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Taormina. Commercio e turismo, contratti “anomali” ai lavoratori dell’hinterland

Redazione

Taormina. Commercio e turismo, contratti “anomali” ai lavoratori dell’hinterland

lunedì 13 Maggio 2019 - 08:13
Taormina. Commercio e turismo, contratti “anomali” ai lavoratori dell’hinterland

La Cisl e la Fisascat scrivono al sindaco Bolognari per avviare una task force di controllo

TAORMINA – La mancata applicazione dei contratti nazionali ai lavoratori del commercio e del turismo in tutto il territorio di Taormina e la richiesta di un incontro urgente per condividere sul piano formale i provvedimenti da intraprendere a tutela dei lavoratori.

Sono questi i due punti principali che ha affrontato la Cisl di Messina e la Fisascat Cisl di Messina nella lettera inviata al sindaco di Taormina, Mario Bolognari, pronti ad interessare e chiedere anche l’intervento degli organi competenti, dall’Ispettorato del Lavoro, all’Inps e alla Guardia di Finanza “per il controllo e la regolamentazione del settore e per l’accertamento di un eventuale danno erariale e contributivo” scrivono il segretario generale della Cisl Messina Tonino Genovese ed i rappresentanti della Fisascat Cisl Pancrazio Di Leo (nella foto) e Salvatore D’Agostino.

La lettera dei sindacalisti nasce dall’inaccettabile e sempre più diffusa condizione di applicazione di contratti “alternativi”, che vanno soltanto a vantaggio di alcuni datori di lavoro e che danneggiano i lavoratori.

“Il Comune di Taormina – scrivono Genovese, Di Leo e D’Agostino – non può non tenerne conto ed occorre che intervenga con gli strumenti che la legge consente agli enti locali. Una pratica che in alcuni casi si traduce nella conseguenziale instaurazione anche di un possibile regime di lavoro nero e ciò produce mancati introiti da parte del Comune come “addizionale comunale”.

La Cisl e la Fisascat già lo scorso anno, e anche prima delle elezioni amministrative agli allora candidati sindaco, avevano proposto l’impegno da parte del Comune ad adottare una “clausola di salvaguardia per i lavoratori” “vincolando cioè il rilascio di autorizzazioni ed in particolare del suolo pubblico a Taormina, alla verifica preventiva di una corretta applicazione da parte delle attività del Contratto nazionale di lavoro e degli accordi integrativi di secondo livello sottoscritti. Ma, sinora, questa nostra richiesta non è stata presa in considerazione”.

Il sindacato è destinatario quotidianamente delle istanze che arrivano dai cittadini. “Quelli, ad esempio, che vivono in condizioni di precarietà lavorativa, a volte costretti a sottostare a ricatti per poter lavorare qualche mese in più. Il settore vive una condizione di preoccupante precarietà per una stagione turistica che, anziché prolungarsi, va sempre più riducendosi portando lavoro sempre più precario e disoccupazione nei mesi considerati di “bassa stagione” per via delle nuove normative che hanno ridotto l’indennità di disoccupazione per i lavoratori stagionali che, a Taormina e nel suo comprensorio, sono migliaia”.

Per questo la Fisascat e la Cisl invitano il Comune ad attivarsi, sin da questo momento, al necessario contrasto di quella che appare ormai la diffusa pratica sul territorio di applicazione dei “contratti dei furbetti”.

«Occorre – continuano Genovese, Di Leo e D’Agostino – contrastare l’avviamento o svolgimento di attività con contratti che disattendono il Contratto nazionale, con una retribuzione inferiore a quella prevista dai Contratti collettivi nazionali ed integrativi territoriali, e che produce un minore versamento contributivo e fiscale. Ciò rappresenta una palese situazione di concorrenza sleale nei confronti degli operatori economici onesti, che applicano il contratto del Turismo e Commercio e che pagano regolarmente le tasse.

Non è accettabile che ai lavoratori si ponga la condizione di dare loro un impiego soltanto se accettano di sottoscrivere una tipologia di contratto minore e percependo un compenso inferiore rispetto ad altri colleghi della “porta accanto”».

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