Per i sindacati, "un'opera strategica per Messina rimane bloccata in un cantiere infinito". Tripodi critica "il silenzio del commissario Di Sarcina"
MESSINA – Per il porto di Tremestieri mancano 13 milioni. E arriva un appello al sindaco Basile per un tavolo permanente istituzionale da parte di Cgil e Uil.
Così la Cgil Messina, con la sua Federazione dei trasporti: “Sollecitiamo la convocazione immediata al Comune del tavolo di monitoraggio sul porto di Tremestieri e invitiamo il sindaco e la stessa Autorità di sistema portuale a dare un cronoprogramma pubblico sui tempi di completamento dell’opera. Quello in corso era stato indicato come l’anno del nuovo porto a sud per la città – dichiara il segretario generale della Cgil Messina, Pietro Patti, unitamente al segretario della Filt Carmelo Garufi – e chiediamo che da subito si faccia assoluta chiarezza sul proseguimento dei lavori e le risorse”.
La Cgil Messina evidenzia come “i ritardi abbiano già penalizzato la città e come l’opera, strategica per decongestionare il traffico, rimanga ancora bloccata in un cantiere infinito. Problemi tecnici ed economici – osservano la Cgil e la Filt – continuano a rallentare la conclusione dei lavori e ora il rischio di un nuovo stop, anche per questioni legate alla disponibilità di ulteriori fondi per la completa copertura economica, rischia di compromettere un obiettivo importante per la città. Messina non può permettersi di attendere ancora un’infrastruttura marittima che doveva già essere al servizio del territorio”.
Ed ecco Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina: “Tanto tuonò che piovve. Finalmente emerge in maniera lampante ed incontrovertibile, come da noi denunciato da lunghissimo tempo, il concreto rischio che il porto di Tremestieri si trasformi nell’ennesima incompiuta del nostro territorio. Registriamo, infatti, che nel mentre mancano 7 milioni di euro del ministero delle infrastrutture per concludere, come da capitolato (visto e rivisto), l’appalto del porto di Tremestieri, contestualmente si prevede un’ulteriore carenza finanziaria pari a 6,6 milioni di euro legata all’aumento dei prezzi delle materie prime. Pertanto, per l’immensa gioia di coloro i quali lavorano quotidianamente per affossare il completamento del porto di Tremestieri, il deficit complessivo é di 13,6 milioni di euro. Si tratta di numeri importanti che non possono diventare un alibi poiché necessitano una terapia d’urto straordinaria concertata tra tutti gli attori coinvolti per evitare un epilogo nefasto”.
“Sul porto di Tremestieri ognuno dica da che parte sta: con Messina e il suo futuro o con i nemici della città”
Tripodi critica il commissario per la realizzazione del porto di Tremestieri Francesco Di Sarcina, il quale “avrebbe dovuto comunicare alla città e ai messinesi il reale stato finanziario dell’appalto di un’opera fondamentale per il futuro del nostro territorio”. E parla di “assordante silenzio”. Continua il segretario generale della Uil: “Siamo di fronte a un bivio: un impegno corale finalizzato a trovare le risorse e concludere l’opera oppure l’apocalisse dell’incompiuta. È lo scenario peggiore che, però, come Uil abbiamo paventato ben consci dello stato dei lavori. Invitiamo, pertanto, il sindaco Federico Basile, nella qualità di committente dell’opera e nelle more delle attività connesse all’insediamento a Palazzo Zanca, a riconvocare rapidamente il tavolo istituzionale permanente che si riunì e costituí il lontano 19 gennaio scorso. É indispensabile che ognuno esca allo scoperto e dica, con i fatti, da che parte sta: con Messina e il suo futuro o con i nemici della città che tramano per demolire la prospettiva infrastrutturale rappresentata dal porto di Tremestieri. Certamente, noi non ci fermeremo e non ci faremo zittire da nessuno”.
