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Le donne Ferrera e l’alta moda

Marilena Raffa

Le donne Ferrera e l’alta moda

mercoledì 28 Giugno 2017 - 22:33
Le donne Ferrera e l’alta moda

La trama di una storia siciliana che ha condotto due generazioni attraverso il sogno e la bellezza

Si conclude oggi il Taormina Book Festival, evento letterario internazione, ideato e diretto da Antonella Ferrara. Un calendario fitto di appuntamenti che ha visto, tra l’altro, l’avvicendarsi di tanti genitori e figli in confronto generazionale sulla trasmissione di valori ed identità. “Padri & Figli”, non è stato solo il tema di questa settima edizione, ma un’occasione per riflettere su quella parte del passato che ciascuno eredita e diventa bagaglio di viaggio verso il futuro.

Tra gli incontri più apprezzati, quello con Maria Caruso e le figlie Marella e Gabriella Ferrera che, tra aneddoti e riflessioni, hanno ripercorso le tappe principali di quasi sessant’anni di curiosità, intuizione e creatività, guidate da Eleonora Lombardo, giornalista di Repubblica.

Maria Caruso, nasce a Misterbianco e lì inizia a dedicarsi al disegno, al ricamo ed alla sartoria. Nel 1958 apre l’atelier nel centro storico di Catania, insieme al marito Francesco Ferrera, maestro sarto. Le clienti rimangono affascinate dallo stile della sartoria Ferrera e non si fanno attendere successi e soddisfazioni, come la partecipazione al concorso “Il Giro della Moda in Italia”, insieme a nomi come Krizia, Schubert e le Sorelle Fontana. Erano gli anni in cui si celebrava l’unicità nella moda e si iniziava a sperimentare con i tessuti acrilici ed innovativi che le aziende avevano perfezionato a partire dal dopoguerra.

Marella, primogenita della coppia, frequenta l’Accademia di Costume e Moda a Roma e nel ’93 sfila per la prima volta con una sua collezione Alta Moda nel calendario ufficiale della Camera Nazionale della Moda Italiana, acclamata come rivelazione dell’anno. Il suo “sentire” la Sicilia l’accompagna su percorsi di sperimentazione mai battuti: le ceramiche, i profumi della sua Terra, la pietra lavica, i coralli, i pizzi ed i ricami antichi si fondono con gli abiti. Scava nelle tradizioni siciliane e le coglie a piene mani, reinterpretandole. Dal 2000 al 2005, la Erreuno produce e distribuisce la sua linea di prêt-à-porter, ma iniziano gli anni in cui le aziende delocalizzano, i cinesi entrano nelle fabbriche italiane per i turni di notte e molti colleghi stilisti vendono i propri marchi. Sono compromessi che Marella non può accettare e si tiene stretta la sua Alta Moda lontana da strategie di mercato e logiche di massimizzazione dei profitti. Recupera un magnifico spazio urbano del 700 e crea il Museo Marella Ferrera, dove continua la sua attività e periodicamente organizza mostre ed eventi dando spazio ai tanti creativi siciliani. Da qualche anno, la sua attenzione è stata catturata anche dal mondo dell’arredamento: tra gli ultimi progetti quello con Paola Lenti per cui ha disegnato la linea di tavolini “Sciara” con piastrelle in lava con decoro in vetro, realizzate a mano.

Gabriella, si appassiona alla moda sin da bambina ma la sua sensibilità alla bellezza la porta a diventare un’artista poliedrica. Frequenta l’Accademia di Belle Arti e si indirizza verso un nuovo concetto di moda che incontra l’arte: i suoi abiti-scultura vengono esposti, tra l’altro, all’ Anteprima della Quadriennale d’Arte di Roma, all’Oxo Tower di Londra ed al Museum Expression di Parigi. In lei sono presenti la capacità di creare e, insieme, di trasmettere l’amore per il saper fare. Insieme al marito, fonda Harim, Accademia Euromediterranea e da molti anni educa al gusto i ragazzi appassionati di moda e design. “ E’ meraviglioso assistere all’evoluzione dei nostri allievi -afferma Gabriella Ferrera – spesso entrano con un’idea della moda troppo riduttiva, scoprono un mondo di figure e mestieri collaterali e già dopo il primo anno si indirizzano verso il settore che ritengono più affine. Proprio nella location in cui si sta svolgendo quest’incontro, la Fondazione Mazzullo di Taormina, quasi vent’anni fa, abbiamo inaugurato la mostra di abiti–scultura “Archeo Dress”, ispirata ai reperti archeologici siciliani che ha riscosso un enorme successo: I turisti che la visitavano scoprivano il nostro patrimonio artistico e ne rimanevano incantati.

L’ultimissimo progetto, invece, è quello che trovate in Piazza IX Aprile, sempre a Taormina: in occasione del Taobuk, i nostri ex allievi di Design, hanno realizzato il “Contenitore di emozioni”, una cornice-installazione con i libri classici siciliani. Ogni anno organizziamo la Settimana Mediterranea della Moda e del Design, alla quale partecipano gli allievi dell’ultimo anno con le proprie collezioni, ma anche stilisti provenienti da tutti i Paesi del Mediterraneo. In questo modo la Sicilia diventa una ‘porta’ di scambio tra le varie culture, pur rimanendo preponderante l’idea del saper fare “Made in Italy”.

Queste tre donne, forti come il vulcano della loro Terra, appassionate e visionarie, hanno esaltato la Sicilianità ai massimi livelli. “Mi sono sempre sentita fuori tempo – dichiara Maria Caruso – avrei voluto nascere 50 anni dopo”. E’ una donna che si è sempre proiettata nel futuro, ha realizzato grandi imprese, nella moda come nella vita privata; una famiglia straordinaria, un marito con cui condividere il medesimo percorso e tre figli di cui dice: “Sono proprio come li avevo immaginati!”

“Non dobbiamo attendere ancora a lungo – conclude Marella Ferrera – , la resistenza alla modernità di molti luoghi della Sicilia, lontani da forme di progresso, sarà l’aspetto su cui dobbiamo puntare. Il futuro arriva dal passato, arriva dalla Terra e da tutto ciò che si è salvato. Torneremo a guardare alla funzionalità, a valorizzare l’unicità ed esaltare la maestria degli artisti che portano avanti le nostre tradizioni.”

Marilena Raffa

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