Intervista al consigliere di minoranza ed ex sindaco Mario Bolognari
TAORMINA – “Spero che la prossima volta saremo convocati per una seduta di Consiglio comunale e non per un comizio, che ci dobbiamo sorbire a voce unica. Sono un po’ deluso. Pensavo che la campagna elettorale si fosse chiusa ma noto che invece continua”. Commenta così il primo Consiglio comunale del nuovo corso amministrativo Mario Bolognari, esponente di minoranza ed ex sindaco di Taormina. Il suo riferimento è al lungo intervento in aula del neo primo cittadino, Cateno De Luca, nel corso del quale ha spaziato su più fronti.
Quale sarà l’atteggiamento della minoranza nel corso della consiliatura?
“L’opposizione si prefigge di fare l’opposizione. Quando noi avremo proposte di provvedimenti che condividiamo valuteremo e se coincidono con le nostre idee che continueremo a portare avanti le approveremo. Alcune cose poste ad esempio nel primo Consiglio ed ampiamente conosciute le condividiamo, anche se sono state poste in modo un po’ confuso: mi riferisco al carico e scarico entro le 9 sul Corso. Ebbene già c’era una mia ordinanza in merito e bisognava attivare una sbarra che noi abbiamo realizzato in via Damiano Rossi e che il sindaco adesso si trova bella e pronta… Per quanto riguarda gli spettacoli al Teatro Antico non siamo d’accordo con la monetizzazione, vogliamo che siano di meno. E’ una battaglia che faccio danni, inascoltato. Condivisibile anche la battaglia sulla maggioranza in seno al Cda di Taormina Arte, siamo d’accordo che Taormina abbia la maggioranza ma non siamo per uscire. Il sindaco ha detto che non ha preconcetti e che di fronte alla dimostrazione di bontà delle argomentazioni contro le sue scelte è disposto anche a cambiare idea. La prendo per buona questa dichiarazione di principio perché è quella che noi cerchiamo e cioè dire: il benessere della città non può essere il pensiero unico è sempre frutto di un confronto. Spero che il presidente del Consiglio, al quale ho fatto gli auguri, sia quello di garantire questo confronto”.
Ha qualche rammarico per qualcosa che avrebbe potuto fare e non ha fatto durante la campagna elettorale che ha portato alla vittoria del suo avversario?
“Io non sono di quelli che pensano che abbiamo perso perché abbiamo sbagliato la campagna elettorale o qualcosa di essa, questa è una lettura degli allocchi, dei fessi. Le ragioni sono molto più profonde, più antiche: nascono da diversità di vedute e debolezze che la nostra maggioranza aveva a suo tempo, che si è trascinata dietro. Non ho niente di cui rammaricarmi per quanto riguarda la campagna elettorale. L’unico aspetto per il quale mi rammarico è che i cittadini non abbiano capito che bisognava continuare e la strada tracciata era quella giusta. Non potrà che essere quella giusta in quanto anche questa amministrazione non potrà fare che quello che noi abbiamo già programmato. Non ci sono alternative… Poi si può dire cambiamo tutto, cambiamo il passo… Ma sono chiacchiere. La sostanza vera è che quello che abbiamo tracciato resta e deve essere portato avanti”.
