressiona per la sua vastità, ma altrettanto vasta è la produzione che Blu dedica agli sketchbook, quaderni che raccolgono i suoi schizzi, appunti visivi, o note che spesso fungono da canovaccio per le improvvisazioni su parete. I murales di Blu interpretano il linguaggio architettonico dello spazio pubblico, per ripensarlo e reinventarlo. I temi ricorrenti nell’immaginario di questo artista giocano soprattutto sullo stravolgimento della figurazione umana. Le sue opere non sono mai svincolate dal contesto in cui si inseriscono. Grande merito della prassi artistica di Blu è stato quello di aver contribuito ad un radicale anche se silenzioso mutamento del mercato dell’arte contemporanea. I suoi interventi pittorici, così come i suoi video, sono fruibili gratuitamente negli spazi pubblici delle città ed in rete. L’aspetto economico è relegato alla vendita di opere multiple, quali serigrafie e stampe nelle poche gallerie virtuali che lo rappresentano ed al commercio di pubblicazioni autoprodotte.Le opere di Blu appaiono, improvvise come il gesto gratuito di un artista che ha deciso di occupare spazi che di solito non rientrano nei luoghi canonici dell’arte. La ricerca estetica di Blu, motivata da una radicale convinzione nell'etica della condivisione ostinata nella rottura delle convenzioni del sistema dell’arte, esemplare per maestria e bellezza, è senza dubbio una delle più interessanti della cultura visiva di questi anni”.

Sappiamo che Blu ha iniziato la sua attività artistica dal 1999 a Bologna. Nel 2001 iniziò ad usare vernici a tempera, di questi anni sono anche le sue prime sperimentazioni di animazione digitale che l’hanno portato a realizzare brevi clip interattivi. A partire dal 2004 le gallerie d’arte di sono accorte del suo valore ed hanno iniziato ad invitarlo a prendere parte a mostre personali e collettive. Tuttavia Blu nel corso della sua carriera ha cercato di limitare la sua presenza alle gallerie d’arte preferendo indirizzare il proprio percorso creativo verso altri territori. Dopo aver dipinto in diverse città d’Italia, nel 2006 è in Sud America “in una tournée che include Città del Messico, Città del Guatemala, Managua, Nicaragua, San José capitale del Costa Rica terminando in Argentina a Buenos Aires e nel 2007 San Paolo”. Negli Stati Uniti d’America ha dipinto la sede della Deitch Gallery di New York. E dopo aver disseminato opere in Inghilterra, Spagna e Germania, passando per l’Europa dell’Est, ha dipinto in Palestina, sul muro che divide il west bank ed il territorio israeliano, nei pressi di Betlemme. Ora anche Messina custodisce un’opera da ammirare e, soprattutto, da custodire. (Eleonora Corace)

6 commenti

  1. Finalmente Messina ha il suo Keith Haring

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  2. Bellissimo!!!

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  3. Qualcuno mi sa spiegare il significato del pescespada che infilsa,tra i tanti simboli,anche il Crocefisso e la Bandiera Italiana?
    Grazie.
    DISTINTI SALVTI,Tomahawk.

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  4. …vedi che infilsa è con la zeta…

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  5. Grazie per la precisazione.
    Invece di soffermarti su di un errore di battitura(credo sia palese,no?),perchè non rispondi alla mia domanda?
    DISTINTI SALVTI,Tomahawk.

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  6. I significati nell’arte, nella cultura e nell’esistenza stessa ognuno se li deve cercare un po’ da se’. Invece è sicuramente inspiegabile il significato del gesto di quegli imbecillì barbari che hanno “oltraggiato” il “murales”……oltraggiando se stessi prima di tutto e poi le speranze di una crescita civile culturale e spirituale della città.

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